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Pere al vino rosso

Ultimamente, durante uno dei nostri giretti del weekend, siamo stati nelle Marche e, precisamente a Pesaro, abbiamo pranzato in un posticino, la Guercia, dove si mangia una buonissima cucina da osteria. Noi abbiamo mangiato salumi, fagioli con le cotiche, porchetta (una cosa leggerina insomma..) Poi una pera al vino rosso che era davvero deliziosa.

A casa l’ho voluta rifare, è un dolce semplicissimo e di grande effetto, adatto a una cena casalinga. Direi che è quasi una non-ricetta. In questi casi, quando una ricettina è semplice, sono sempre un po’ indecisa se pubblicare o no. Poi finisce che vado molto a gusto personale, pubblico e sto serena  😆

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Sangria classica

Oggi vi lascio un grande classico estivo da consumare a fine pasto ma anche a merenda o per l’aperitivo. Dalla Spagna con furore, è una cosa che piace sempre a tutti, niente di originale, ma un non-originale che col caldo funziona molto bene 😀

Sangria classica 1

Sangria classica
 
Prep time
Total time
 
Author:
Recipe type: Drinks
Ingredients
  • 0.5 l vino rosso secco (Merlot, Nero d'Avola, Primitivo, Lambrusco sono tutti indicati)
  • 0.5 l succo di arancia rossa
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 chiodo di garofano
  • 1 stecca di cannella
  • 1 pesca
  • 2 albicocche
  • 1 arancia
  • due fettine di melone
Instructions
  1. Tagliamo la frutta a pezzetti.
  2. In una caraffa versiamo il vino, il succo di arancia rossa e lo zucchero (se si desidera più forte si può aggiungere un po' di cointreau).
  3. Aggiungiamo la frutta e le spezie e facciamo riposare per almeno due ore in frigorifero.

Sangria classica 2

Vi auguro buone vacanze e buon Ferragosto e vi do appuntamento tra una settimana.

A presto!


Uova in camicia con salsa al vino rosso à la parisienne

Mi sono cotta. Il week end mi ha portato l’ansia di dover fare il pieno di sole. E forse ho esagerato. Ma passa:)
Oggi pensavo.. Quante volte dovrei tornare a Parigi per essere felice? Probabilmente direi una volta all’anno… per almeno 15 giorni.. Ma non posso permettermelo ora, quindi mi consolo con la cucina parigina. In questo mi aiuta Rachel Khoo e il suo libro. Si possono dire tante cose su questo libro ma la sua cucina è proprio quella francese buona. Si sa che noi italiani abbiamo da sempre una sorta di rivalità con la Francia e non sempre piace la proposta di un piatto francese. Per me è ignoranza pura. Ecco, l’ho detto…  
Ragioni politiche? Economiche? Calcistiche? Molto probabilmente l’ultima, specie se pensiamo agli interessi più alti dell’italiano medio.. (oggi sono una serpe… 😉 )
Uovo in camicia? Oui bien sur, ma con la salsa al vino che fa di questo piatto semplice, un piatto gourmet.. Provare per credere^^
E anche se la presentazione è un po’ americana, il gusto è francese…
Ingredienti (per due persone):
due uova fresche
un cucchiaio di aceto
due fette di pane
Per la salsa:
 100 ml di vino rosso
mezzo cucchiaio di concentrato di pomodoro
200 ml di brodo tiepido di manzo
20 g di pancetta affumicata a dadini
mezza cipolla tritata
un piccolo gambo di sedano
una piccola carota tritata
20 g di burro
20 g di farina
timo, alloro, prezzemolo grani di pepe
Per prima cosa prepariamo la salsa. Può essere preparata anche il giorno prima.
Mettiamo sul fuoco le verdure tritate con la pancetta fino a quando hanno un colore dorato. Li togliamo dalla pentola e mettiamo nella pentola il burro facendolo sciogliere. Aggiungiamo poi la farina mescolando. Lentamente aggiungiamo anche il brodo continuando a mescolare, aggiungiamo poi il concentrato di pomodoro e il vino mischiando fino a che il concentrato non si sarà sciolto completamente.
Rimettiamo poi in pentola le verdure e la pancetta insieme agli odori (timo, alloro, prezzemolo pepe) e cuociamo a fuoco basso per 15 minuti.
Filtriamo la salsa, la assaggiamo e la aggiustiamo di sale.
Tostiamo il pane sulla griglia.
Prepariamo le uova. Riempiamo un pentolino d’acqua a metà e aggiungiamo anche l’aceto. Accendiamo il fuoco e, quando bolle creiamo un vortice con la forchetta. Rompiamo il primo uovo e lo adagiamo velocemente nel vortice. Aspettiamo 3-4 minuti, lo togliamo con una schiumarola e lo appoggiamo su una fetta di pane tostato. Facciamo lo stesso con l’altro uovo.

Ravenna? Oui bien sur^^ .. non vi racconto niente, lo sapete che ultimamente sono di poche parole.. Ma un’immagine della nuova piazzetta “dell’Unità d’Italia” ve la voglio far vedere.. Adoro le piazze, sono democratiche, amiche, rilassanti e a Ravenna questa è nata da poco e ospita diversi eventi, io adoro il suo aspetto “decadente”.
 
A presto!

Pannacotta di Santin e bella di giugno al vino rosso

Fa chaldo. Fa chaldo e io sono raffreddata. Qualcosa non quadra. Perfino il mio padrone di casa mi prende in giro per il mio continuo raffreddore… Si potrà?
Venerdì ho trotterellato allegramente fino a Rimini, alla notte rosa passando da un concerto di Venditti a qualche localino musicale, per poi vedere l’alba e tornare a casa. Mi sono trascinata la stanchezza per tutto il week end.. Che poi non sarebbe neanche stato un problema se non avessi la necessità ancora di disegnare e lavorare al progetto.. Domenica in effetti mi ero un po’ incupita, stare tutto il giorno in casa non aiuta l’umore. La sera però, sono stata con un’amica a trovare un altro amico, di quegli amici con i quali la chiacchera arriva, spontanea e rigenerante, di quelli che con una parola ti fanno ritrovare il sorriso. Penso di averne accennato ancora qui sul blog perchè di amici così ne ho pochi. Ma mi piace anche non parlarne troppo perchè è uno di quei rapporti che a parlarne troppo si rischia solo di banalizzarli.
Intanto a piccoli passetti arrivo alla fine di questo corso sull’urbanistica e sulle città terremotate. Non vedo l’ora che sia il 24 per avere quest’idoneità e un po’ di tregua. E magari andare un po’ al mare. Dopo inizierà il periodo di tesi che mi fa un po’ paura. Forse perchè non ho le idee molto chiare ancora e gli scontri con la realtà mi fanno sempre un po’ soggezione.  
Peperepèèèè, è arrivata signori, la pannacotta è approdata anche qui! E io ho fatto pace con la colla di pesce. Sono l’unica persona al mondo, credo, che riesce a pasticciare anche con questo ingrediente. Di solito mi si appiccica e non si scioglie. Ma questa volta sono io che ho vinto!
Andando con ordine. In generale la pannacotta non era un dolce che mi appassionava particolarmente. Certe persone farebbero follie, io sono più legata ad altri tipi di dolci al cucchiaio. MA mi sono ricreduta grazie a questa versione di Santin (presa da “Pasticceria, le mie ricette di base” di Maurizio Santin) e grazie alle pere al vino in abbinamento (più o meno una mia invenzione). Insieme credo davvero che sia una di quelle cose che ti fanno raggiungere la pace dei sensi. 
La bella di giugno è un tipo di pera precoce (per la tipologia mi sono affidata alle conoscenze del padre.. a volte è allarmante, se le ricorda tutte!), somiglia un po’ alla volpina ma è più chiara e, appunto, matura tra giugno e i primi di luglio. Col vino funziona bene perchè è un frutto molto compatto che assorbe e diventa piacevole e morbido.
E così riesco a partecipare anche al contest di due care amiche, Vale e Monica! (Visto? ce l’ho fatta! E ho pure imparato a fare una cosa buonissima :D).


Ingredienti (per 4 miniporzioni di pannacotta):

150 g di panna
75 g di latte
75 g di zucchero
3,5 g di colla di pesce
75 g di panna montata
1 bacello di vaniglia

Per le pere al vino
10-12 pere bella di giugno
1 bicchiere e 1/2 di vino rosso
2 cucchiai di zucchero
2 chiodi di garofano
1 stecca di cannella

Mettiamo la colla di pesce in acqua fredda per una decina di minuti.
Uniamo in una casseruola la panna liquida, il latte, lo zucchero e la bacca di vaniglia incisa. Scaldiamo a fiamma dolce fino a far sciogliere completamente lo zucchero. A questo punto strizziamo la colla di pesce e la aggiungiamo mescolando per farla sciogliere. Spegniamo la fiamma e facciamo raffreddare. Raggiunta la temperatura ambiente aggiungiamo delicatamente la panna montata.
Versiamo poi il nostro liquido negli stampini (io di alluminio) e facciamo riposare una notte in frigorifero prima di sformarli.
Prepariamo poi la salsa con le pere. Mettiamo le pere in una padellina. Aggiungiamo al vino lo zucchero e mescoliamo per farlo sciogliere. Aggiungiamo anche i chiodi di garofano e la cannella. Versiamo tutto nella padella e accendiamo la fiamma. Facciamo cuocere con la padella semicoperta e a fiamma dolce finchè le pere saranno leggermente appassite (a me sono voluti circa 30-40 minuti) e la salsa si sarà ben ristretta. 
Serviamo la panna cotta con 2-3 pere e una buona colata di salsa al vino.

Con questa ricetta partecipo al contest di Vale e Monica in collaborazione con il negozio Peroni


Visto che ci ho preso gusto, partecipo anche al contest di Vale cucina e fantasia

E al contest di Le cosine buone

A presto!


Fichi al vino rosso e miele di castagno

Buondì donzelle!
Finalmente le temperature, anche qui in Romagna, ci danno tregua. Ieri mattina un bel temporale e anche sta notte e stamattina sono state fresche. Potevo io non prendere il raffreddore? Chiaro che no! Disgraziata di una Beatrice… Mi sono svegliata col naso tutto colante. Penso sia anche colpa dei ritmi del fine settimana, è finito il tempo in cui posso permettermi di non fare niente tutto il giorno e quando si fa tardi la sera la giornata dopo è dura.. e le difese immunitarie si abbassano. E viene il raffreddore.
Oggi vi presento i fichi di Vale. E’ stata così carina da regalarmi un cestino di fichi del suo albero (mi sono lamentata a lungo che non li trovavo da nessuna parte, ora non mi lamento più!) e ora faccio onore con questa ricetta. La cosa bella di questi fichi al vino è che sono speciali mangiati così come ve li descrivo, ma sono adatti anche a completare una coppetta di crema chantilly o una crostata con la crema pasticcera. Io non ho fatto niente di tutto ciò perchè a casa mia ultimamente siamo a “dieta” (quasi..) ma so per certo che devono essere buoni in diversi modi. La salsetta che viene fuori è una sorta di vin brulè molto dolce, un toccasana per la mia gola in fiamme! Con il miele di castagno bio che ha un sapore buonissimo…

Ingredienti (per 3 persone)

8 fichi piccoli e viola
300 ml di vino Sangiovese
1 bicchierino di Porto
100 g di zucchero di canna
3 cucchiaini di miele di castagno Rigoni di Asiago
2 piccole stecche di cannella (o una grande)
3 chiodi di Garofano

Mettete il vino in un pentolino sul fuoco insieme al Porto, allo zucchero, al miele, alla cannella e ai chiodi di garofano.
Togliete ai fichi il picciolo e praticate una incisione a croce sulla sommità. Quando il vino bolle aggiungeteli e fateli cuocere per una decina di minuti. Quando saranno pronti, toglieteli e continuate a far bollire il vino in modo che si restringa e diventi circa i 3/4. Servite i fichi tagliati a metà e con una buona quantità di salsa al vino.

Con questa ricetta partecipo al contest di Rigoni di Asiago “Un autunno da leccarsi i baffi”

E al contest di “Per un pugno di capperi”
A presto!
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