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Piadina con sardine marinate peperoni e radicchio

Sono di nuovo a Bologna! Nemmeno il tempo di salutarla che ci sono ritornata 🙂 e mentre tutto il mondo va in vacanza io inizio un lavoro nuovo.. più o meno 😀 ma di questo vi parlerò a cose fatte, che non si sa mai che piega possono prendere… 😉

Questa è la ricetta con la quale ho partecipato al contest tra le blogger del network di iFood, sullo street food. La mia piadina non poteva non esserci! Questa è un po’ diversa dalle solite per come l’ho “imbottita”, è molto estiva e il pesce marinato sa proprio di mare. Provare per credere 🙂

Piadina con sardine 2

5.0 from 2 reviews
Piadina con sardine marinate peperoni e radicchio
 
Prep time
Cook time
Total time
 
Per tre piadine
Author:
Recipe type: street food
Cuisine: italiana-romagnola
Ingredients
  • 300 g di farina
  • 60 g di strutto
  • Un cucchiaino di sale
  • Una punta di cucchiaio di bicarbonato
  • 15 sardine pulite delle interiora e delle lische e aperte a libro
  • Succo di due-tre limoni
  • Aceto
  • Aglio
  • Sale
  • Olio extravergine di oliva
  • Prezzemolo, erba cipollina
  • Un peperone giallo e uno rosso
  • Un piccolo caspo di radicchio rosso giovane
Instructions
  1. Mettiamo le sarde a marinare ben distese in un contenitore a bordi alti per almeno 10 ore in frigorifero. Per la marinatura emulsioniamo succo di limone e aceto in uguali quantità, in modo che ricopra bene il pesce, uno spicchio d’aglio sbucciato e tritato e un po’ di sale.
  2. Trascorse le 10 ore, scoliamole bene dalla marinatura, aggiungiamo un po’ di prezzemolo ed erba cipollina tritati e ricopriamo di olio. Facciamo riposare per un paio d’ore.
  3. Prepariamo la piadina.
  4. Impastiamo la farina con lo strutto, 100 ml di acqua, il bicarbonato e il sale. Impastiamo per una decina di minuti.
  5. Dividiamo l’impasto in tre parti e col matterello facciamo tre dischi sottili.
  6. Scaldiamo una padella antiaderente, quando sarà ben calda adagiamo le piadine e cuociamo pochi minuti per lato (quando cominciano a farsi le bollicine marroni è pronta).
  7. Tagliamo poi i peperoni a strisce sottili.
  8. In una padella leggermente unta li saliamo e li facciamo cuocere per una decina di minuti coperti.
  9. Componiamo il nostro piatto adagiando due fette di radicchio su una metà della piadina. Adagiamo anche il peperone e, per ultime, le sardine.
  10. Chiudiamo la piadina e il piatto è pronto.

Piadina con sardine 1

La sardina marinata si conserva qualche giorno. È molto importante che il pesce sott’olio venga conservato in frigorifero, specie con questi caldi.

È molto buono anche su una bruschetta. A me piace anche sulla pizza…

E questo è il link al contest di iFood e speriamo bene!

Logo-Happy-iFood

 

Per oggi vi lascio e vi do appuntamento a lunedì! Buon fine settimana di pensieri positivi, io ultimamente ho solo di quelli 😀

smuack :*


Polpette finger food di manzo e feta con salsa allo yogurt

Questo è un articolo che avevo scritto la settimana scorsa. Poi c’è stata Rioccione Golosa e ho trovato più urgente raccontare subito di quell’avventura. Venerdì scorso però, è successo che ho lasciato Bologna dopo otto mesi di permanenza e volevo raccontarvi il mio ultimo giorno da Bolognese. Buona lettura!

“Sono tornata a Bologna, per un po’ di giorni, dopo un periodo di alcuni giorni passati da miei, poi basta. Si torna alla definitivamente a Ravenna, casa di sempre e amici di sempre. Si chiude in questo modo il mio anno in questa città e si apre un nuovo capitolo. Di tutte le città che ho cambiato questa è quella che più consapevolmente mi sono scelta. Non perché c’era un’università, non perché era tra le possibili per un erasmus ma perché la volevo io, al 100%.

Ieri camminavo per tornare a casa, una strada fatta tantissime volte ed ero letteralmente incantata. L’ho vista tante volte la città, ma forse non l’avevo mai guardata davvero.

E il giorno dopo ho voluto fare un lungo giro per le vie del centro per fare in modo che ogni singolo posto tra i miei preferiti avesse il suo timbro nella mia memoria.

Ora so per certo che Casa non è un posto fisico per me, ma è quel posto che, di volta in volta, mi creo io con le mie aspettative e che contiene i miei ricordi migliori e i miei sogni. Bologna è stata una bella Casa.

Al rientro, appunto, a Casa, ieri mi risuonava in mente una canzone triste, sugli addii, poi l’ho fatta partire in loop su youtube e la mia coinquilina mi ha preso in giro. Così è sempre stato, si è sempre scherzato su tutto. Ho trovato una Casa accogliente, buona, paziente. Che si sa, con le coinquiline  prese a scatola chiusa, è sempre un terno al lotto.

Ora riesco a collocare in un puzzle e in un ruolo tutte le persone che hanno fatto parte della mia vita durante i mesi bolognesi. Alcune cose potevano essere fatte meglio da parte mia, ma non rimpiango nulla.

Chiusa la parentesi malinconica, si parte con l’estate. Io non lo so ancora di preciso che ne sarà di me quest’estate, so che un passetto alla volta sto facendo un sacco di cose che mi danno tanta soddisfazione!”.

Oggi, in cucina, vi racconto un pezzo dell’ultima cosa che mi ha dato soddisfazione, ovvero le polpette finger preparate a Riccione. Questa è una foto che ho fatto il giorno in cui facevo la prova. Ero più ansiosa di assaggiarle che di fotografarle, per cui la foto è quella che è.. Soprattutto è tutta un po’ tagliata a caso, spero vi invogli lo stesso all’assaggio!

Polpette di carne macinata e feta 1

Polpette finger food di manzo e feta con salsa allo yogurt
 
Prep time
Cook time
Total time
 
Per una ventina di polpette grandi quanto poco più di una noce
Author:
Recipe type: finger food
Cuisine: italiana/greca
Ingredients
  • 200 gr carne tritata magra di manzo
  • 120 g di feta
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 1 albume
  • Un mazzetto di erba cipollina
  • 2 cucchiai di olive nere snocciolate
  • sale
  • Pangrattato (8-10 cucchiai)
  • Farina (8-10 cucchiai)
  • 2 uova
  • Olio per friggere
  • 125 g di yogurt naturale
  • 2 cucchiaini di capperi sotto sale dissalati
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • Un piccolo spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaino di pepe verde in grani in salamoia
Instructions
  1. Prepariamo l'impasto delle polpette mescolando la carne con la feta sbriciolata, il pangrattato, l'albume, l'erba cipollina sminuzzata e le olive nere tritate.
  2. Aggiustiamo di sale.
  3. Facciamo delle palline con questo impasto e le impaniamo passandole nella farina, poi nell'uovo poi nel pangrattato.
  4. Scaldiamo bene l'olio (io faccio la prova con una briciola di pane, se "frizza" è pronto) e friggiamo le polpette (in modo che non si tocchino tra loro).
  5. Quando sono dorate le togliamo dall'olio e le facciamo asciugare su della carta assorbente.
  6. Prepariamo la salsa.
  7. Tritiamo il pepe, i capperi e l'aglio. Le aggiungiamo allo yogurt e aggiungiamo anche il succo di limone.
  8. Questa salsa è perfetta con i fritti dal sapore forte. È un po' piccante, ma soprattutto ha l'acidità giusta per contrastare la "grassezza" del fritto.

 Vi saluto e vi do appuntamento a lunedì con un dolce, dopo tanto tempo.

Buon week end di pensieri positivi e a presto! 🙂


Rotolo di carpaccio e verza all’arancia

Oggi pubblico una cosa nuova. Un panino. O meglio un rotolino. Comunque una portata molto simile a uno streetfood da mangiare a morsi, anche davanti alla tv.

Può diventare anche un antipastino molto figo se ne ricaviamo dei bocconcini e li serviamo su un piatto.  Può diventare un piatto economico se al posto del carpaccio mettiamo una fesa di tacchino (io però, scusate, preferisco il carpaccio).

Va bè insomma, è un piatto versatile 😀 . Ecco la mia versione, per due persone.

Come sempre, se la piadina decidete di farla in casa, avete vinto. Nel caso, la ricetta qui.

rotolino di carpaccio 1

Rotolo di carpaccio e verza all'arancia
 
Prep time
Cook time
Total time
 
Author:
Recipe type: Antipasto/streetfood
Cuisine: italiana
Ingredients
  • 2 piadine sottili
  • 150 g di carpaccio di manzo
  • 3 foglie di verza
  • un'arancia
  • un limone
  • senape
  • sale e olio per cuocere la carne
Instructions
  1. Tagliamo la verza in striscioline, la mettiamo in padella con un goccio d'olio e la facciamo cuocere per 10-15 minuti sfumando con il succo dell'arancia.
  2. Bagnamo in carpaccio col succo di limone e lo facciamo cuocere 2 minuti per lato nella stessa padella della verza. Poi lo saliamo.
  3. In una padella pulita e rovente scaldiamo la piadina.
  4. Componiamo il rotolo spalmando la piadina con la senape, adagiamo la verza e le fette di carpaccio. Poi arrotoliamo ben stretto.
  5. Facciamo riposare avvolti in carta di alluminio per 10 minuti poi serviamo.

rotolini carpaccio piccolo

 

Ed ecco il mio rotolino e un abitante della mia cucina 🙂

Oggi mi permetto di fare un appello per il Nepal dalla mia pagina, a quanti vorranno ascoltarlo. È possibile fare un bel gesto di donazione, penso che sia importante che ognuno tiri fuori la sua umanità, specie di fronte a questi disastri. Cliccate Save the Children e il link vi rimanderà direttamente alla pagina delle donazioni.

Grazie a chi lo farà.

Buona giornata amici, e buon week end lungo!


Mozzarelline panate al cous cous e tartare di datterini

È passata la laurea e la discussione della tesi e piano piano riprendo i ritmi del quotidiano. Per modo di dire in realtà perché in questo mondo di nuove cose da provare e da scoprire io ci devo ancora entrare. Non ce la vedo proprio la Claudia non studente. Mi ci devo abituare pian pianino. A chi mi chiede cosa farò ora rispondo sempre con un beato “bò?”. Esamedistato-lavoro-tirocinioall’estero-vacanze-scalatadell’Everest, davvero al momento non riesco a pensarci, anche se prima o poi mi toccherà..
L’altro giorno mi sono rimessa a cucinare, un po’ controvoglia, ma mentre lo facevo, dopo quasi un mese vissuto a cibi pronti, mi sono ricordata del perché cucinare mi piace così tanto. Cucinare è veramente gioia di vivere. Sfido chiunque a sostenere il contrario:)
I miei amici mi hanno regalato, tra le altre cose, un libro di Simone Rugiati (ormai leitmotiv de la cuisine) e devo dire che è veramente pieno di spunti carini e sfiziosi che sicuramente utilizzerò!
Questo invece è uno spunto visto su una rivista ma poi rivoluzionato a modo mio. Lasciatemi dire che la panatura col cous cous tostato è geniale. Dona un profumo di grano davvero meraviglioso.. A casa mia queste mozzarelline sono durate pochissimo.. Io le consiglio come aperitivo in abbinamento alla tartare di pomodori che, col loro sapore acido, “sgrassano” dal fritto (come direbbe Rugiati:).


Ingredienti:

250 g di mozzarelline
80 g di farina
2 uova
150 g di cous cous
brodo vegetale in cui avremo sciolto una bustina di zafferano
olio evo
olio per friggere
sale e pepe
300 g di pomodori datterini
quattro acciughe in salamoia
 
Togliamo le mozzarelle dalla loro acqua e la teniamo in frigorifero ad asciugare per almeno un quarto d’ora.
Tostiamo il cous cous in una padella antiaderente e lo bagniamo con qualche cucchiaio di brodo con lo zafferano. Poi lo sgraniamo finchè risulta croccante. Lo facciamo raffreddare.
Passiamo le mozzarelle nella farina, poi nell’uovo sbattuto e nel cous cous. Ripetiamo questa operazione per tre volte compattando ognuna tenendola tra le mani.
Friggiamo le mozzarelle in abbondante olio di semi ben caldo e le scoliamo ben dorate.
Tagliamo i pomodorini a cubetti e li condiamo con un po’ di sale, tagliamo a pezzetti le acciughe, mescoliamo e facciamo fare ai pomodori un po’ di acqua (aspettando circa 15 minuti). Con un coppapasta prepariamo le nostre tartare (pressiamo bene i cubi in modo che non si disfi). In alternativa al coppapasta che non ho, io ho usato una striscia di carta forno pinzata.
Condiamo con un giro di olio evo e, se vogliamo, possiamo guarnire con un’acciuga.
 
Inutile dire che queste mozzarelline calde, filanti, rimettono in pace col mondo!
A presto!P.S. Vi ricordo il nostro contest sulla primavera..! Vi aspettiamo!!!


Crescione romagnolo per gli streetFOODLovers

Oggi, da 3 piccole cucine, inizia una nuova, emozionante, avventura:) L’idea è nata quest’estate, da me, da Benedetta (che l’ha concepita) e da Vale. Quella di creare un progetto che potesse abbracciare il nostro amato street food, la nostra bella tradizione italiana e la nostra voglia di condividere e interagire con le altre blogger.
Il progetto streetFOODlovers consiste nel raccogliere quante più possibile ricette tradizionali sul cibo di strada delle nostre regioni di Italia, reinterpretate, e premiare simbolicamente quelle che più ci convinceranno, dal racconto, alla foto, alla ricetta in sè. Ogni mese un tema e tre blogger special guest della stessa regione, che ci guideranno alla scoperta della definizione di “cibo di strada” per i luoghi che abitano e tante interpretazioni quante vorrete farne voi.
Abbiamo creato un blog a parte, perchè ci pareva più ordinato e per il regolamento e le note tecniche vi rimando qui, al nostro nuovo blog.
Questo mese le special guest siamo noi, per l’Emilia Romagna!. 
Speriamo che accogliate con calore la nostra proposta, a noi piace e ci crediamo molto 🙂
Qui di sotto una delle ricette del mese. Il crescione (o cassone) romagnolo. Ci siamo trovate io e Vale a prepararlo, ancora durante la calda estate romagnola e, soddisfatte del risultato, ve lo proponiamo.

Ingredienti:
1 kg di farina 0
1,5 hg di strutto
1 bicchiere di acqua (circa)
3 cucchiaini di sale
due buste di lievito istantaneo per pizza
1 cucchiaino di miele
1/2 bicchiere di latte

Per il crescione alle “erbe”:
15 g (circa) di spinaci freschi (o surgelati)
1 spicchio d’aglio
70 g di mozzarella (tenuta fuori dalla sua acqua per una mezz’ora)
Per il crescione “tradizionale”
70 g di mozzarella (tenuta fuori dalla sua acqua per una mezz’ora)
3-4 cucchiai di passata di pomodoro

Creiamo l’impasto con la farina e lo strutto. Impastiamo amalgamando anche il latte e il lievito. Aggiungiamo l’acqua se l’impasto è duro, dovrà essere morbido ma non molle.
Prepariamo gli spinaci scaldando una padellina con un giro d’olio e lo spicchio d’aglio schiacciato. Ad olio caldo adagiamo gli spinaci e li facciamo cuocere finchè non saranno pronti. Togliamo poi l’aglio.
Prepariamo delle palline di pasta che spianiamo bene col matterello. Devono venire sottili, meno di 1 mm di spessore.  
Riempiamo il primo crescione in una metà con gli spinaci e la mozzarella tagliata fine, cospargiamo il secondo di pomodoro e lo riempiamo di mozzarella.
Pieghiamo e sigilliamo facendo l’impronta sul bordo con una forchetta.
Scaldiamo una padella antiaderente (o, se l’avete, il testo di terracotta) e adagiamo i nostri crescioni. Li facciamo cuocere circa 5 minuti per lato, avendo cura di cuocere anche la “piega del bordo”.
Serviamo caldi.


N.B. Lo stesso impasto può essere usato anche per la piadina. E’ importante che il lievito utilizzato sia quello istantaneo e non di birra. In alternativa può essere usato un cucchiaio di bicarbonato, anche se, soprattutto nella piadina, rischia di rimanere meno morbido.

Il crescione ha una grande storia e tradizione nelle nostre zone. Tempo fa creai un elenco dei migliori locali dove si può consumare, che potete trovare qui.

Penso di aver detto proprio tutto.. che abbia inizio la sfida!


Sogno di una notte di fine estate

Con questo post ho deciso che davvero davvero chiuderò il capitolo dei post dedicati all’estate. Anche se quest’anno settembre ci sta regalando delle giornate tiepide e piacevolissime.. Questa estate prolungata è meravigliosa!
I post dove parlo dei miei locali street food sono meno seguiti, siete sempre pochine, com’è normale che sia. Quindi mettetevi comode, stiamo vicine e vediamo se riesco in qualche modo a stuzzicare la curiosità di quelle che ci sono!
Premetto che non mi sponsorizza nessuno per questa “pubblicità”, semplicemente sono spinta dal divertimento di parlare di posti che mi piacciono e che frequento da tempo e, come vedete, sono pubblicazioni sporadiche, di quando mi va:). 
Marina di Ravenna è il posto dove i ravennati, e non solo loro, vanno al mare. 
Per me la giornata perfetta,  in estate, inizia e finisce sulla spiaggia. 
La giornata perfetta di fine estate inizia con una colazione in totale solitudine, prosegue con la lettura di un libro, la fattura di una torta, lo studio, una passeggiata in campagna e la serata al mare, con una gonna lunga e una giacca perchè non è più così caldo. 
Il luogo meraviglioso qui è il molo, di sera più che di giorno. Una cenetta con cibo da portarsi in giro, pochissime persone perchè tutti ormai sono tornati alla loro routine, i racconti delle vacanze, i sorrisi e gli scherzi con gli amici che ormai sono parte di questi luoghi. Se era agosto poi si andava a ballare sulla spiaggia, ora che è settembre ci facciamo compagnia con una birretta e con lo sguardo sul canale che è così tranquillo da fare quasi paura..
Sì perchè il cibo di strada è prima di tutto cibo da compagnia. E se non è la nostra adorata piadina, è pesce da passeggio..

Il traghetto che attraversa il canale è semivuoto.
L’acqua brilla di luci artificiali.
C’è il pensiero fisso all’università che sta per ripartire.
C’è la voglia di provare per sempre quello che proviamo ora, guardando il mare, semplicemente e direttamente. Un misto di paura e di pienezza.

Poi c’è il cibo di strada, che è proprio il cibo per noi, che siamo “comodi” ma non borghesi, siamo buongustai, ma non difficili, siamo affamati, ma non ingordi, stanchi, ma non assonnati, avventurieri ma non selvaggi, riflessivi, ma non muti, sognatori, ma non sospesi, critici ma non pessimisti.    

E’ così che va la notte di fine estate e, a farci compagnia, il fritto di pesce de “La Cubana” da Irma e Pino, proprio sul canale. Ottimo il suo fritto, non nel cono ma nella vaschetta, perchè se non lo mangi nel tavolino te lo porti in spiaggia, forse non street-food nel senso stretto della parola ma quasi… Da tempo questa trattoria è molto rinomata, più recentemente si occupa anche anche pesce da asporto.
Tutti gli altri locali street food della regione, se vi interessano, li trovate sempre nella mia lista🙂

Ora vi saluto, parlaremo ancora di street food, ma per ora vi rimando alla prossima settimana…
Un bacione grande e buona fine estate a voi!

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Un giretto a Ravenna e la sua piadina…

Durante queste vacanze mi capita, più spesso che in inverno, di uscire e di girovagare nella zona di Ravenna. E’ un po’ come riscoprire una vecchia amica, infatti le sue strade fanno parte della mia storia. In estate si riempie di turisti e, a me personalmente, rimanda alla mente quando, io e le mie amiche, eravamo adolescenti e per andare al mare prendevamo il treno e l’autobus, ci facevamo quasi un’ora di mezzi pubblici per arrivare alla spiaggia. Se i treni non coincidevano capitava anche che aspettassimo un po’ e questa era la Ravenna che vedevo a quei tempi, turisti ma anche venditori extracomunitari, mendicanti e un suonatore di strada, sempre lui, immancabile con le sue canzoni che spaziano da Guccini a De Andrè.
Ravenna è bella e ha il fascino dell’antico impero bizantino ai più recenti (si fa per dire) palazzi in stile veneziano. 
Ravenna a volte, forse è un po’ snob. Non ha una storia universitaria e, d’inverno, questo si sente. Per rianimarsi poi d’estate coi suoi poli attrattivi marittimi.
Quello che a Ravenna si mangia volentieri per la strada è la piadina. I Riminesi vi diranno che la piadina di Ravenna non è vera piadina. I Ravennati vi diranno che la piadina di Rimini è troppo sottile. La verità è che la piadina è romagnola ed ognuno ha il suo  modo di farla ed ognuno il suo gusto personale. 

Questa in foto è piazza del Popolo. A due passi da questa piazza c’è un posticino dove si mangia piadina, ovvero la piadineria del Melarancio. La piadina più buona di Ravenna? Probabilmente no.. Ma sicuramente in uno dei posti più suggestivi e in una delle strade più centrali e carine della città, via IV Novembre.

In questa foto vedete l’ingresso, dietro, la Torre Pendente.

Via IV novembre.
Noi una pausetta l’abbiamo fatta e, con l’amica storica del mare, ci siamo concesse una cena speciale.
(Piadina squaquerone, rucola e crudo se si vuole addentare la Romagna!!).

 
E intanto una passeggiata in piazza al tramonto.. Forse perchè è il tramonto, ma la città è davvero suggestiva!

Ci tenevo a questo post e a documentare qualcuno dei posti che fanno streetfood che consiglio nella mia miniguida.. Non so quanti riuscirò a visitare e a raccontare, come vedete non è una recensione tradizionale, più un discorso sui luoghi e un suggerimento su dove mangiare.. Fotografare i luoghi mi piace tanto e spero di farlo ancora!
Intanto vi dò appuntamento alla prossima settimana.. Dopo Ferragosto conto di stare un po’ al mare e spero anche di fare un giro da qualche parte, quindi da oggi una settimana di relax..

A presto puffette!