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Risotto allo squaquerone, prosciutto e aceto balsamico

La settimana scorsa mi sono trasferita a Bologna e ho iniziato il lavoro in uno studio. Non vedo l’ora di avere tempo per gironzolare. Per ora solo qualche stralcio di passeggiata e tanto tram tram casa e studio. Sto anche finendo di traslocare. A parole mi sento già una bolognese, nei fatti sto ancora transitando tra il vecchio e il nuovo. 
Ma è difficile raccontare, molto più facile viverla.
Quindi vi lascio alla ricetta del risotto che fonde Romagna ed Emilia, squaquerone e aceto balsamico. Ma quanto era buono…

Ingredienti (per due persone):

160 g di riso Carnaroli
uno scalogno
100 g di squaquerone
due cucchiai di parmigiano grattugiato
50 g di prosciutto crudo tagliato spesso
aceto balsamico tradizionale di Modena invecchiato
olio evo
sale e pepe
brodo di carne ben caldo

Ricaviamo dalle fette di prosciutto dei fiammiferi tagliandole a listarelle sottili e le mettiamo da parte.
Tritiamo finemente lo scalogno e lo facciamo soffriggere in due cucchiai di olio evo.
Aggiungiamo poi il riso e lo facciamo tostare mescolando.
Dopo meno di un minuto aggiungiamo un mestolo di brodo e continuiamo a cuocere mescolando spesso.
Aggiungiamo a poco a poco il brodo ultimando la cottura e regoliamo di sale.
A fuoco spento mantechiamo con lo squaquerone e il parmigiano e aggiungiamo un po’ di pepe a piacere.

Passiamo i fiammiferi di prosciutto in una padellina antiaderente per pochi minuti.

Disponiamo il riso nei piatti e terminiamo con un giro di aceto balsamico e una manciatina di prosciutto.

A presto!!!

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Risotto all’uva e salsiccia affumicata

Sento il bisogno di tornare ai piatti caldi e avvolgenti. Penso sia l’effetto dell’autunno, l’immediata certezza di aver bisogno di calore, complici anche i primi freddi e i primi malanni di stagione.
Pensavo di essere la prima ad avere la geniale intuizione di mettere l’uva in un risotto insieme alla salsiccia.. Invece è una ricetta più che collaudata e che sul web si trova già 🙁 Però! Io ho messo la salsiccia affumicata (che in commercio si trova accanto alla pancetta a cubetti) che qui è molto meglio di quella fresca.. Provare per credere^^
Ingredienti (per una persona)
100 g di riso per risotti
un pezzetto di cipolla dorata
30 g di salsiccia affumicata a cubetti
270 g di uva da vino
brodo di carne per la cottura
olio evo
sale grosso, pepe
due cucchiai di parmigiano reggiano
rosmarino (a piacere)

Per prima cosa dobbiamo ricavare il succo dagli acini d’uva. Quindi li preleviamo e ne mettiamo una parte in uno schiacciapatate. Qui ci armiamo di un po’ di forza e li spremiamo in un bicchierone. Facciamo così fino a che non saranno finiti, otterremo circa 100 ml di succo (si trova il succo d’uva anche in commercio, bio non zuccherato, ma così possiamo dire che è totalmente autoprodotto!). 
Tritiamo finemente la cipolla e la facciamo rosolare in una pentola. Aggiungiamo la salsiccia affumicata a cubetti. Dopo un paio di minuti aggiungiamo anche il riso e lo facciamo tostare mescolando bene. 
Aggiungiamo un po’ di brodo tenendo mescolato. Sfumiamo col succo d’uva. Continuiamo a risottare aggiungendo man mano il brodo e, se serve, un pizzico di sale.
A cottura ultimata spegniamo il fuoco e mantechiamo con il parmigiano reggiano.
Terminiamo con il pepe nero e qualche ago di rosmarino tritato.

A presto amici!

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Risotto al gorgonzola e fave di cacao

Ancora con un piede nel passato e il tentativo di guardare avanti vivo alla giornata e aspetto che passi del tutto questo peso sullo stomaco. Intanto mi preparo per il mio viaggetto di laurea. Starò qualche giorno in visita della bella Londra. E’ una città che non ho mai visitato e non vedo l’ora! Inutile dire che un post dettagliato su tutte le mie scoperte poi sarà d’obbligo… 
Era un po’ che non facevo un bel risotto di quelli che piacciono a me.. Devo dire che gorgonzola miele di castagno (Rigoni di Asiago) e fave di cacao è qualcosa di super! quindi ecco a voi la ricetta che questa volta, l’ho presa da Sale&Pepe quasi uguale…


Ingredienti (per due persone):

150 g di riso Carnaroli
una cipollina dorata
1 dl di latte
60 g di gorgonzola piccante
miele di castagna Rigoni di Asiago
un cucchiaio di fave di cacao tostate
olio evo, sale

Sbucciamo e tritiamo la cipolla. La facciamo poi bollire nel latte per circa 15 minuti, le scoliamo le trasferiamo in una ciotola e col frullino ne facciamo una crema.
Teniamo a temperatura bollente un litro d’acqua. Facciamo tostare il riso in un giro di olio evo a cui aggiungiamo la crema di cipolle. Quando sono ben amalgamati aggiungiamo un mestolo di acqua bollente e saliamo. Mano a mano che il riso la assorbe, aggiungiamo l’acqua.
Tagliamo a cubetti il gorgonzola.
Dopo 18 minuti (cottura completa) spegniamo il fuoco e facciamo la mantecatura col gorgonzola. Lo suddividiamo poi nei piatti completando con le fave di cacao tostate e tritate e un cucchiaino di miele di castagno per ognuno.  

Buono? Di più…


Riso basmati e venere con ceci, cipolla fritta e frutta secca

Buongiorno! Siamo in tempo di carnevale e di feste, ma io continuo nella mia scoperta di piatti diversi e dai sapori particolari.. La cucina è la mia valvola di sfogo e mi piace avere un po’ di tempo per potermici dedicare.. Non penso vedrete ricette carnevalesche quest’anno, i dolci fritti mi piacciono, ma li lascio a chi li sa fare a regola d’arte:)
Non vedo l’ora di tornare ad avere qualche giorno, oltre a quello del sabato, che poi tanto libero non è, da riempire come mi piace.. Quando (e se) arriverò alla meta tanto ambita della laurea, farò una grande festa. Per ora posso solo dire, troppe cose da fare e troppo poco tempo per farle!
La ricetta che vi propongo oggi è totalmente vegana.. Ho preso uno spunto, che è giusto citare, qui. Ma poi ho cambiato un sacco di cose.. Come faccio più o meno sempre!
Questo riso è piaciuto molto a casa ed è anche un ottimo pasto da fare il giorno prima e portare in ufficio (o all’università!). Ci sono diversi passaggi, ma non è niente di difficile.. Buon divertimento!

Ingredienti (per 4 persone)
200 g di riso basmati
50 g di riso venere
120 g di ceci secchi
una cipolla bionda
farina
olio per friggere
olio evo
prezzemolo tritato
due cucchiaini di curry
una manciata di mirtilli rossi essiccati
uno o due datteri secchi
40 g di pinoli tostati
 
Il giorno prima mettiamo a bagno i ceci e facciamoli ammollare per una notte (8-10 ore). Li cuociamo poi in una pentola coperti d’acqua per un’ora e mezza circa. L’acqua deve essere sempre in ebollizione ma a fuoco medio-basso.
Cuociamo il riso venere in acqua salata, come indicato dalla confezione, lo scoliamo e lo mettiamo da parte.
Nel frattempo cuociamo anche il riso basmati: Scaldiamo in una pentola un cucchiaio d’olio e lo facciamo tostare finchè non sarà ben caldo. Aggiungiamo circa 330 ml di acqua bollente leggermente salata e continuiamo la cottura per 15 minuti col fuoco al minimo. Meglio aprire poco il coperchio, il vapore serve a farlo cuocere meglio.
Togliamo poi il riso dal fuoco e copriamolo facendolo riposare per 10 minuti. (Ok lo ammetto, io l’ho fatto il giorno prima per portarmi avanti coi lavori). Poi lo uniamo al riso venere.
Insaporiamo i ceci. Mettiamo in una pentola un filo di olio evo, i due cucchiaini di curry, accendiamo il fuoco e versiamo i ceci con un pizzico di sale. Li facciamo insaporire in questo modo per qualche minuto, mescolando e spegnamo.
Togliamo i semi ai datteri e li tagliamo a pezzettini.
Tagliamo la cipolla a rondelle sottili e la infariniamo. Scaldiamo una padella con abbondante olio, quando l’olio è caldo (faccio sempre una piccola prova con un pezzettino piccolo, se “frizza”, è pronto!) tuffiamo i pezzetti di cipolla, pochi pezzetti per volta, togliamo con una schiumarola e li asciughiamo sulla carta da cucina. Li saliamo.
A questo punto uniamo al riso i ceci, i mirtilli, i datteri, i pinoli tostati, la cipolla. Terminiamo con una spolverata di prezzemolo.

A presto!


Risolatte di cocco con pere allo sciroppo

Il risolatte è una piccola coccola da mangiare a merenda o a colazione… Normalmente per me è più un diversivo che un’abitudine, ma quando mi sono imbattuta nella ricetta del risolatte (blog consigliato! Fateci un giro se vi interessa!) fatto col latte di cocco sono stata subito curiosa di provarla… In più è una merenda totalmente vegan, con le pere allo sciroppo che meritano davvero (anche lo sciroppo, da non buttare!)
Si vede che la foto non è made in reflex? Eh sì… Ma mi piaceva lo stesso, sia la foto che l’idea di proporvi il mio esperimento:)


Ingredienti (per due persone)
Per le pere sciroppate:

2 pere piccole
30 g di succo di limone
1/2 l di acqua
zeste di un limone bio
cannella in polvere
100 g di zucchero

Per il risolatte:

100 g di riso originario
100 g di latte di cocco
150 g di acqua
2 cucchiai di zucchero

Per prima cosa sbucciamo le pere lasciandole intere. Mettiamo sul fuoco l’acqua, il succo e la zeste di limone, una spolverata di cannella e portiamo a ebollizione. Immergiamo le pere e le facciamo cuocere per 15 minuti (quelle piccole, 20-25 minuti quelle più grosse). Le facciamo raffreddare nel loro sciroppo.
Nel frattempo mettiamo il riso in una pentola di acqua leggermente salata e portiamo a ebollizione. Facciamo cuocere per 10 minuti e lo scoliamo.
Puliamo la pentola, ci versiamo il latte di cocco, lo zucchero e l’acqua e portiamo a ebollizione. Ci versiamo il riso e lo facciamo cuocere, mescolando, fino a che non prende la consistenza di una crema (circa 20 minuti).
Serviamo il riso in ciotoline con le pere. 
Si mantengono qualche giorno, le pere nel loro sciroppo, il riso ben coperto. 
Togliere dal frigorifero mezz’ora prima di servire.


Taieddhra cheap di sardelle patate e melanzane

E’ stata un’avventura tosta, ma ce l’ho fatta. La cosa migliore è stata portarla a termine sana e salva perchè, viste tutte le vicissitudini del caso, non avrei potuto chiedere di più.
Come tutti gli MTC questo post è composito di tanti passaggi, avevo quasi pensato di farne più di uno, poi ho pensato che è bello che ci sia tutto qui, a portata di mano!
Dico che sono soddisfatta anche solo di averla portata a termine, questa ricetta, perchè quando ho iniziato ero molto titubante e in corso d’opera ancora di più. Ma andiamo con ordine.
Innanzi tutto ho deciso di usare le sardelle per una Taieddhra di pesce azzurro, economica e relativamente leggera. Pulirle al meglio non è stata un’impresa da poco.. Poi il fumetto di pesce, fatto con le carcasse gentilmente offertemi in pescheria, ma con quell’orata che, dalla pentola, mi guardava fissa negli occhi.. Inquietante? Appena.. 
E ultimo, ma non meno importante, la scena splatter di io che mi taglio un pollice con la affettatrice (tranquille, il dito è ancora lì) sangue che svolazza, unghie tagliate… una cosa così insomma..
In questa occasione ho avuto la conferma che a me la vista del sangue dà molto fastidio, mista al dolore, al fatto che la mia unghia tagliata non è che fosse proprio bella.. Ecco lo svenimento era lì in agguato e sono stata stesa per una mezz’oretta a gambe in aria prima di continuare con la ricetta. Poi un bel cerotto e si continua, ovviamente.
Potrei trattenermi a lungo a parlare della magnifica cucina del Salento. Alessandra mi viene in mente quando penso al Salento, la mia ex coinquilina per un anno, una di quelle persone che si fanno voler bene, con una genuinità e una semplicità davvero unica nel suo genere. Tutt’ora è la mia compagnetta preferita di bevute ^.^
Ale è l’amica che ha condiviso con me l’appartamento anno scorso. E’ l’amica che fa ingegneria e che affronta gli esami con una leggerezza e una facilità davvero allarmanti, l’amica che ha voglia di fare festa, l’amica con la mamma che cucina qualsiasi cosa benissimo, in particolare i piatti tarantini. E’ l’amica che studia otto ore di fila e dopo non è in grado di formulare una frase di senso compiuto, l’amica che dà, senza aspettarsi niente in cambio, l’amica che non si arrabbia se la trascuri un po’.:) 
Questo post è da quando ho visto che si parlava di Salento, che me lo immagino così, perchè, non essendo fatti solo di cervello, ma anche di cuore, la bellezza di certi rapporti penso che sia bene tenerla sempre a mente:)

Ingredienti (per due litri di brodo di pesce)
1 cipolla media
1 carota
1 carcassa di orata
1 gallinella
1 carcassa di molo
5 semi di finocchio
sale grosso q.b.

Il brodo di pesce di può fare con quasi tutti i tipi di pesce (poco consigliato il pesce azzurro, perchè molto forte). A me piace molto fatto con i gusci dei gamberi, anche quello fatto con le carcasse dei pesci sopra elencati è molto buono!
Ingredienti per la Taieddhra (per 3 persone)
20 sarde
1 melanzana piccola
300 g di patate
3 cipollotti
1 pomodoro rosso grosso
40 g di parmigiano reggiano
200 g di riso (io carnaroli)
olio evo, sale
brodo di pesce (circa un litro)

Per prima cosa prepariamo quindi il fumetto. Sciacquiamo i nostri pesci, puliamo le verdure e sbucciamole e mettiamole in una pentola coperte d’acqua. Aggiungiamo anche il sale (io un cucchiaio raso). Portiamo a ebollizione, togliamo la schiumina e facciamo sobbollire per 30 minuti circa. Poi filtriamo e teniamo il brodo da parte.
(Non è inquietante l’orata?)
A questo punto puliamo le sarde. Io mi sono fatta spiegare dal pescivendolo come fare. Se volete potete usare dei guanti ed è consigliabile fare questo lavoro sotto un filo di acqua corrente.
Per prima cosa premiamo con un dito sotto la branchia e stacchiamo la testa (il movimento deve essere deciso). Da qui la apriamo a libro dalla parte della pancia, facendo scorrere un dito dalla parte della testa in giù e togliamo, prima le viscere, poi le lische e la coda (io poi le riesamino con attenzione perchè mi piace che siano completamente senza spine).
Una volta fatto questo, le saliamo leggermente e le mettiamo da parte.
Ora la parola a Cristian per la Taieddhra, con i miei adattamenti:
Preriscaldate il forno a 160°.
Pulite tutte le verdure, sbucciate le patate e i cipollotti, lavate la melanzana e il pomodoro. Tagliate le patate, le melanzane, le cipolle a rondelle molto sottili, dello spessore di circa uno o due millimetri, aiutandovi con una mandolina o un robot da cucina (non con la affettatrice, può essere pericoloso) e mescolatele tutte insieme condendole con un po’ d’olio e sale.
Ungete il fondo della teglia con un po’ d’olio e fate uno strato con metà delle verdure.
Sciacquate velocemente il riso in una scodella piena d’acqua, scolatelo e mettetelo nella teglia sopra lo strato di verdure livellandolo bene, dovrà formare uno strato molto sottile giusto a ricoprire leggermente le verdure, perché durante la cottura gonfierà abbastanza.
Mettete sopra al riso i pomodorini tagliati a pezzettini e quindi le sarde e poi un po’ di brodo.
Spolverate con metà del formaggio grattugiato e fate un altro strato sopra le sarde con le verdure rimaste. Versate ancora un po’ d’acqua nella teglia, in maniera tale che arrivi proprio a filo dell’ultimo strato di verdure.
A questo punto spolverate con il formaggio rimasto e versate ancora un po’ d’olio.

Infornate la teglia e fate cuocere a 160° per un’ora, un’ora e mezza (io anche un’ora e mezza) dipende dal forno, fino a che si sarà formata una bella crosticina dorata in superficie. Eventualmente nell’ultimo quarto d’ora di cottura alzate la temperatura del forno a 200°.
Con questa ricetta partecipo all’MTC di maggio:
Con, più o meno questa faccia:
A presto!!!
P.S. Ultimamente sicuramente riuscirò a postare meno. L’università e il resto mi tengono occupata tante ore al giorno, spero almeno di riuscire a continuare a visitare i vostri blog. Cercherò di mantenere il ritmo di una ricetta a settimana!
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Involtini di lattuga con macinato e riso

A tutti, atleti e non, capitano nella propria “carriera” i momenti no. Sono momenti di stanchezza, momenti in cui non si rende abbastanza, momenti che, per un concomitanza di fattori si è portati a non dare il massimo ma ad avere delle prestazioni meno brillanti.
Ricordo che quando ero al Liceo questi momenti mi pesavano parecchio. Anzi mi arrabbiavo da morire, mi sentivo inadeguata e non sopportavo i periodi di calo di prestazioni. Ricordo che questo calo era fonte di grande tristezza per me.
Ora quella ragazzina mi fa tanta tenerezza.
Se potessi trasportarmi a quel periodo le direi di non preoccuparsi, le direi che lei è brava a prescindere dal momento storico che sta vivendo, che le sue capacità sono nella sua testa e non esclusivamente nel suo corpo.
Ma le direi anche di stare attenta a quello che mangia e che non mangiare prima di una partita significa non avere energie per finirla quella partita.
Le direi che è bella, pure con quei piccoli cuscinetti che tanto la fanno arrabbiare, le direi che non deve pensarci troppo ma pensare a divertirsi.
Le direi anche di divertirsi a fare la vamp, pure con maglietta e scarpe da volley, che in fondo è anche questo il bello di essere femmina.
Anche oggi, a distanza di anni, mi capita di viverli, quei momenti no. Mi capita di provare quella frustrazione e sarei tentata di arrabbiarmi con me stessa e di chiudermi in me.
Ma penso anche che non sia giusto che la storia si ripeta.
Questo per aprire il mio cuore nel modo in cui mi riesce meglio.
Voglio tenere bene a mente il fatto di poter essere debilitata o stanca, è nel corso delle cose, ma tutti dobbiamo essere portati a sorridere e a guardare al dopo..
Voglio tenermi ben stretta la positività del fare sport, tenere ben stretta anche la serietà con cui sono solita a praticarlo, senza tralasciare l’amore che ho per le cose.
Parlo di sport? Prima di tutto parlo di me e di un pezzo della mia storia.
Una cosa è rimasta in sospeso. Ovvero, come li gestisco oggi i momenti no? A dire la verità non so ancora se ne sono capace di gestirli. So che anche se sono stanca a stare senza far nulla non riesco.
Una cosa però l’ho fatta. Stasera sarebbe libera da impegni sportivi, ho fatto in modo di tenermela completamente libera da impegni di ogni sorta. Me ne starò, per una volta, davanti alla tv o magari a un bel film, in pigiama. A cena una tazza di yogurt e cereali.
Signori, oggi una ricetta di origine non mia. Ma un po’ di pubblicità glie la faccio volentieri alla Mary, se non altro perchè la sua ricetta, seppur nella mia versione rivisitata, merita davvero.

 


Ingredienti (per otto involtini circa)

8 foglie grandi di lattuga iceberg
200 g di riso basmati
1/2 cipolla bianca
1 carota
200 g di macinato di manzo
1 salsiccetta
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di miele
sale e pepe
olio evo
pomodori pelati a pezzettoni (una lattina)
2 cucchiai di zucchero
 
Puliamo le foglie di lattuga e le sbollentiamo in acqua per 5 minuti circa e le mettiamo (con cura che si rompono) su un piano da lavoro. Nella stessa acqua mettiamo a cuocere il riso.
Nel frattempo smembriamo la salsiccia, buttiamo il budello (penso si chiami così, la parte che contiene la carne) e mischiamo la “pasta” della salsiccia al macinato.
Tritiamo carota e cipolla e le mettiamo a soffriggere in una padella con un giro di olio evo. Quando la cipolla sarà diventata trasparente aggiungiamo la nostra carne e la facciamo cuocere. Verso fine cottura aggiungiamo la salsa di soia e il miele mescolando. Saliamo e pepiamo (poco che la salsiccia è già ben saporita).
Scoliamo poi il riso e lo facciamo saltare con la carne.
Mettiamo i pomodori pelati in un’altra padella con tutto il loro succo, aggiungiamo lo zucchero e un pizzico di sale, portiamo a bollore e spegniamo.
Preriscaldiamo il forno a 200°.
Versiamo in una pirofila il sugo di pomodoro. Componiamo gli involtini mettendo in ogni foglia una generosa quantità di riso e carne e avvolgendeli su se stessi. Mettiamo poi gli involtini nella pirofila col succo di pomodoro.
Mettiamo gli involtini nella pirofila e li passiamo in forno per 20 minuti circa.
Serviamo caldi.

 

P.S. Un piccolo chiarimento sul givaway. Vi ho scritto che mi piacerebbe che pubblicaste per me un lievitato.  L’idea è quello di avere tante ricette nuove da testare e va bene qualsiasi ricetta che contenga lievito, tutti i tipi di lievito vanno bene. Chiaramente non siete obbligate e, se proprio non vi va, accetto anche altri tipi di ricette senza problemi!
E’ chiaro che quelle che pubblicherete che più mi piaceranno le proverò e se sarete d’accordo le pubblicherò a mia volta citando le fonti (un po’ di pubblicità in fondo non fa mai male giusto?).
Ovviamente se farete come Vale, ovvero prendere alla lettera le parole ricetta tantocaruccia e dedicarmi una ricetta mia rifatta da voi, non può che farmi tanto piacere! 🙂