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Pane al latte allo Scavolini Store di Modena

Tra i vari eventi di quest’anno negli Store Scavolini, quello di Modena sarà ricordato come l’evento del pane. Sia io che Meris abbiamo infatti preparato dei panini da aperitivo, io delle roselline di pane con pecorino e noci, Meris dei mini-panini negli stampini di muffin con parmigiano e pomodorini. È stato un pomeriggio piacevole, con persone piacevoli, stuzzichini salati e spritz! Adoro il contatto con le persone, il rapporto che si instaura con chi passa a vedere, o con chi viene apposta per imparare qualcosa in più in cucina.

Fin’ora ci sono stati davvero tanti showcooking in Emilia Romagna, ma per un po’ ce ne staremo tranquille perché il prossimo sarà il 20 maggio a Piacenza. C’è ancora un po’ per prepararlo al meglio.

Ci sono un paio di ricette che vorrei pubblicare prima di Pasqua e i prossimi giorni vedrete delle cose davvero carine, o almeno spero. Intanto vi do la ricetta delle rose di pane, già pubblicate diverso tempo fa, ma ogni tanto fa bene un flash back, e vedrete che buone che sono! Se vi piace l’idea, potrete usarle anche per il pic nic di Pasquetta.

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Focaccia alla crema di carciofi, squaquerone e prosciutto cotto

Come tutti gli anni, puntualissima, mi torna in questo periodo la letargia. La voglia di dormire a qualsiasi ora. Anche in piedi. La natura si starà anche risvegliando, io mi sento sempre come sotto sedativi.

Come ci sta in questo periodo una focaccia bella saporita? Io la vedevo molto bene. Anche in vista delle scampagnate di primavera. Si vede in giro anche una versione simile alla mia ma fatta con la pasta sfoglia, io preferisco l’impasto del pane, un po’ più leggero e soffice, già la farcitura è bella tosta! La trovata geniale è la crema di carciofini… frullando insieme un paio di ingredienti viene fuori una base gustosissima e decisamente di carattere!

focaccia con crema di carciofi 2 (altro…)


Pane alla salvia e paprika

“Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro ai vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.”
(Dino Buzzati)
Questa frase che ho trovato peregrinando per il web, è per me. Perchè io mi affeziono sempre tanto alle persone che attraversano la mia vita anche solo per una stagione. 
Mi spiego. Riassettando la casetta da studente che fra poco lascerò, ritrovo oggetti di ogni anno di ogni mese, anche precedente al periodo in cui ci abitavo (sono un’accumulatrice seriale) mi ritrovo a pensare a quando persone, le più diverse, facevano parte della mia vita, com’ero io e che vita facevo in quel periodo.
Le cose belle emergono, è questa la cosa bella degli oggetti. Che permettono un ricordo selettivo, solo delle cose migliori.
E questo è anche il motivo per cui di molte cose non riesco proprio a disfarmi e sono come un piccolo gufo accumulatore, con la memoria tanto lunga.
In una scatola tengo ancora delle calze, che risalgono a quando stavo in Francia, del viaggio in Bretagna la fatina di ceramica, poi le foto, o i vari regali. Libri, che sono sempre un regalo speciale, oppure gioielli, pietre. Ogni cosa alla sua stagione.
E mi piace pensare che, attraverso un oggetto, vicino a me rimanga qualcosa di quella persona che per me è stata compagna di viaggio. Ne sento un po’ la mancanza, ma non quella mancanza triste, non un’ossessione, ma una nostalgia, frutto del distacco.

Queste foto hanno avuto qualche problema di luce e si vede.. E mi spiace perchè la composizione mi piaceva! Nell’ingresso non mi so ancora regolare.. Penso che con le giornate che si accorciano dovrò iniziare a tirare fuori di nuovo i faretti..

Riguardo alla ricetta del pane invece.. Perdonatemi estimatrici del lievito madre.. Per me rappresenta un po’ il passo della stabilità questo ingrediente.. Quando avrò una casa fissa che non lascerò ogni settimana inizierò a “coltivarlo” come si deve. Quando smetterò di spostarmi per studio, lavoro, piacere comprerò un gatto. E il lievito madre of course 🙂

Ingredienti:

400 g di farina di frumento tipo 0
20 g di lievito di birra
un mazzetto di salvia fresca
un cucchiaio di paprika dolce
olio evo
sale

Sciogliamo il lievito di birra in mezzo bicchiere di acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero. In una ciotola mettiamo la farina, il sale  e aggiungiamo il lievito sciolto. Lentamente aggiungiamo altra acqua fino a rendere l’impasto morbido ma compatto (circa un bicchiere, se vi risulta appiccicosa aggiungete un po’ di farina e viceversa).
Copriamo l’impasto con un panno umido e mettiamo a lievitare per un’ora circa.
Mettiamo la padella sul fuoco con l’olio, le foglie di salvia e la paprika. Facciamo rosolare a fuoco basso per un paio di minuti circa.
Accendiamo il forno a 200°.
Riprendiamo il nostro impasto e uniamo le foglie di salvia lavorandolo ancora un po’.
Dividiamolo in pagnottine (io ne ho fatte due medie, se ne possono fare anche quattro piccole).
Foderiamo una teglia di carta forno e ci adagiamo le pagnotte. Terminiamo spennellandole con l’olio rimasto della salvia.
Facciamo cuocere in forno per 30-35 minuti.

A presto!
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Focaccia allo yogurt di soia e capperi

Questa mattina mi sono svegliata con la poesia di Mercedes Sosa in testa

“Cambia lo superficial

cambia también lo profundo


cambia el modo de pensar

cambia todo en este mundo…

Cambia il clima con gli anni
cambia il pastore il suo pascolo
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Cambia il più prezioso brillante
di mano in mano il suo splendore
cambia nido l’uccellino
cambia il sentimento degli amanti.

Cambia direzione il viandante
sebbene questo lo danneggi
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia.

Cambia il sole nella sua corsa
quando la notte persiste
cambia la pianta e si veste
di verde in primavera.

Cambia il manto della fiera
cambiano i capelli dell’anziano
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.

E ciò che è cambiato ieri
di nuovo cambierà domani
così come cambio io
in questa terra lontana.

Cambia, tutto cambia…”.

E ho pensato che una riflessione sul cambiamento doveva per forza essere bella, così bella che dovevo condividerla con qualcuno.. E io cambio? Sì, eccome… Da un anno a un altro, da quando ho iniziato a studiare fuori casa, da quando ho studiato all’estero, da quando ho incontrato quelli che ora sono i punti fissi della mia vita, da quando ho aperto il blog “e così, come tutto cambia, che io cambi non è strano”:)
E sono cambiata tanto anche da un anno a questa parte, quando, per il compliblog, avevo indetto un piccolo giveaway, si partecipava con un lievitato e con le ricette partecipanti mi sono creata una piccola raccolta, salvata da me medesima e per me medesima, con tutte le ricette pervenute. Anzi diciamo che ne ho tenute da parte una lista di circa 10, quelle che più mi avevano colpito. Ricordo che lo dichiarai pure che l’intento dell’iniziativa era, anche per me, quello di avere una lista di lievitati da preparare nei giorni a seguire. Per una piccola parte dei lievitati pervenuti così è stato, con gli altri si sono un po’ allungati i tempi… 
Questa focaccia è infatti una delle tante ricette che erano arrivate e che ho salvata tra i preferiti da circa un annetto… Poi il blog che l’ha pubblicata ricordo di averlo seguito per un po’, ha davvero delle cosine molto carine. Qui la ricetta originale.
Se c’è una cosa in cui non sono cambiata è la curiosità di provare ricette nuove, come nuove filosofie di vita. Non potrei essere vegana credo, ma i sapori alternativi sono sempre fonte di stimolo per me… Poi penso che nella vita bisogna saper fare un po’ tutto, compreso cimentarsi nel vegan-style!


Per una focaccetta per due persone:

250 g di farina di grano tenero, io tipo 0
80 g di yogurt di soia naturale
olio evo
3 g di lievito di birra (circa mezza bustina)
acqua q.b.
sale grosso
una manciata di capperi sotto sale dissalati
pepe bianco

Prepariamo l’impasto della nostra focaccia. Mescoliamo la farina con lo yogurt e un mezzo cucchiaio di olio. Sciogliamo il lievito di birra in mezzo bicchiere di acqua tiepida e lo uniamo. Impastiamo per una decina di minuti, aggiungendo acqua se necessario (un po’ ne servirà). Deve essere un impasto morbido ma non troppo molle. A questo punto ungiamo l’impasto con l’olio evo e riponiamo nella ciotola. Copriamo la ciotola con un panno, la posizioniamo in un luogo tiepido e facciamo lievitare per una notte (circa 12 ore). 
Trascorso questo tempo accendiamo il forno a 180°.
Riprendiamo il nostro impasto e lo spianiamo in una teglia foderata di carta forno. Spolveriamo di pepe bianco e con qualche chicco di sale grosso. Terminiamo con i capperi che premiamo leggermente. 
Inforniamo per 30 minuti.

E anche il mio set fotografico ha il suo sabotatore….
(Zia smetti di giocare con quel coso -il cavalletto- e vieni a giocare a nascondino con me!)
A presto puffette!

Pane integrale ai pistacchi e pomodori secchi

Iniziamo la settimana con la ricetta del pane. Un buon auspicio? Io dico di sì:) coi pomodori secchi e i pistacchi che richiamano un po’ i piatti del Sud-Italia. L’impasto l’ho preso da una ricetta di Monique, l’aveva usato per un pane integrale alla frutta. Io avevo voglia di salato, quindi ho sperimentato:D


Ingredienti:

200 g di farina integrale
50 g di farina manitoba
mezza bustina di lievito di birra (3,5 g)
250 ml di acqua
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
40 g di pistacchi tritati grossolanamente
50 g di pomodori secchi tagliati a pezzetti
semi di papavero

Scaldiamo leggermente l’acqua e sciogliamoci il lievito col cucchiaino di zucchero.
In una ciotola mescoliamo le farine col sale e aggiungiamo il bicchiere d’acqua col lievito. Mescoliamo con una forchetta e amalgamiamo bene. La consistenza di questo impasto resterà molto molle. Spolveriamo con la farina e mettiamo a lievitare, coperto con un panno, in un luogo tiepido per un’ora e mezza.
Trascorso questo tempo preriscaldiamo il forno a 180°.
Aggiungiamo all’impasto i pistacchi e i pomodori secchi e lavoriamo un pochino perchè si distribuiscano.
Foderiamo uno stampo per plum cake di carta forno e ci adagiamo il nostro pane che spolveriamo di semi di papavero. Inforniamo per 25 minuti circa (Come dice Monique, battendo il dorso deve fare un suono come se fosse vuoto). 

E’ buono con formaggi affettati, sott’aceti, ma anche da solo è una meraviglia! Se non amate troppo la farina integrale, si può sosituire con della farina 0

A presto!


Corona di panini profumati

Continua la mia raccolta di piatti per le feste (ve lo dicevo che avrei fatto qualche straordinario domenicale!) e oggi vi parlo del pane! Il pane fatto in casa quando si parla di un pranzo dà sicuramente quel tocco in più… Oltre che quel profumo in più! E, visto che è Natale, io propongo una bella ghirlanda di panini profumati da mettere come centro tavola:) Ecco, questo pane lo avevo già pubblicato un annetto fa, un po’ in ritardo in realtà, in questo post, sarebbe stato un peccato non citarlo dentro alle mie proposte!
Che faccio vi ridò anche la ricetta? Ma sì suvvia:D


Ingredienti:

200 g di farina 00
180 ml di latte
7 g di lievito di birra disidratato
70 g di burro morbido
Mezzo cucchiaino di zucchero
un cucchiaino di sale fino
1 cucchiaio di sale in fiocchi
rosmarino tritato (vanno bene anche altre erbette)

Sciogliamo il lievito nel latte tiepido insieme allo zucchero. Lasciamo che si gonfi per 5 minuti circa. Prendiamo la farina e la uniamo al burro a pezzetti. Uniamo anche il latte col lievito e sbattiamo con lo sbattitore a gancio (io non ce l’avevo e ho usato quello normale) per pochi minuti. Poi aggiungiamo anche il sale e impastiamo a mano per una decina di minuti circa. A questo punto copriamo con un panno, Mettiamo in un luogo tiepido e lasciamo lievitare per un’ora abbondante. 
Intanto in un foglio di carta forno disegniamo un cerchio e lo utilizziamo per foderare una teglia. 
Prendiamo il nostro impasto e facciamo tante palline da 30 g ciascuna, le mettiamo lungo il cerchio disegnato distanziate circa un centimetro l’una dall’altra. Facciamo lievitare ancora fino a che le palline non si toccheranno (a me ci son voluti circa 40 minuti). Accendiamo il forno a 180° (io ventilato).
A questo punto sciogliamo il burro rimanente e lo usiamo per spennellare la superficie dei panini e inforniamo per 30 minuti.
Tritiamo il rosmarino. 
Quando i panini saranno pronti li spennelliamo di nuovo col burro rimasto e li spolveriamo con il rosmarino e i fiocchi di sale.
Tadaaaaaaaan

I miei piatti di Natale continuano in settimana con secondo, dolce e ricapitolazione di tutto, più qualche suggerimento per dei regalini appetitosi!… Colgo l’occasione per dirvi buona domenica e a presto bimbe!
:*

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Focaccia ai fiori di sambuco

Vi scrivo con un po’ di tempo rubato dal mio progetto. Oggi pomeriggio l’ho preso per me, non sto molto bene, ma prevedo che mi passi presto!
In questo momento vorrei tanto un regalo, un dolce, un’attenzione, una carezza, un complimento. 
Ma forse vorrei anche essere lasciata in pace e forse sono fortunata perchè questo, al momento, mi è concesso.
Questa focaccia è la prima cosa che preparo usando i fiori di sambuco. Ecco, i fiori di sambuco sono di sfondo, contribuiscono a dare delicatezza e profumo al tutto.
Sono andata a prenderli sabato con mia madre quando aveva piovuto da poco in un posto in campagna, vicino al fiume. A un certo punto del tragitto in macchina la strada asfaltata finisce e inizia quella sterrata e piena di buche dove passano solo i trattori. Dopo un breve tratto di rally in automobile siamo arrivate in un luogo erboso e dopo pochi metri di camminata nell’erba alta abbiamo raccolto i fiori per questa focaccia. Sono già in fase di sfioritura purtroppo.. Tutti gli anni mi dico che vorrei provare lo sciroppo poi non lo faccio mai..
Intanto vi lascio la focaccetta che di solito piace a tutti..
La ricetta originale l’ho trovata su questo sito, ci sono diverse ricette che utilizzano le erbe. Lo trovo molto interessante. Ho fatto giusto qualche modifica. Alla fine è bella alta e sofficissima!

Ingredienti:
15 fiori di sambuco
400 g di farina 0
100 g di farina manitoba
2 tazze di acqua tiepida
una bustina di lievito di birra
2 cucchiaini di miele di timo Rigoni di Asiago
olio evo
sale

Puliamo i fiori di sambuco e togliamo i gambetti. Sciogliamo il lievito in una tazza di acqua tiepida con un cucchiaino di miele e lo lasciamo riposare una decina di minuti.
In una terrina uniamo le farine, aggiungiamo un pugnetto di sale, un cucchiaino di miele, due cucchiai di olio, i fiorellini di sambuco e il lievito. Iniziamo a impastare. Aggiungiamo anche un altro bicchiere d’acqua tiepida. Formiamo una palla e lasciamo lievitare in un ambiente tiepido coperta da un canovaccio. Preriscaldiamo il forno a 250°.
Dopo un’ora e mezza circa, a lievitazione ultimata, foderiamo una teglia di carta forno e ungiamo leggermente con l’olio evo. Stendiamo il nostro impasto, lo condiamo con un filo d’olio e una spolverata di sale.
Inforniamo per 10 minuti. Abbassiamo poi a 200° per altri 5 minuti.

Secondo me è molto buona servita con un formaggio passito e un cucchiaino di miele, sempre lui, quello di timo Rigoni di Asiago, che con i formaggi è davvero speciale!

A presto puffette! :*