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Hot milk sponge cake

Questa è una torta che si potrebbe definire “coccolosa”… Solo il nome fa pensare a una merenda casalinga o a una bella colazione invernale sotto al piumone…

Si sa che con le torte arrivo sempre un po’ in ritardo rispetto al resto del web; in questo caso non è un ritardo troppo grande forse 🙂 è incredibile quanto, in fatto di torte, sia una questione di mode. Dalla torta magica, alla angel cake, alla più recente fluffosa!

Questa è davvero speciale. Fatta la prima volta ve ne innamorerete, io l’ho fatta per mangiarla a colazione, ma potete prepararla anche per essere farcita, un po’ come un pan di spagna. Una bella crema, della frutta, una confettura o una ganache si sposerebbero benissimo! Ed io, visto che siamo nella stagione buona, ci ho messo vicino un po’ di fragole (se poi avete voglia di preparare anche una ganache al cioccolato, ancora meglio!).

Vi sto proponendo tante torte da forno ultimamente, vorrei pubblicare quelle che sto facendo entro la primavera, per lasciare all’estate piatti veloci, o comunque dalle cotture brevi. Quindi niente paura, torneranno presto anche i piatti salati   😀

Per preparare una buona torta al latte caldo ecco i consigli:

  • Potete usare benissimo un normale stampo per una torta da 22-24 cm di diametro.
  • Abbiate l’accortezza di montare a lungo le uova a temperatura ambiente. In questo modo incorporeranno più aria e la torta sarà più soffice.
  • Unite la farina delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto.

hot milk sponge cake 1

5.0 from 1 reviews
Hot milk sponge cake, torta al latte caldo
 
Prep time
Cook time
Total time
 
Per uno stampo da 24-26 cm di diametro
Author:
Recipe type: torta/colazione
Ingredients
  • 160 ml di latte intero
  • 80 g di burro
  • una bacca di vaniglia
  • 4 uova a temperatura ambiente
  • 220 g di zucchero
  • un pizzico di sale
  • 220 g di farina
  • 8 g di lievito per dolci
  • zucchero a velo per decorare (facoltativo)
Instructions
  1. Mettiamo il latte a scaldare col burro a pezzetti e la bacca di vaniglia incisa. Il latte deve diventare tiepido e far sciogliere il burro, non bollire.
  2. Montiamo le uova col sale per 15 minuti circa, a poco a poco aggiungiamo lo zucchero.
  3. Aggiungiamo la farina col lievito poco a poco, mescolando dal basso verso l'alto.
  4. Rimettiamo a scaldare il latte col burro senza farlo bollire e togliamo la vaniglia. In una ciotola mescoliamo con energia 4 cucchiai della pastella con le uova che abbiamo preparato con latte e burro.
  5. Incorporiamo questo ultimo composto alla pastella mescolando sempre dal basso verso l'alto.
  6. Foderiamo una teglia di 22-24 cm di diametro con la carta forno (oppure una teglia in silicone, anche se tende ad attaccarsi un po'!) e versiamo il composto.
  7. Cuociamo in forno a 170° per 30-35 minuti.
  8. Lasciamo raffreddare la torta, poi la decoriamo con zucchero a velo.

hot milk sponge cake 2 hot milk sponge cake 3 hot milk sponge cake 4

Vi saluto e alla prossima settimana :*


Zuppa al salmone affumicato

Vorrei, per una notte essere un gufetto, sì proprio la notte di Natale, e viaggiare intorno al mondo e, con la mia vista di rapace vedere le luci dei paesi lontani. Poi mi poserei su un albero di una foresta innevata e mi guarderei attorno, forse parlerei a lungo con gli altri rapaci che mi racconterebbero le loro storie. Forse con qualcuno potrei anche litigarci. Poi incontrerei il lupo, io allungherei il collo, lui si accovaccerebbe e ci racconteremmo le nostre storie, così diverse. Forse non ci capiremmo del tutto ma gli occhi farebbero il loro dovere. Poi ci fermeremmo ad ammirare il cielo, e le stelle di questa notte magica. Verso mattina lui tornerebbe nella sua tana e anche io. Poi penso che mi sveglierei e sarebbe Natale. Un nuovo Natale, con le sue speranze, i suoi regali, i suoi affetti.
Tanti pensieri metto sotto l’albero quest’anno.
Sperando di trovare la capacità di volare vi lascio, quindi, alla ricettina di oggi^^
Come avevo già raccontato nel post scorso, sto lavorando per mettere insieme un pranzo di Natale di tutto rispetto. Ho pensato a lungo a che taglio dare a questo pranzo, poi ho pensato che, prima di tutto, lo volevo un po’ tradizionale ma molto giovane. Adoro i capisaldi del Natale, come l’arrosto o la pasta fatta in casa, ma mi sono imposta di rendere il menù sprint, di evitare le preparazioni di giorni e giorni prima o troppo complicate. Io lo vorrei così. In più ho pensato che, almeno in questa occasione, mi sarebbe piaciuto dare un taglio nordico. In fondo i paesaggi del Nord Europa fanno tanto Natale.. Ma sicuramente farò anche qualche piccola eccezione. Oggi proseguiamo, dopo bresaola e tartufini di formaggio, con questa zuppetta al salmone affumicato, trovata in giro e modificata secondo i miei gusti (come sempre!).

Ingredienti (per 3-4 persone)
100 g di salmone affumicato
500 g di patate sbucciate e pulite
400 ml di brodo vegetale
350 ml di latte
100 g di yogurt greco
una cipolla media
paprika dolce in polvere
erba cipollina tritata
prezzemolo tritato
semi di papavero
olio evo, sale, pepe
Tritiamo finemente la cipolla e facciamo a cubetti piccoli la patata. Facciamo appassire la cipolla in un tegame capiente con un giro d’olio evo. Dopo poco aggiungiamo anche le patate e facciamole cuocere dolcemente. 
Aggiungiamo il brodo, il latte, sale e pepe e facciamo sobbollire per circa 25 minuti (le patate devono essere tenere). Aggiustiamo di sale e di pepe. 
Frulliamo una parte della zuppa, tenendo da parte 1-2 mestoli di patate. Tagliamo a listarelle il salmone. Lo aggiungiamo alla zuppa aggiungendo anche una bella spolverata di paprika. Incorporiamo anche lo yogurt continuando a mescolare (senza scaldarla ulteriormente). Aggiungiamo ad ultimo l’erba cipollina, i semi di papavero e il prezzemolo. Possiamo tenerne da parte un po’ per la guarnizione. Serviamo con dei crostini di pane tostato.
A presto puffette! .

Zuppone al caffè corretto e amaretto

Questo post contiene contenuti incazzosi e altamente lamentosi.
Astenersi dalla lettura yuppy,  oche giulive, principesse sul pisello e chiunque altro che ritenga di non voler farsi rovinare la giornata.. Ecco magari passate direttamente alla ricetta và, quella merita..

Non sono per nulla tranquilla. Anzi sono proprio arrabbiata. Da venerdì, quando il mio parrucchiere ha combinato un disastro. Ne parlo più possibile perchè il problema diventi piccolo, anche se forse sortisce l’effetto contrario. Ho la fortuna che i capelli crescono molto in fretta, quindi ora spero solo che il mio taglio si risistemi da solo.
Ma torniamo al discorso primo. Pensavo a una cosa. Ci sono un sacco di persone mi definiscono una “persona a posto, tranquilla”. Evidentemente pensano di fare un complimento. E’ una cosa che mi sento dire molto spesso: “sì sei carina, tranquilla”. Ma che cavolo vuol dire? Come fai a dire che sono tranquilla dopo che ti ho raccontato per un paio d’ore di tutto quello che faccio, tutte le mie passioni, tutti i miei fremiti, tutto quello che mi fa sgambettare?
I casi sono due. O gli esemplari con cui ho a che fare non ascoltano (molto probabile), oppure semplicemente sono affetti da analfabetismo funzionale (incapacità di capire un “testo”). O forse entrambe le cose. Ora mettiamolo bene in chiaro. Se pensavi di avere a che fare con una pazza sclerotica, sì sono tranquilla. In caso contrario no. Sono proprio il contrario.
Dite che esagero? Possibile. Mica che cerchi gente che mi dica quanto sono brava, anzi, apprezzo anche chi, quando parlo di blog o del mio tempo libero impegnato, mi chiede “ma chi te lo fa fare?”, 
Chi non mi ascolta mi innervosisce. E basta.
Passiamo ora alle cose importanti. Quando Claudia mi ha estratta per il “Tu come cucineresti..” di maggio, diciamo che non mi sono stupita. Mi ha fatto molto piacere, ma, non so bene come spiegarlo, era come se lo sapessi già. Ho apportato delle modifiche al suo zuppone che penso lo abbiano reso un piatto abbastanza diverso.. Uguale a lei il pan di spagna, personalizzata la crema, e leggermente la bagna (lo sapete che mi piacciono i piatti alcolici!).
Già una volta avevo preparato un piatto suo, qui, quando il blog era molto giovane e mi era piaciuto un sacco! Poi quando l’ho vista a Roma ho avuto la conferma che Claudia è una ragazza “di sostanza” romana doc, genuina e piacevole, quindi fare questa cosa collaborando col suo blog mi ha fatto molto felice!

Ingredienti (vi ricopio la versione di Claudia con le mie modifiche e i miei ridimensionamenti. Con questa quantità mangiano il dessert almeno 6 persone tranquillamente, a me è rimasto un po’ di pan di spagna):
Per il pan di spagna (per una tortiera da 28 cm di diametro)

pesate 3 uova con il guscio

stesso peso di farina o per dolci 



stesso peso di zucchero semolato


12 g di lievito



Per la crema pasticciera all’amaretto:

750 ml di latte parzialmente scremato

70 g di zucchero semolato



1 uovo


1 tuorlo d’uovo


200 g di amaretti sbriciolati
1 cucchiaio abbondante di liquore nocino

30 g di farina



1 bastoncino di cannella



Per la bagna:

caffè non zuccherato

poca acqua


due cucchiai di nocino



Per guarnire:

amaretti sbriciolati
amarene (possono essere omesse)



Preparazione:

Preparate il pan di spagna: Sbattete con le fruste elettriche (o a mano)le uova con lo zucchero per alcuni minuti finché avremo un composto gonfio e chiaro. Unite a pioggia la farina e lavorate ancora qualche minuto. Aggiungete infine il lievito e sbattete ancora 2 o 3 minuti. Versate nella teglia foderata di carta forno ed infornate in forno già caldo a 180° (ventilato) per circa 25 minuti (fate sempre la prova stecchino). Sfornate e fate raffreddare del tutto.
Preparate la crema: Bollite il latte con la stecca di cannella. In un tegame mescolate con una frusta le uova ed il tuorlo con lo zucchero finchè saranno chiare e spumose. Amalgamate anche gli amaretti sbriciolati, il nocino e la farina. Unite il latte bollente ed amalgamate (togliete la stecca di cannella). Rimettete sul fuoco, rimestando continuamente e quando riprenderà il bollore, la crema sarà fatta. Spegnete e fate freddare.
Per la bagna: allungate il caffè con un pò di acqua e i liquore.
Composizione: Tagliate il pan di spagna prima a metà nel senso della lunghezza e poi ricavate tanti bastoncini (tipo savoiardi), passateli velocemente nella bagna ed adagiateli in una pirofila. Versate metà della crema e livellate bene. Adagiate un’altro strato di bastoncini di pan di spagna inzuppati e terminate con la crema. Guarnite con amaretti sbriciolati e, se vi piacciono, amarene. Mettete in frigo per qualche ora.

Per fare una cosa abbastanza fica potete decidere di preparare per i vostri ospiti delle coppe come queste. Fanno sempre la loro figura..

A presto!!!


Pane al latte, pecorino e noci

Un post di mercoledì è una cosa un po’ strana per la cuisine, ma a volte capita. Capita questa settimana perchè i tempi che mi dà il corso di scenografia sono un po’ diversi da quelli che avevo prima. Cucino meno, quasi niente, anzi la pausa pranzo spesso la faccio nel laboratorio, mangiando un panino (o meglio una piadina, perchè siamo in Romagna) o qualcosa portata da casa.
Le sere che non sono in palestra cucino qualcosa di veloce (mentre quelle in palestra solitamente non cucino proprio -.-)
Siamo partiti lunedì con questo corso, progettando uno spazio a disposizione di un gruppo di attori “nomadi” che vivranno e lavoreranno per 15 giorni in un grande parco a Santarcangelo (vicino a Rimini) nel periodo del Festival del teatro. Quello che faremo è qualcosa di molto meno architettonico rispetto a quello che siamo abituati a fare, se non altro perchè si tratta di una struttura che non sarà permanente e forse nemmeno una vera e propria struttura.
Mi piace. E’ un corso che apre molto la mente. Siamo tutto il giorno in una saletta vicino al cinema di Cesena con dei grandi tavoloni a lavorare e a scambiarci idee. Una parte della saletta ha un grande proiettore dove tutto il tempo il nostro professore proietta spettacoli e performance più o meno famosi, con massima libertà di stare a disegnare o lasciarsi ispirare dal video.
L’arte, se usata bene, ha il potere di riconnetterci con la nostra parte più intima e i nostri desideri più profondi. Questa è una delle prime cose che ho imparato.
Oggi una ricetta dell’archivio.. Un bel pane profumato e irregolare. Un po’ burroso, la base è simile a questo pane dolce, ma questo l’ho voluto farcire con formaggio e noci.. Niente di particolarmente originale, ma a me è piaciuto eccome! E poi il pane è di buon auspicio…

Ingredienti

350 g di farina 0
270 ml di latte
10 g di lievito di birra disidratato (1 bustina e 1/2)
100 g di burro morbido
1 cucchiaino di zucchero e un cucchiaio di sale
80 g di percorino romano (quantità ancora in via sperimentale)
una manciata abbondante di noci

Sciogliamo il lievito nel latte tiepido, insieme allo zucchero. Lasciamo che si gonfi per 5 minuti circa.
Prendiamo la farina (setacciata) e la uniamo al burro a pezzetti, tenendone da parte 20 g circa. Uniamo anche il latte col lievito e sbattiamo con le fruste elettriche. 
Tagliamo il pecorino a cubetti e spezzettiamo le noci grossolanamente. Uniamo e impastiamo a mano per una decina di minuti. 
Il composto deve essere molle. Eventualmente aggiungiamo un po’ di farina.
Copriamo con un panno e facciamo lievitare in un luogo tiepido per un’ora abbondante.
Foderiamo una teglia di 22 cm di diametro con la carta forno. Prendiamo dall’impasto tante palline che stenderemo fino a ridurle a “bisce” che schiacceremo e le arrotoleremo su loro stesse per formare delle rose.

A questo punto le disponiamo nella teglia un pochino distanziate e le facciamo lievitare per un’altra mezz’oretta.
Preriscaldiamo il forno a 180° (ventilato). 
Prima di infornare spennelliamo le nostre rose col burro che avevamo tenuto da parte e che sciogliamo. Inforniamo per 30 minuti circa. Una volta sfornato il nostro pane, quando è ancora caldo, lo spennelliamo di nuovo col burro.

A presto!


Gratin di finocchi

Pensavo che non sarei tornata a scrivere prima di lunedì.. E pensavo che non avrei avuto nemmeno tanto da dire. La verità è che voglio dire due cose del concerto che è stata un’emozione enorme. Ormai sapete della mia passione per la musica, iniziata da piccola. tutt’ora molto vivo.
A Firenze è stato un bagno di folla. Un momento di vita vissuta, ballata, cantata e ascoltata. Adoro i Mumford and sons. Quando ci sono quattro musicisti e vedi che ognuno padroneggia alla perfezione 2-3 strumenti e che tutti e quattro hanno voci pazzesche, allora ti rendi conto che sì, anche se quella band non è conosciuta da tutti, vale davvero e molto di più di tante anche più famose. Ho adorato l’atmosfera sul palco e i giochi di luci (chi conosce un po’ i loro video sa dell’importanza che danno a questa componente). Ho adorato poi il pubblico, partecipe e realmente coinvolto. 
E’ un genere di musica questo (indie-rock, indie-folk) che a me diverte un sacco. Oltre per il sound anche per lo stile, l’abbigliamento, il mood. E’ un po’ come se in me toccasse la mia parte più sensibile, quella che si muove col cuore, quella che si lascia andare.
Troppo per un concerto? Io non credo, credo molto, invece, nel potere della musica.
Ieri girovagando ho scoperto poi che uno dei membri della band ha un blog di cucina O.O … Posso dire che è una cosa adorabile? 🙂
Dopo il concerto io e amica abbiamo fatto un giretto per la bella Firenze che di notte è un incanto. Ho trovato anche le persone molto affabili e gentili.
La mattina del giorno della partenza per Firenze ho pensato di cucinare una teglia di questi finocchi. Ne ho mangiata metà a pranzo e metà il giorno dopo, a un orario imprecisato fra le 14 e le 13, quando mi sono svegliata. Non avevo mai fatto dei finocchi così, qualcuno può pensare che sia una ricetta semplice, con nessun ingredienti particolarmente originale, a me è piaciuto talmente tanto che ho deciso di pubblicarla.

Ingredienti (per due/tre persone):
2 finocchi
200 ml di latte circa (io di soia)
1 mozzarela (125 g)
provola dolce 50 g
80 g di pancetta affumicata a cubetti
burro
sale
Tagliamo via dai finocchi le punte. Li tagliamo in quattro e leviamo anche la parte più esterna e il gambo. Li tagliamo a fettine sottile per il lungo. In una padella facciamo sciogliere una noce di burro e adagiamo uno strato di finocchi (senza sovrapporli). Versiamo il latte (circa 100 ml per questa cottura), saliamo leggermente e facciamo cuocere lasciandoli un po’ al dente.
Imburriamo una pirofila. Tagliamo la mozzarella a cubetti fini e la asciughiamo bene. 
Nella pirofila facciamo il primo strato con i finocchi, a seguire adagiamo una manciata di cubetti di pancetta e un ultimo strato di mozzarella. Continuiamo con un altro strato fino a che non finiranno gli ingredienti. Terminiamo con i finocchi.
Preriscaldiamo il forno a 200°.
Tagliamo la provola dolce a cubetti fini e la utilizziamo per l’ultimo strato. Versiamo un altro goccio di latte.
Cuociamo per 20 minuti.
A presto!!!
P.S.: Le tovagliette che ho utilizzato sono state fatte con dei pezzi del piano regolatore generale di Ravenna.. La mia ossessione per il diritto urbanistico (uno dei due esami che mi manca) ultimamente si sta concretizzando ovunque :p .. E’ il caso di dire che me le ha vendute un senza-tetto di nostra conoscenza che le fabbrica e le vende. In fondo, pensare di aver permesso a qualcuno di mangiare (e anche di comprare un pacchetto di sigarette) per un paio di giorni dà sollievo.. Chissà che non le vedrete anche voi prossimamente…


Plum cake al cioccolato bianco, cannella e arancia

Buongiorno a tutti!!! Come va amici? Per quanto riguarda me, le mie giornate ultimamente sono scandite da studio (non tanto, aspetto il laboratorio di laurea), letture e/o musica, sport e, immancabilmente il festival di Sanremo. Non so voi, forse qualcuna lo detesterà, ma io da un paio d’anni a questa parte adoro seguirne ogni minimo dettaglio e mi piace molto guardarlo con amici e coinquilina. Mi sono persa la prima serata, causa sport, ma ho visto il resto. Adoro la canzone di Max Gazzè e mi diverte da matti quella di Elio. Se avete qualche preferenza dite, sono curiosa e parlarne mi piace!
Dopo la red velvet del post scorso, che mi ha richiesto un bel po’ di impegno, ma mi ha dato anche tanta soddisfazione, questa volta voglio continuare sull’onda dei dolci, più semplici però. Era tantissimo che non facevo un plumcake ma lo trovo un formato adattissimo per la nostra casa attualmente, attualmente abitata da 3 persone. Anche se in questo caso è durato solo un giorno.. Se si faceva anche una colazione in più in fondo non era poi male.. (Ma non ci si può lamentare se le cose finiscono in fretta, no?)
Prima di farlo ho preso un po’ di spunti in giro e ho guardato molti blog, ultimamente in tanti hanno/avete pubblicato delle ricette interessanti di plum cake. Poi, tenendo conto un po’ dei nostri gusti, un po’ di quello che c’era in casa, ne è nato questo cake al cioccolato bianco arancia e cannella. Buono e sofficissimo.

Ingredienti (per un plumcake da 25-30 cm)
2 uova
110 g di burro morbido
110 g di zucchero
100 g di cioccolato bianco
200 g di farina
1 pizzico di cannella
Un’arancia bio
mezza bustina di lievito per dolci
70 ml di acqua
70 ml di latte

Per prima cosa sciogliamo il cioccolato nel latte. Montiamo il burro con lo zucchero. Aggiungiamo poi le uova a una a una. Uniamo poi latte e cioccolato bianco continuando a sbattere. Aggiungiamo la cannella, la buccia grattugiata dell’arancia e, come ultima, la farina miscelata col lievito.
Accendiamo il forno a 170° (possibilmente ventilato). 
Foderiamo lo stampo del plumcake con carta forno e versiamo la nostra pastella. Cuociamo per circa 40 minuti. Vale la prova stecchino.

Questo dolcetto lo dedico alla Ombry, partecipando quindi al suo giveaway e aspettando di farle tanti auguri di compleanno:)

Una coccola chiamata latte

Buongiorno puffette! Mentre vi scrivo sto facendo un bell’aerosol per la sinusite (sì, è ancora il raffreddore che ho preso in Bretagna che è duro da mandare via!). Venerdì il mio medico mi ha imbottito di farmaci, e ancora per oggi sono sotto antibiotico, non vedo l’ora di finire, gli antibiotici sono brutti e cattivi! E non posso mangiare niente che mi viene mal di stomaco…
Per il resto ieri mi sono trasferita. Nel senso che nel mio appartamento da studente ho cambiato stanza, ho preso la più piccola (ma con balcone) che si è liberata e che mi permette di spendere meno. A dirla tutta io sto quasi sempre in sala, sul divano (sono il gatto dell’appartamento, se mi si coccola faccio pure le fusa:p) e un gran spazio personale non mi serve.
E’ comunque una cosa che mi diverte molto riassettare le stanze, spostare i mobili e dare il mio carattere ai miei luoghi. Secondo me poi nel dare la giusta collocazione agli arredi sono brava (un po’ meno a mantenere l’ordine, ma questa è un’altra storia). Ora mi manca solo qualcosa da appendere alle pareti. Giusto un quadro o due perchè gli ambienti piccoli con le pareti troppo piene rischiano di diventare ancora più piccoli!
Lo sfizio che vi propongo oggi è una specie di “ricetta”, un dolce poverello ma ricco di gusto e di profumo.
La foto ha richiesto un iter un po’ lungo e la panna, a causa anche del riso tiepido, stava già iniziando a squagliarsi! Chiedo scusa e vi consiglio appunto di non mangiarlo troppo caldo, questo consentirà alla panna di mantenere una buona consistenza e spumosità!

Riso al latte al profumo di cannella


Ingredienti (per ogni persona)

30 g di riso
150 ml di latte
1 cucchiaio di zucchero
un cucchiaio di uvette
panna montata
cannella in polvere

Sciacquate il riso in acqua bollente per pochi secondi. Mettete il latte in un pentolino a scaldare e a ebollizione aggiungete il riso. Aggiungete poi anche lo zucchero e fate cuocere fino a che il riso non sarà pronto. Aggiungete a fine cottura le uvette.
Servite in tazzine con un ricciolo di panna montata e una spolverata di cannella in polvere. 
Oggi, visto l’argomento (le coccole e il latte) faccio il bis e vi propongo un’altra non-ricetta.
Non so se vi ricordate che vi avevo accennato di aver acquistato la crema di latte in Bretagna, sarebbe una specie di crema di mou. Non l’ho utilizzata per niente di particolare se non per una bella partita di crepes. Semplice semplice ma di grande effetto!

Crepes alla crema di latte

Ingredienti (per circa 15 crepes piccole):

200 g di farina
3 uova
2 e 1/2 bicchieri di latte
1 pizzico di sale

Il resto del procedimento è il solito per le crepes. Sbattete insieme gli ingredienti creando una crema omogenea. Riscaldate una padellina antiaderente e versateci sopra un paio di cucchiai del composto spalmandoli bene (per una crepes grande anche 3 cucchiai). Dopo un minuto la crepe è pronta e si stacca con facilità.
A questo punto sono pronte per essere farcite con marmellata, nutella, miele o, nel mio caso, crema di mou!

Siamo giunti alla fine di questo post iper dolce.. Vi lascio e vi auguro una piacevole serata:) a presto:**