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Pesche nettarine cotte allo stracchino


Wendy si dolse pure accorgendosi che l’anno avanti era per Peter come il giorno avanti; e a lei era sembrato, nell’attesa, un anno così lungo! Ma Peter era affascinante come sempre e ci fu una piacevolissima pulizia di primavera nella casina in cima agli alberi. L’anno dopo egli non tornò. Lei aspettò con un abito nuovo, perchè quello vecchio non si abbottonava più; ma Peter non venne.
“Forse è malato” disse Michael.
“Ma lo sai che non è mai malato”.
Michael le andò molto vicino e le sussurrò con un brivido: “Wendy, forse egli non esiste”.

(Peter e Wendy, J.M. Barrie)

Adoro la storia di Peter Pan. Non è nemmeno la prima volta che trascrivo dei pezzi di questo libro. Io la apprezzo più ora da cresciutella rispetto a quando ero piccola. Forse la capisco di più.
Anzi, proprio oggi riflettevo sul fatto che forse mi sento un po’ come Wendy. Io sono Wendy 🙂 cresciuta, ma con la necessità di tornare spesso a Neverland.

Vivere giocando, di tanto in tanto, è terapeutico e in questo mi darete ragione, lo so 🙂 in fondo anche la cucina può diventare un bel gioco…
Come mangiare le nettarine allo stracchino? un po’ come si mangia il prosciutto col melone (che io, scusate, proprio non sopporto) o come si mangiano le pere spalmate di formaggio.. Un antipasto direi, o uno stuzzichino, o un piatto unico, l’importante è che si mangino perchè l’accostamento è davvero buono^^

  
Ingredienti (per 2 persone)
4 nettarine mature ma non troppo
4 cucchiai di whisky
un rametto di rosmarino
zucchero di canna
4 cucchiai di stracchino di quello buono 
Tagliamo le nettarine a metà e togliamo i semi (o a fette se le pesche sono grosse). Le disponiamo su un piatto, le bagnamo con il wisky e le cospargiamo di rosmarino tritato.
Aspettiamo una mezz’oretta che si insaporiscano bene.
Scaldiamo una piastra, o la griglia e le cuociamo a fuoco vivo, 5 minuti per lato (o il tempo che serve perchè diventino ben rosate e tenere) bagnandole un po’ col liquido di marinatura. A cottura terminata le spolverizziamo di zucchero di canna.
A questo punto le adagiamo su un piatto e le spalmiamo di stracchino.

A presto!


Finger food di tartare di manzo

Oggi, lunedì, è stata una giornata strana. Oltre a essere un nuovo primo giorno della settimana di studio (sì, sto di nuovo studiando…) c’erano le nuvole, poi il sole, poi una pioggia incessante col sole. Quanto mi piace la pioggia col sole, da noi è una cosa molto rara:)

Poi il sole, il gelato, la campagna, tutto in questa stagione è bellissimo. Fosse per me archivierei già le scarpe chiuse e le giacche, anche se facendo questo mi sono guadagnata un bel raffreddore o.O
E con il sole mi piace tantissimo anche Ravenna, la mia città, o Cesena, la città dove studio, in questo periodo di sera si vedono sempre tante persone e la vita mette allegria!
O la ami o la odi la tartare. Per me è il passo della svolta è stato superare il “taboo” della carne cruda. Poi è stato amore. Non è una novità questo piatto sul web. Ma non importa.. Rimane uno dei miei piatti preferiti e qui non poteva mancare:)

Per circa otto polpette

250 g di bistecca di scottona freschissima tritata al momento
mezza cipollina dolce tritata
2 cucchiai di salsa worcester
mezzo cucchiaio di tabasco
2 cucchiai di succo di limone
un cucchiaio e mezzo di capperi dissalati tritati
due cucchiaini di olio evo

Per la presentazione

2 avocadi 
qualche cappero

Mescoliamo con un cucchiaio gli ingredienti della tartare fino a farne un composto ben omogeneo.  Mentre le mettiamo da parte consiglio di coprirle con la pellicola trasparente, in frigo, in modo che non si ossidino e rimangano ben rosate. Facciamo marinare la carne per 20-30 minuti al massimo. Ricaviamo le nostre polpettine, grandi quanto una noce.
Nel frattempo sbucciamo e tagliamo l’avocado in quarti. Lo posiamo su un piatto in modo che faccia da cucchiaio e ci posiamo sopra le polpettine di tartare. 

A presto puffette!
:*

     


Tartare di tonno, mango e avocado con dressing di soia e zenzero

Scrivo questo post all’una di notte.. Ormai non ho più tempo per fare niente e convivo con la mia stessa stanchezza. E con un branco di persone che mi vorrebbero sempre agile, scattante, sorridente, gentile. Questo vorrei dire ad amici, allenatore, parenti, compagni di squadra: sono stanca. Se mi vedete seria sono stanca e no, tranquilli che voi non c’entrate.
Ultimamente passerei volentieri le mie giornate a girare per casa in mutande con un barattolo di nutella e la tv puntata su real time; verranno anche quei tempi e mi maledirò per averli desiderati, per ora si lavora assai.. E continuo a pregare il santo protettore dei laureandi perchè ce la mandi buona…:)
Sabato sono passata in pescheria alla ricerca di sardine (ormai mi conoscono come quelladelpesceazzurro) ma ovviamente il brutto tempo ha fatto sì che di sardine neanche l’ombra. Allora il mio sguardo è caduto su un bel pezzo di tonno che metteva allegria solo a guardarlo (effetto che può fare solo a me credo…), è allora che ho pensato che una tartare per cena ci stava proprio bene…
La tartare è piccola e chic. Una cosa fresca e gustosissima. Che sia di carne o di pesce per me è uno di quei piatti imbattibili. Bisogna ammettere che molta della sua riuscita è affidata alla freschezza degli ingredienti, ma c’è anche tutto un procedimento di taglio e composizione da non sottovalutare. Io per esempio, la prima che ho fatto, non l’ho pressata bene e come ho tolto lo stampino si è distrutta completamente 🙁

Poi c’è il taglio, alcuni usano una dadolata molto fine, quasi un trito. Io preferisco di gran lunga che si sentano i pezzettini di tonno sotto i denti… Eccola qui…

Ingredienti (per 4 tartare piccole)
250 g di tonno abbattuto (o tenuto in freezer almeno 96 ore)
1 mango
1 avocado
2 cetrioli
mezza cipollina rossa
una manciata di semi di sesamo tostati
Per il dressing:
Due cucchiaini di zenzero fresco grattugiato
uno spicchio d’aglio schiacciato
2 cucchiaini di salsa di soia
4 cucchiaini di succo di limone
2 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di acqua
 
Prepariamo le dadolate. Sbucciamo il cetriolo e lo tagliamo, sbucciamo mango e avocado e facciamo i cubetti, con un coltello ben affilato tagliamo a dadini anche il tonno. Tritiamo finemente la cipolla.
Prepariamo il dressing mischiando insieme tutti gli ingredienti e creando un’emulsione (lo zucchero si deve sciogliere).
Componiamo la tartare con un coppapasta. Se non ce l’abbiamo possiamo usare un pezzo di carta forno rettangolare puntato alle due estremità (io ho fatto così).
Facciamo gli strati mettendo come base il cetriolo, poi il mango, poi l’avocado. Ad ogni strato pressiamo un po’ in modo che si stabilizzi. Terminiamo con lo strato di tonno. Dopo aver pressato un pochino con le dita togliamo lo stampo con molto garbo (a me qualche cubetto cadeva sempre, si toglie dal piatto ed è bella lo stesso..). Terminiamo con la cipollina e una spolverata di sesamo. Condiamo con un giro abbondante della salsa alla soia-limone-zenzero e serviamo subito.

E’ d’obbligo in questo caso citare la fonte. Ecco qui dove ho preso l’idea, adoro questo sito 🙂
Ora vi saluto che vò a dormire.. Stanotte il lusso di 6 ore 🙂
:*


Risolatte di cocco con pere allo sciroppo

Il risolatte è una piccola coccola da mangiare a merenda o a colazione… Normalmente per me è più un diversivo che un’abitudine, ma quando mi sono imbattuta nella ricetta del risolatte (blog consigliato! Fateci un giro se vi interessa!) fatto col latte di cocco sono stata subito curiosa di provarla… In più è una merenda totalmente vegan, con le pere allo sciroppo che meritano davvero (anche lo sciroppo, da non buttare!)
Si vede che la foto non è made in reflex? Eh sì… Ma mi piaceva lo stesso, sia la foto che l’idea di proporvi il mio esperimento:)


Ingredienti (per due persone)
Per le pere sciroppate:

2 pere piccole
30 g di succo di limone
1/2 l di acqua
zeste di un limone bio
cannella in polvere
100 g di zucchero

Per il risolatte:

100 g di riso originario
100 g di latte di cocco
150 g di acqua
2 cucchiai di zucchero

Per prima cosa sbucciamo le pere lasciandole intere. Mettiamo sul fuoco l’acqua, il succo e la zeste di limone, una spolverata di cannella e portiamo a ebollizione. Immergiamo le pere e le facciamo cuocere per 15 minuti (quelle piccole, 20-25 minuti quelle più grosse). Le facciamo raffreddare nel loro sciroppo.
Nel frattempo mettiamo il riso in una pentola di acqua leggermente salata e portiamo a ebollizione. Facciamo cuocere per 10 minuti e lo scoliamo.
Puliamo la pentola, ci versiamo il latte di cocco, lo zucchero e l’acqua e portiamo a ebollizione. Ci versiamo il riso e lo facciamo cuocere, mescolando, fino a che non prende la consistenza di una crema (circa 20 minuti).
Serviamo il riso in ciotoline con le pere. 
Si mantengono qualche giorno, le pere nel loro sciroppo, il riso ben coperto. 
Togliere dal frigorifero mezz’ora prima di servire.


Gamberi speziati all’arancia e crema di ceci

Sono tornata nella mia Cesena dopo un fine settimana tumultuoso. Come molti di voi già sanno, ho passato altri giorni in cui non sono stata molto rilassata e questo post, il mio post di inizio anno, lo sottoscrivo in pieno. Credo ancora all’importanza di saper essere l’artefice di se stessi e dentro di me provo ancora astio per tutte le persone che guardano solo ai propri piedi, ma questo non cambierà mai. Un cambiamento c’è stato però nel mio stato d’animo. Ora guardo le cose con una prospettiva diversa. Ho deciso che non mi importa. Non per indifferenza, ma perchè non posso controllare ogni movimento del mio futuro. E ho imparato che, anche se a volte arrivano un po’ tardi, tutti hanno diritto a stare bene con le persone che hanno attorno, soprattutto se si tratta di un grosso e chiassoso gruppo di amici. Ho imparato che se darò il mio massimo poi non dovrò avere rimpianti. E, quando proprio non ce la si fa più, ho imparato che “chiedere è vergogna di un momento, non chiedere è vergogna di una vita“.
Cos’ho imparato in fondo? Forse niente di straordinario, ma le piccole cose ci faranno andare lontano.
La ricetta di questi gamberoni li ho visti da Nus di L’ennesimo blog di cucina ed è stato amore a prima vista. Ho deciso di abbinarci i ceci che trovo molto azzeccati!


Ingredienti (per due persone):
16 code di gambero sgusciate
un’arancia
olio evo
mezzo cucchiaino di peperoncino secco sbriciolato
mezzo cucchiaino di paprika dolce
mezzo cucchiaino di curry
250 g di ceci in scatola (o ammollati la sera prima)
una piccola carota
un gambo di sedano
mezza cipollina
uno spicchio d’aglio
sale e pepe
rosmarino

Spremiamo l’arancia. Prepariamo la marinatura per i gamberi aggiungendo al suo succo il peperoncino, la paprika, il curry e un cucchiaino di olio. Mettiamo i gamberi a mollo nel succo e lasciamo trascorrere, in frigorifero, un paio d’ore.
Prepariamo intanto la crema di ceci. Prepariamo un fondo di cottura con sedano, carote e cipolla tritati che facciamo soffriggere con un filo d’olio e aggiungiamo anche lo spicchio d’aglio schiacciato.
Lasciamo trascorrere una decina di minuti (servono perchè la carota e il sedano si ammorbidiscano) a fiamma dolce, poi aggiungiamo i ceci. Continuiamo a cuocere per un’altra decina di minuti mescolando, salando, pepando e aggiungendo, verso la fine, un po’ di rosmarino tritato. Quando i ceci saranno molto morbidi, passiamo tutto col frullino a immersione e creiamo la nostra crema.
Preleviamo i gamberi dalla marinata e facciamo degli spiedini. Li cuociamo in una padella a fiamma medio-alta pochi secondi per lato. Possiamo, durante la cottura, bagnarli leggermente con il liquido della marinatura.
Serviamo con la crema.

Colgo l’occasione per ringraziare quelli che mi stanno vicini, un grazie particolare alle gallinelle, quelle che mi hanno lasciato un commento, quelle che mi hanno pensata, quelle che hanno usato un po’ del loro tempo per scrivermi in privato.. Credetemi se vi dico che ho apprezzato ogni singola parola:)
Oggi è anche l’anniversario della scomparsa di Fabrizio De Andrè. Chi mi conosce bene sa la mia affezione per questa figura della musica italiana. Forse affezione è riduttivo. Lui ha scritto le poesie che leggo quando ho bisogno di una parola saggia, ma anche le canzoni ironiche che talvolta mi strappano un sorriso nei momenti di tensione.
A me piace ricordarlo così!
A presto, e buon fine settimana:*


Faraona alle prugne e zenzero fresco

Ed ecco qua il “secondo” per il mio pranzo di Natale. Le carni, forse lo sapete, non sono il mio forte, anche se mi piacciono molto, per questo motivo sono davvero soddisfatta di come mi è venuta questa portata. La faraona è una carne che io associo immediatamente al Natale e ai pranzi in famiglia, di solito con preparazioni lente e laboriose. Per questa ricetta mi è venuta in aiuto la rivista “La cucina italiana”, nelle sue proposte rapide. Sono rimasta davvero soddisfatta perchè con una mezz’oretta di preparazione permette di portare in tavola un piatto speciale!


Ingredienti (per 3-4 persone)

1 faraona intera a pezzetti (circa 1,2 kg)
5 cm di radice di zenzero fresco
una decina di prugne secche denocciolate
5 cucchiai di salsa di soia
olio evo, sale, pepe

Per prima cosa passiamo rapidamente i pezzetti di faraona sulla fiamma per eliminare gli eventuali residui di penne e li sciacquiamo. Li schiacciamo poi con un batticarne.
Scaldiamo in una padella un filo di olio evo e ci appoggiamo la nostra carne dalla parte della pelle. Chiudiamo col coperchio e facciamo cuocere per 10 minuti. Poi giriamo e facciamo cuocere per altri 10 minuti.
A questo punto bagniamo la carne con un mestolo d’acqua, la salsa di soia, aggiungiamo poco sale, pepe, le prugne secche e lo zenzero a rondelle. Cuociamo coperto per altri 10 minuti.

  

Buon appetito e a presto!

Bresaola con tartufi di formaggio e cedro candito

Una domenica di dicembre è una domenica fredda. Una domenica di coperte e di pc. Una domenica di progetto e di sole alla finestra. Una domenica di cucina, una domenica a cena, di vino bianco e di aperitivo, di un caldo abbraccio e di un film con tisana. Che se ti guardo negli occhi poi sto bene. Una domenica così, che anche se tutto grida io me lo lascio alle spalle, solo per una domenica.

(Questo post è stato scritto e si riferisce all’ultima domenica, augurandovene una così anche a voi!)

Questa settimana ha avuto inizio il mese delle lucine, dei preparativi per il Natale, dei regali e del presepe.

Una cosa che mi piacerebbe fare, per questo mese di dicembre, è darvi ad ogni pubblicazione qualche bella idea per il giorno di Natale, che siano regalini, piccole decorazioni o portate vere e proprie. Solo qualche suggerimento, come ad esempio questo piattino, che è un perfetto antipasto per il pranzo (o la cena del 24!), da gustare con un aperitivo frizzante:) 
Mi ci metterò di impegno per pubblicare anche almeno un primo degno di un pranzo di Natale, un secondo e magari un bel dolcetto. Poi penso che con tutti i regalini mangerecci che ho pubblicato, tra quest’anno e lo scorso, farò un bel post, in modo da tenerli tutti sotto controllo^^. Diciamo pure che di idee ne ho tante per questo mese, vediamo a quante riuscirò a tenere fede, spero a tutte! Intanto io vi chiedo di scusarmi se ultimamente sono stata latitante su diversi blog-amici… Ho annoiato tutti con i miei discorsi sulla mancanza di tempo, ma è la verità! 🙂

Per questa ricettina sono stata ispirata da un assaggio che ho fatto in un ristorante e l’ho un po’ risistemato come piaceva a me.. I tartufini che ho fatto potete trovarli qui .
Il cedro candito è il matrimonio perfetto tra questi sapori, da non dimenticare:)


Ingredienti (per circa 3-4 persone)

80 g di robiola
80 g di mascarpone
1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato
pepe e sale
un giro d’olio evo
semi di sesamo tostati
pistacchi non salati tostati e sbriciolati

1,5 hg di bresaola
cedro candito

Mescoliamo in una ciotola i formaggi, l’olio e aggiustiamo di sale e pepe. Facciamo riposare il composto in frigorifero per un’oretta. Togliamo poi dal frigorifero e facciamo delle palline che rotoleremo nei semi di sesamo o nei pistacchi sbriciolati. Conserviamo le palline in frigorifero. Le serviamo con la bresaola e il cedro candito.

E scusate se è poco…. 😀

A presto!!!