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Risolatte di cocco con pere allo sciroppo

Il risolatte è una piccola coccola da mangiare a merenda o a colazione… Normalmente per me è più un diversivo che un’abitudine, ma quando mi sono imbattuta nella ricetta del risolatte (blog consigliato! Fateci un giro se vi interessa!) fatto col latte di cocco sono stata subito curiosa di provarla… In più è una merenda totalmente vegan, con le pere allo sciroppo che meritano davvero (anche lo sciroppo, da non buttare!)
Si vede che la foto non è made in reflex? Eh sì… Ma mi piaceva lo stesso, sia la foto che l’idea di proporvi il mio esperimento:)


Ingredienti (per due persone)
Per le pere sciroppate:

2 pere piccole
30 g di succo di limone
1/2 l di acqua
zeste di un limone bio
cannella in polvere
100 g di zucchero

Per il risolatte:

100 g di riso originario
100 g di latte di cocco
150 g di acqua
2 cucchiai di zucchero

Per prima cosa sbucciamo le pere lasciandole intere. Mettiamo sul fuoco l’acqua, il succo e la zeste di limone, una spolverata di cannella e portiamo a ebollizione. Immergiamo le pere e le facciamo cuocere per 15 minuti (quelle piccole, 20-25 minuti quelle più grosse). Le facciamo raffreddare nel loro sciroppo.
Nel frattempo mettiamo il riso in una pentola di acqua leggermente salata e portiamo a ebollizione. Facciamo cuocere per 10 minuti e lo scoliamo.
Puliamo la pentola, ci versiamo il latte di cocco, lo zucchero e l’acqua e portiamo a ebollizione. Ci versiamo il riso e lo facciamo cuocere, mescolando, fino a che non prende la consistenza di una crema (circa 20 minuti).
Serviamo il riso in ciotoline con le pere. 
Si mantengono qualche giorno, le pere nel loro sciroppo, il riso ben coperto. 
Togliere dal frigorifero mezz’ora prima di servire.


Zuppetta di spaghettini di riso alghe e piselli

Buongiorno amici! Ormai sono alla fine della mia maratona per consegnare il lavoro:) sto pensando, dopo la consegna, di prendere un po’ di pausa. In realtà le pausette le prendo anche durante l’anno, ma magari pensavo a una settimana senza pensarci proprio al blog. Ho pensato a questo perchè gli amici mi hanno programmato ogni singolo giorno e ogni singola serata e forse è tempo di prendersela davvero comoda!
Forse per un po’ di tempo non scriverò, o scriverò un solo post a settimana.. In ogni caso ho ancora una ricetta in archivio, da postare entro sabato! 
Come ho detto un sacco di volte, inizio a essere un po’ stanchina ed è il secondo lunedì che perdo la corriera. Oggi addirittura non ho sentito la sveglia!

Questo è uno dei due piatti.
Secondo me è semplice e buonissimo, l’ho inventato qualche settimana fa, quando è venuta quell’ondata di fresco. In realtà non è che sia la novità dell’anno, ma io ero talmente entusiasta della mia invenzione che volevo pubblicarla subito, poi ho preferito lasciar passare un po’ di tempo e smaltire l’archivio. Intanto è tornato il caldo ma questo piatto si mangia volentieri con qualunque clima, magari tiepido. Si fa davvero in poco tempo, simil-asiatico, contiene le mie amate alghe nori, uno degli alimenti più sani, se non altro per la quantità di calcio che contengono (altro che latticini!).


Ingredienti (per due persone)

2 nidi di spaghettini di riso
un pugnetto di alghe nori (nei negozi bio)
una tazzina di pisellini surgelati
brodo vegetale (io fatto col dado homemade)
salsa di soia (3-4 cucchiai)
curry
curcuma
peperoncino piccante sbriciolato (facoltativo)
radice di zenzero
olio di semi
sale

Mettiamo in una pentola un filo d’olio di semi e iniziamo a cuocere i piselli, li saliamo e li facciamo cuocere per circa 15 minuti.
A parte scaldiamo il brodo, sbricioliamo le alghe nori e le aggiungiamo in modo che si ammollino per una decina di minuti a fiamma dolce. Durante la cottura aggiungiamo anche una grattata di zenzero.
Trascorso questo tempo aggiungiamo gli spaghetti di riso e la salsa di soia al brodo e facciamo cuocere per altri cinque minuti. Trascorso questo tempo uniamo ai piselli, mescoliamo bene e condiamo con curry, curcuma, peperoncino. 

A presto!!! E fatemi l’in bocca al lupo per mercoledì!!! 🙂


Crostata integrale di miele, noci e albicocche

Questo fine settimana sono uscita tanto e ho visto un sacco di persone. Ho parlato con tanta gente. E’ un po’ come se il sole avesse donato una nuova voglia di fare a tutti. Normalmente esco a un’orario ancora luminoso, rientro di notte con i ricci che attraversano il giardino e la siepe che profuma di fiori. Adoro fermarmi ad annusarla. E’ la retorica della primavera che questa volta ha avuto anche me. (Ma io la retorica la odio.. Fermatemi!)
Non potendovi raccontare tutta la mia vita qui sul blog, continuo a credere molto nel potere delle idee e nella forza delle emozioni e delle sensazioni. Seppur raccontate. 
Sto andando anche io verso il cambiamento, il mese di maggio porta tanta voglia di respirare e di vivere, per quanto mi riguarda, tanta voglia di praticare l’arte della saggezza folle.
E’ questa saggezza che ti intima a “nuotare controcorrente, afferrare allegramente il fiammifero più corto, accettare con gioia l’insicurezza, onorare il paradosso, corteggiare l’inatteso, celebrare l’insolito, sfuggire l’ortodossia, offrirsi volontari per compiti che nessuno osa o vuole svolgere.” 
E perchè dovrei fare qualcuna di queste cose strane?
Per allargare l’anima, accendere il cervello, rallegrare lo spirito.

(Anthony Robbins)
Ed io, dal canto mio, per quel poco che l’ho praticata, dico che funziona. Ed è molto appagante.
Accarezzo questo momento semplicemente, e col sorriso. Non sono naif, so fin troppo bene che presto il momento di grazia passerà, ma dopo un bel week end, coi piedi ben piantati per terra e la voglia di fare, oggi, lunedì 6 maggio, affronto la vita a testa alta.
Vi ricordate questa torta della Benedetta Parodi? A me attirava tanto quando l’ho vista. Ma l’ho riarrangiata con qualche correzione nelle dosi. La mia è anche un po’ più piccola della sua. La cosa che mi interessava di più era la frolla, integrale all’olio. Il risultato è veramente sorprendente. Mi attirava anche il fatto di fare un dolce simil-orientale col miele e devo dire che l’aspettativa non è stata disattesa. Come i dolci orientali è effettivamente molto dolce, a me il miele piace molto. La prossima volta penso che riempirò il guscio di frolla con le pere e il cioccolato. Secondo me non si sbaglia nemmeno così! 


Ingredienti:

100 g di farina integrale
200 g di farina 0
100 g di zucchero
100 g di olio di semi
2 uova
2 cucchiaini di lievito per dolci
scorza di un limone

Per la farcia:

170 g di miele di limone Rigoni di Asiago
120 g di noci
80 g di albicocche secche

 In più:

2 cucchiai di miele (per glassare)

Uniamo le farine, lo zucchero e la scorza di limone grattugiata e il lievito. Mescoliamo. Uniamo anche l’olio e continuiamo a mescolare. Uniamo le uova, una alla volta e iniziamo a impastare a mano. 
Impastiamo per una decina di minuti circa, dobbiamo ottenere una pasta ben omogenea.
Foderiamo una tortiera di 20 cm di diametro e accendiamo il forno a 180° (io ventilato).
Dividiamo la pasta mettendone circa 2/3 da una parte e 1/3 da un’altra. Stendiamo i 2/3 e la adagiamo nella teglia alzando bene i bordi.
Intanto sciogliamo il miele (i 170 g) a fuoco basso e spezzettiamo le albicocche. Uniamo al miele le noci e le albicocche.
Versiamo il nostro composto nel guscio di pasta frolla che abbiamo creato. Stendiamo anche la pasta rimasta e la adagiamo sulla torta sigillando bene.
Cuociamo in forno per circa 45-50 minuti.
Quando la crostata sarà cotta, sciogliamo i due cucchiai di miele e ne spennelliamo la superficie.
Consiglio di tagliarla solo quando è ben fredda per evitare che il miele esca da tutte le parti.

A presto! :*


Involtini di lattuga con macinato e riso

A tutti, atleti e non, capitano nella propria “carriera” i momenti no. Sono momenti di stanchezza, momenti in cui non si rende abbastanza, momenti che, per un concomitanza di fattori si è portati a non dare il massimo ma ad avere delle prestazioni meno brillanti.
Ricordo che quando ero al Liceo questi momenti mi pesavano parecchio. Anzi mi arrabbiavo da morire, mi sentivo inadeguata e non sopportavo i periodi di calo di prestazioni. Ricordo che questo calo era fonte di grande tristezza per me.
Ora quella ragazzina mi fa tanta tenerezza.
Se potessi trasportarmi a quel periodo le direi di non preoccuparsi, le direi che lei è brava a prescindere dal momento storico che sta vivendo, che le sue capacità sono nella sua testa e non esclusivamente nel suo corpo.
Ma le direi anche di stare attenta a quello che mangia e che non mangiare prima di una partita significa non avere energie per finirla quella partita.
Le direi che è bella, pure con quei piccoli cuscinetti che tanto la fanno arrabbiare, le direi che non deve pensarci troppo ma pensare a divertirsi.
Le direi anche di divertirsi a fare la vamp, pure con maglietta e scarpe da volley, che in fondo è anche questo il bello di essere femmina.
Anche oggi, a distanza di anni, mi capita di viverli, quei momenti no. Mi capita di provare quella frustrazione e sarei tentata di arrabbiarmi con me stessa e di chiudermi in me.
Ma penso anche che non sia giusto che la storia si ripeta.
Questo per aprire il mio cuore nel modo in cui mi riesce meglio.
Voglio tenere bene a mente il fatto di poter essere debilitata o stanca, è nel corso delle cose, ma tutti dobbiamo essere portati a sorridere e a guardare al dopo..
Voglio tenermi ben stretta la positività del fare sport, tenere ben stretta anche la serietà con cui sono solita a praticarlo, senza tralasciare l’amore che ho per le cose.
Parlo di sport? Prima di tutto parlo di me e di un pezzo della mia storia.
Una cosa è rimasta in sospeso. Ovvero, come li gestisco oggi i momenti no? A dire la verità non so ancora se ne sono capace di gestirli. So che anche se sono stanca a stare senza far nulla non riesco.
Una cosa però l’ho fatta. Stasera sarebbe libera da impegni sportivi, ho fatto in modo di tenermela completamente libera da impegni di ogni sorta. Me ne starò, per una volta, davanti alla tv o magari a un bel film, in pigiama. A cena una tazza di yogurt e cereali.
Signori, oggi una ricetta di origine non mia. Ma un po’ di pubblicità glie la faccio volentieri alla Mary, se non altro perchè la sua ricetta, seppur nella mia versione rivisitata, merita davvero.

 


Ingredienti (per otto involtini circa)

8 foglie grandi di lattuga iceberg
200 g di riso basmati
1/2 cipolla bianca
1 carota
200 g di macinato di manzo
1 salsiccetta
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di miele
sale e pepe
olio evo
pomodori pelati a pezzettoni (una lattina)
2 cucchiai di zucchero
 
Puliamo le foglie di lattuga e le sbollentiamo in acqua per 5 minuti circa e le mettiamo (con cura che si rompono) su un piano da lavoro. Nella stessa acqua mettiamo a cuocere il riso.
Nel frattempo smembriamo la salsiccia, buttiamo il budello (penso si chiami così, la parte che contiene la carne) e mischiamo la “pasta” della salsiccia al macinato.
Tritiamo carota e cipolla e le mettiamo a soffriggere in una padella con un giro di olio evo. Quando la cipolla sarà diventata trasparente aggiungiamo la nostra carne e la facciamo cuocere. Verso fine cottura aggiungiamo la salsa di soia e il miele mescolando. Saliamo e pepiamo (poco che la salsiccia è già ben saporita).
Scoliamo poi il riso e lo facciamo saltare con la carne.
Mettiamo i pomodori pelati in un’altra padella con tutto il loro succo, aggiungiamo lo zucchero e un pizzico di sale, portiamo a bollore e spegniamo.
Preriscaldiamo il forno a 200°.
Versiamo in una pirofila il sugo di pomodoro. Componiamo gli involtini mettendo in ogni foglia una generosa quantità di riso e carne e avvolgendeli su se stessi. Mettiamo poi gli involtini nella pirofila col succo di pomodoro.
Mettiamo gli involtini nella pirofila e li passiamo in forno per 20 minuti circa.
Serviamo caldi.

 

P.S. Un piccolo chiarimento sul givaway. Vi ho scritto che mi piacerebbe che pubblicaste per me un lievitato.  L’idea è quello di avere tante ricette nuove da testare e va bene qualsiasi ricetta che contenga lievito, tutti i tipi di lievito vanno bene. Chiaramente non siete obbligate e, se proprio non vi va, accetto anche altri tipi di ricette senza problemi!
E’ chiaro che quelle che pubblicherete che più mi piaceranno le proverò e se sarete d’accordo le pubblicherò a mia volta citando le fonti (un po’ di pubblicità in fondo non fa mai male giusto?).
Ovviamente se farete come Vale, ovvero prendere alla lettera le parole ricetta tantocaruccia e dedicarmi una ricetta mia rifatta da voi, non può che farmi tanto piacere! 🙂

 


Zuppetta di bocconcini di pollo speziati e noodles di Simone Rugiati

La ricetta di oggi viene sempre da Simone Rugiati. Da Sale&Pepe questa volta. Eh sì, caro Simone, ho deciso di provarla perchè avevo comprato per curiosità del latte di cocco e avevo dei noodles di riso da finire. Mi perdonerai se il lemongrass questa volta, proprio no.. Per pigrizia più che altro.. Sarei dovuta allungarmi fino al centro città.. Richiesta troppo grossa per una mattinata post-festa universitaria.
In più niente maizena ma farina per me, dovevo finire anche quella. Ah, e niente peperoni verdi ma rossi. Del resto non è nemmeno la loro stagione, non si può mica pretendere troppo..:p (della ricetta originale alla fine c’è praticamente solo il pollo e gli spaghetti… va bè..).
Se si può dire che io abbia un rapporto stretto con una persona in questo periodo, probabilmente si potrebbe dire che ce l’ho con Rugiati. Lo ascolto tutte le sere per almeno un’ora, cucino con la sua immagine davanti e grazie alle sue spiegazioni, fingo di interagire con lui tramite il blog e a tratti leggo i suoi status su twitter. Quando comincerò a parlare con la sua foto stampata, inizierò a pormi delle domande..:)

Ingredienti (per due persone):
2 sovraccoscie di pollo (circa 3,5 hg)
farina, 1 cucchiaio
150 ml di latte di cocco
1 lime
1 pezzetto di zenzero fresco (5 cm circa)
1/2 cucchiaio di curcuma
1/2 cucchiaio di curry
un pizzico di peperoncino piccante
brodo vegetale (io fatto col dado homemade)
1 peperone rosso piccolo
fili di riso (1 nido, circa 80 g)
olio evo, sale
Per prima cosa laviamo le sovraccoscie di pollo, le asciughiamo con la carta da cucina e le tagliamo a tocchetti. Le infariniamo per bene e le mettiamo a cuocere in una padella con un giro d’olio evo. Facciamo in modo di cuocerli per poco tempo, in modo che siano ancora crudi dentro.
A parte pestiamo in un mortaio il lime (sbucciato) e lo zenzero, sbucciato e tagliato a pezzetti. Li spremiamo più possibile e raccogliamo il succo in una ciotola (spremiamo limone e zenzero schiacciandoli ulteriormente con un filtro per infusi). Io ho aggiunto al succo anche un po’ di zenzero grattugiato.
Laviamo i peperoni, priviamoli dei semini interni, li tagliamo sottili e li aggiungiamo al pollo, che avremo sgocciolato, facendo cuocere per 5 minuti, mescolando spesso. 
A questo punto uniamo il latte di cocco, il succo che abbiamo ottenuto e continuiamo a cuocere per altri 15 minuti.
Terminato questo tempo trasferiamo il tutto in una pentola, aggiungiamo un po’ di brodo vegetale, aggiungiamo la curcuma, il curry, il peperoncino, aggiustiamo di sale e facciamo sobbollire per 15 minuti.
Aggiungiamo poi i fili di riso e li facciamo rinvenire in acqua come indicato nella confezione.

A presto! :*


Noodles alle alghe nori

Sto iniziando ottobre all’insegna dei buoni propositi. C’è chi se li segna tutti a gennaio, io ora. Ma a parte i propositi, che non vorrei parlarne che poi rischio di non mantenerli (meglio farlo quando sono in corso d’opera), è un periodo in cui fantastico sul futuro. Faccio prospettive sul dopo laurea. Ho talmente tanti interessi che mi vedo in una casa piena di cose, da un impianto stereo immenso a una chitarra a, magari, un cavalletto per dipingere. Oltre a naturalmente una cucina bella grande, si intende. Forse per me più che una casa sarebbe l’ideale una sorta di atelier, quelli a doppia altezza dove ci si può mettere un po’ di tutto. Questo è uno dei miei pregi ma anche uno dei miei difetti forse, non essere capace di dare un taglio a una passione ma continuare a portarsi dietro tutto. Questo fa di me una persona molto sfaccettata ma anche difficile da “afferrare”. Ma non ci posso fare niente, se devo lasciarmi dietro le spalle qualcosa sono triste. Mi è dispiaciuto lasciare la pallavolo e mi è dispiaciuto lasciare la pittura dopo il liceo, insieme a tante altre cose.
Ora, parlando delle fantasticherie degli ultimi giorni (mi sto dando ai voli pindarici, pronte?) se dovessi rimanere in Italia mi piacerebbe molto fare l’architetto nei teatri. Ti po quello che si occupa dei dispositivi di scena… Meraviglia!
Ma il sogno più grande sarebbe andare fuori, magari oltreoceano (ma sì, se dobbiamo sognare facciamolo in grande!). Se la mia prima esperienza in Francia è stato un salto nel vuoto fatto con paura e diffidenza iniziale, so che ora sarei più preparata, anche se appunto ogni esperienza è a sè. Parlando con altri, con intenzioni simili mi trovo spesso a sentire discorsi tipo “in effetti qua fa tutto schifo” “e cheffai se resti qua?” bla bla bla… Li trovo discorsi spicci e da quattro soldi. Io amo la mia Italia, per quanto ultimamente sotto molti aspetti sia deludente, se si pensa questo penso che invece che lamentarsi bisognerebbe pensare di fare qualcosa.  Dall’essere informati a, per quanto possibile, informare gli altri, a tenere i comportamenti socialmente giusti, a reagire di fronte alle ingiustizie, sono tantissime le piccole cose che fanno la differenza. Ecco, il qualunquismo è una cosa che davvero non riesco a sopportare, troppo facile e troppo superficiale.
Mi sono dilungata? Sì l’ho fatto e chiedo scusa se sono partita per la tangente:)
Il piatto di oggi è un piatto che fa bene (anche buono). Qualche settimana fa, nel mio peregrinare per le strade di Cesena, sono finita dentro al Naturasì e, oltre al succo d’uva che ho usato praticamente subito, ho portato a casa un sacchetto di alghe nori essiccate. Cosa farne? Bè inizialmente non ne avevo idea, poi ho trovato una ricetta molto semplice ma interessante che ho modificato secondo le esigenze di stagione e le mie. Ed eccola qua!


Ingredienti (per ogni persona)

Un nido di fili di riso
una mezza zucchina
un mezzo porro
una manciata di alghe nori
semi di sesamo
salsa di soia, sale

Lavate e affettate la zucchina a julienne. Fate lo stesso col porro e metteteli a saltare in una padella con poco olio e un pochino di sale.
A parte mettete le alghe nori in acqua fredda per qualche minuto per farle riprendere. Le verdure in padella io le tengo sempre sui 15-20 minuti non di più (mi piacciono non troppo cotte). Intanto cuocete i noodles secondo le indicazioni della confezione. Mettete in una padellina i semi di sesamo e fateli tostare. 
Verso la fine cottura delle verdure aggiungete le alghe, poi i fili di riso e fate saltare il tutto insieme. 
Condite poi con la salsa di soia (piano che è salata) e preparate i piatti completandoli con una spolverata di semi di sesamo (io sto sull’abbondante perchè l’aroma e la croccantezza del sesamo mi piace molto!).

Questa è un’ottima soluzione per un piatto vegano e anche un po’ orientaleggiante. Inoltre ho letto che le alghe fanno davvero molto bene e mi piacerebbe che sul web ci fosse una disponibilità maggiore di ricette con questo ingrediente!
In più pensavo che le mie ultime ricette sono tutte ricette veloci. Ho la necessità fisica di tornare a fare dolci, non so se al prossimo post, ma presto ho intenzione di pubblicare qualcosa (qualcosa che in realtà deve essere ancora cucinato -.-)

Vi bacio tutte, buon mercoledì e a presto:**


Fili di riso con verdure e zenzero e “Qualcosa è cambiato”

Ripenso all’estate e sorrido. Sì perchè è arrivato il tempo del bilancio. Sarò breve e, spero, intensa. 
Se potessi dare un nome a questi mesi forse sarebbe “Qualcosa è cambiato” (come il film con Jack Nicholson <3). Anche se in superficie potrebbe non notarsi. L’estate si è svolta in modo abbastanza normale, ma qualcosa è cambiato. I mesi dell’inverno mi avevano resa più grande. Se ho imparato qualcosa, parlando a livelli metafisici, è a dare il giusto valore alle cose e alle persone e forse anche a dare meno giudizi con facilità. Ho imparato che ci sono tante cose bellissime di cui possiamo non esserci mai accorti, ho imparato che il bagaglio di esperienze, per quanto possano essere state negative, avrà sempre un valore. Mi ha fatto riflettere e sorridere molto un’amica con cui parlavo qualche giorno fa. Mi diceva che da dopo l’erasmus (quindi parliamo dell’anno 2010-2011) sono una persona diversa. L’amica in questione era complimentosa e mi diceva di aver notato più comunicazione e più positività in quello che faccio. Sono felice. E’ la riprova che lavorare su sè stessi è difficile, ma dà soddisfazioni enormi.
Non vorrei che questo post passasse come una lode a me stessa, quello che scrivo sono tutte cose ponderate e per le quali ho impiegato tanto, troppo tempo per maturarle. Mi fa ridere anche questo, pensare di essere un po’ “tardiva” alla maturazione, un po’ come l’uva o come le nespole (tra l’altro frutti che adoro).
Un ricordo felice dell’estate? Bè vi rimando qui. Anche se questo post parte male finisce meravigliosamente grazie a un’amicizia. E moltissime di voi mi hanno lasciato dei commenti bellissimi, che mi hanno dato una gran carica. Pensateci anche voi, sarei curiosa di saperlo il vostro ricordo felice legato all’estate.

La ricetta che vi racconto oggi è il frutto di un raptus. Una voglia di Oriente/cibo vegano improvvisa  che mi ha colto ieri mentre facevo la spesa. Da questa ricetta (un po’ inventata un po’ scopiazzata) ho imparato che lo zenzero fresco con le verdure è meraviglioso. E ha un effetto quasi balsamico per la gola (lo so, mi esalto con poco, ma i sapori particolari mi stupiscono sempre).

Ingredienti (per una persona)

1 nido di spaghettini di riso (o noodles)
1 carota piccola
1/2 zucchina
un pezzetto da 3 cm circa di zenzero fresco
2 cucchiai di germogli di soia (io in vaso)
2 funghi champignon 
un pezzetto di porro (circa mezzo gambo)
salsa di soia, olio evo (ancora meglio quello di semi di sesamo, io non l’avevo)

Cuocete i noodles mettendoli per 5-10 minuti in acqua calda (seguite le istruzioni sulla confezione, devono comunque diventare tenerelli). Tagliate la carota, la zucchina, lo zenzero il porro e i funghi a julienne. Se lo zenzero a pezzetti proprio non vi piace potete anche grattugiarne un po’ e utilizzare anche il succo che spremerete dalla radice.
Preparate in padella (se avete il wok è meglio) un fondo di olio e salsa di soia per saltare le verdure, quindi accendete il fuoco e adagiate tutte le verdure. Fate cuocere per 15 minuti circa, aggiungete verso fine cottura i germogli di soia. A cottura ultimata fate saltare i noodles per pochi minuti insieme alle verdure, ultimate aggiungendo un pochino di olio e salsa di soia (occhio a non esagerare con la salsa che è saporita!)
Consumate caldi.

A presto fanciulle

Baci:**