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Fonduta monoporzione con bacon croccante

Nel mondo delle foodblogger ci sono alcuni piatti che non si vedono, quasi per nulla. O per nulla. Spopolano biscotti, torte, cibi sani, piatti gourmet, piatti bio, piatti stagionali, ma sarà invece molto difficile trovare porchetta, braciole, grigliate. Il motivo è forse il fatto che è un mondo più femminile, e la donna è per antonomasia amante delle cose leggere, carine e dei dolci.

Io adoro pubblicare dolci, perché effettivamente sono belli, oltre che buoni. Mi piace seguire le stagioni (senza esserne ossessionata e con le dovute eccezioni), mi piace mangiare piatti gourmet, quando sono in vena di fare un’esperienza nuova.

Poi c’è tutta quella categoria di cibi che ci scaldano il cuore, che ci ricordano serate davanti al camino, che non sono tanto belli e forse nemmeno leggeri (anzi, a volte decisamente “luridi”…), ma sono buoni e fanno bene allo spirito.

Le fondutine monoporzione per me sono uno di questi cibi. Richiesti a gran voce dal principe, sono diventate la nostra cena di quando vogliamo farci una coccola.

La materia prima è estremamente economica, patate che diventano scrigni, pancetta affumicata che diventa croccantissima, e il provolone che diventa filante e avvolgente.

Personalmente mi ricorda le serate fredde in Francia quando ci riunivamo attorno a una griglia per raclette, la pace dei sensi.

(altro…)


Tarte tatin alle pere e 5 anni di blog!

Sono passati 5 anni da quando ho aperto il blog. Sono passati 5 anni di cose meravigliose. Di amici, di post, di fotografie, di pagine e pagine scritte, ma soprattutto 5 anni di vita vissuta. 5 anni da quando la mia vita è partita a mille. Prima ero, ma dopo ero di più. Prima avevo tanto ma poi avevo di più.

Tante volte mi chiedo come sarei stata senza questa pagina. Sarei stata io ma meno. Avrei sicuramente avuto meno occasioni di essere felice, a volte sarei stata meno stanca forse, ma anche molto più annoiata. O forse, anzi sicuramente, avrei trovato qualcos’altro per incanalare la mia creatività. Ma sono contenta che si sia incanalata proprio in questo modo. Mi piace stare sul web, è un altro modo di stare in piazza . Mi piacciono le persone e il loro calore. Soprattutto mi piace mettermi in gioco, misurarmi in cose che non ho mai fatto, come la tv. Che poi è solo così che scopri parti di te che non conoscevi.

Da quel 2011 ho finito gli studi. Ho raggiunto consapevolezze che mai avrei creduto possibili. Ho amato e ho odiato. Ho trovato degli amici, ne ho perso per strada qualcuno con la certezza che prima o poi li ritroverò, che se anche fosse solo per un caffè ne sarei felice.

Quello che so di oggi, di questo di 2016, è che ieri ero nella mia casa tranquilla e pacifica con nessun pensiero in testa. Poi è suonata la porta ed era un meraviglioso principe, il mio, con un meraviglioso fiore.

Voler bene a qualcuno. Questo per me è essere felice.

tarte tatin di pere 1

Tarte tatin alle pere
 
Prep time
Cook time
Total time
 
per una teglia di 26 cm di diametro
Author:
Recipe type: Dessert
Cuisine: francese
Ingredients
  • 4 pere
  • 100 g di zucchero
  • un limone grande
  • un disco di pasta sfoglia
  • burro (o carta forno)
Instructions
  1. Sbucciamo le pere, le tagliamo a metà ed eliminiamo i torsoli. Le bagnamo col succo del limone e facciamo riposare qualche minuto.
  2. Imburriamo la teglia e mettiamo lo zucchero. Adagiamo anche le pere con la parte bombata rivolta verso il basso e accendiamo il fuoco a fiamma bassa.
  3. Dopo 5 minuti alziamo la fiamma e facciamo cuocere per altri 15 minuti in modo che si caramellizzi.
  4. Accendiamo il forno a 200°.
  5. Facciamo raffreddare le pere e adagiamo il disco di pasta sfoglia rimboccandolo sulle pere in modo che la pasta le "includa". Foriamo la pasta con una forchetta.
  6. Cuociamo in forno a 200° per 25 minuti. La pasta deve risultare dorata.
  7. Sforniamo, aspettiamo 5 minuti (non di più) e la ribaltiamo su un piatto da portata.
  8. Serviamo tiepida.

 tarte tatin di pere 2

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 A presto amici! E buona settimana  😀


Zuppa con polpette di pollo

La settimana scorsa è stata una settimana da ricordare. Sia in senso positivo che in senso spiacevole.

In una sola settimana si sono concentrati due importanti eventi food a cui ho preso parte. Il primo è stata una “blending experience” sugli oli, tenuta da Zucchi mercoledì, da Eataly, e di cui parlerò presto, una serata interessante e che mi ha donato spunti, ma soprattutto tante nozioni sugli oli d’oliva. La cosa più bella di queste serate, secondo me, sono gli incontri che si fanno con altre blogger, vicine e lontane. Io sono di indole una persona che ama condividere tutto quello che fa, sono trasparente e racconto con piacere, a volte forse un po’ ingenuamente, ma mi piace lo scambio e chi lo fa come me. Dallo scambio si impara e si insegna 😀

Il secondo evento è stata la serata di cui ho già parlato qui sul blog, quella all’Enoteca Italiana di Bologna, venerdì, sugli abbinamenti tra vini regionali e Formaggi Svizzeri. Un’altra serata riuscita molto bene e della quale vado molto fiera, avendo io contribuito alla sua riuscita 🙂 Ringrazio ancora gli amici che vi hanno preso parte e che mi hanno dimostrato, anche qui, il loro grande affetto.

Venerdì in particolare è stata una giornata molto movimentata. Mentre mi muovevo in macchina per l’Emilia Romagna, facevo mente locale di tutto quello che dovevo fare, tutte cose piacevoli tra cui un saluto a Simona in mattinata, e un miniraduno tra le blogger di iFood, il pomeriggio in piazza Maggiore per una passeggiata e un tè.

La sera poi, ovviamente, c’è stata la degustazione di formaggi e vini, dalla quale sono uscita un po’ brilla ma molto soddisfatta. Tutte queste belle cose sono successe dopo la settimana lavorativa. Sono arrivata al sabato che desideravo solo dormire e ancora dormire 🙂

Mentre tornavo da Bologna però, mentre guidavo verso Ravenna, venerdì sera, è passata per radio la notizia degli attentati di Parigi. Quando ho acceso si parlava di 60 morti che però salivano di continuo.  È stato un momento triste, in cui il cuore si è fermato. Il mio cuore, un pezzetto, è ancora lì, nella città dell’amore, in quei teatri e in quei bistrot.

È un periodo cupo questo, gli attentati sono in diverse parti del mondo e sarebbe altrettanto triste manifestare cordoglio esclusivamente per le vittime di Parigi. Tuttavia io con questa città ho avuto un trascorso, un’esperienza forte e in qualche modo me la sento dentro. Il blog deve il suo nome a lei.

Durante il week end, oltre al riposo, mi è venuta voglia di riprendere in mano il mio libro di cucina parigina. Quindi, anche se può sembrare naif, o banale, questa settimana più che mai, il blog si tinge di… Francia 🙂 con una zuppa che scalda il cuore.

Polpette di pollo in brodo 1

Durante l’università, stavo ancora all’estero, frequentai un corso di scenografia. Era un corso per pochi, una decina di persone.

L’École non stava a Parigi, ma una sera ci andammo a vedere uno spettacolo ambientato nel teatro su cui stavamo lavorando.

La ricordo come una serata magica, in un ambiente magico e “artistico”.

Dopo lo spettacolo il professore ci portò tutti nel suo loft e, in pieno stile Ville Lumière, ci offrì la zuppa del dopo-teatro. La zuppa che vi propongo oggi un po’ somiglia a quella che mangiai quella sera. La ricetta l’ho presa dal libro di cucina di Rachel Khoo che tengo su uno scaffale e che rispolvero quando ho voglia di cucina francese. Ho sostituito la panna col latte, il risultato c’è stato tutto ugualmente e io ve la darò così!

Zuppa con polpette di pollo
 
Per due persone
Author:
Recipe type: Zuppa/secondo
Cuisine: francese
Ingredients
  • 700 ml di brodo di pollo
  • 2 carote medie a pezzi
  • 5 funghi Champignon a fette sottili
  • sale e pepe q.b.
  • ½ mazzetto di prezzemolo tritato
  • 100 g di petto di pollo crudo
  • 60 g di pane bianco senza crosta
  • 1 uovo
  • 50 ml di latte
  • un pizzico di pepe
  • un pizzico di noce moscata
Instructions
  1. Portiamo il brodo a bollore e lo facciamo sobbollire per una decina di minuti con le carote.
  2. Intanto passiamo il petto di pollo, il pane, l'uovo in un mixer, in modo che il composto sia finemente tritato.
  3. Aggiungiamo poi anche il latte, il pepe, la noce moscata e mescoliamo. Il composto sarà molto morbido.
  4. Con due cucchiai formiamo delle quenelles di impasto che tuffiamo nel brodo bollente e facciamo cuocere per 5 minuti circa.
  5. All'ultimo momento aggiungiamo anche i funghi.
  6. Serviamo con una buona spolverata di prezzemolo.

Polpette di pollo in brodo 2

Con un grazie a chi si è fermato a leggermi, vi auguro una buona giornata e a presto 🙂


Mendiants

Passato Natale, passate le cene, rimaniamo noi e un nuovo anno che arriva.
Io mi riassesto tra prese di coscienza, scontri con la realtà (capocciate contro il muro direi..) e attacchi di consapevolezza (i miei preferiti).
Mi piace pensare che ogni anno che passa siamo un po’ di più. Un po’ più grandi, un po’ più belli, un po’ più saggi. E con obiettivi che crescono con noi.
Voglio un lavoro, voglio vicino a me persone vere, sono consapevole di quello che posso fare. Molto più di un anno fa ed è bellissimo.

I Mendiants, il nome significa mendicanti, sono cioccolatini francesi semplicissimi da farsi e golosissimi. Riempiteli di frutta secca.. non si resiste 🙂 Ah e mangiateli a Capodanno che portano bene!

Ingredienti (per circa 20 cioccolatini)

300 g di cioccolato fondente
2-3 cucchiai di latte (facoltativo)
una noce di burro (facoltativo)
frutta a guscio (mandorle, noci, pinoli)
frutta essiccata assortita (uva, mele, albicocche, mirtilli rossi)

Sciogliamo il cioccolato a bagnomaria con latte e burro. Prepariamo un foglio di carta forno e, aiutandoci con un cucchiaino modelliamo i dischi di cioccolato.
Su ogni disco incastoniamo un po’ di frutta secca a piacere (premendo un po’).
Facciamo rapprendere il cioccolato in un luogo fresco, ma non in frigorifero.

Con questa canzone che mi martella in testa da quando ho iniziato a scrivere vi saluto!
Si può fare si può fare, si può prendere o lasciare, 
si può fare si può fare, puoi chiedere e trovare, 
insegnare, raccontare, puoi fingere, mentire, 
poi distruggere incendiare e ancora riprovare.

Se non comparirò più da qui al 31, che è probabile, vi faccio i miei migliori auguri per un sereno 2015.
Vi auguro di viverlo al massimo, brucianti e appassionati alla vita, che è dolce-amara come i miei Mendiants. 
Si può fare:D
A presto!

Tartelettes aux framboises et amandes

Spesso durante le mattine di settembre, quando sorge il sole, c’è questa luce calda e avvolgente che fa brillare tutto, le foglie colorate luccicano e hanno sfumature ancora più belle. Quando non è troppo freddo è rilassante, quasi rassicurante stare in terrazzo ad ammirare questo spettacolo, meglio ancora con un dolcino fatto con la frutta di stagione. 
Rassicurante perchè il ritmo delle stagioni e della natura è una delle poche certezze, una delle poche cose che non cambia mai nel corso degli anni.
E così, mentre guardo l’agenda e organizzo la giornata, mentre rifletto e metto a posto tutti i pensieri storti nella mia mente, mi piace che il sole mi entri dentro e mi dia la carica giusta.
Sapete il libro di Rachel Khoo? quello di cucina francese che ha tutte quelle ricettine sfiziose, fresche, che a me piacciono tanto… Ecco, qualche giorno fa ho provato a fare queste tartelette, perfette per un fine pasto, ma anche, nel mio caso, per una prima colazione. Soprattutto, sono facili e si possono preparare anche con largo anticipo.
Rachel è davvero la mia risorsa, per me che amo la cucina francese…

Ingredienti per sei tartelette
per la frolla:

90 g di burro ammorbidito
un cucchiaio di zucchero
un pizzico di sale
180 g di farina
2 tuorli
2 cucchiai di acqua ghiacciata

Per la crema alle mandorle:
200 g di mandorle in polvere (farina di mandorle)
200 g di zucchero
200 g di burro ammorbidito
2 uova
300 g di lamponi (ci possono stare tanti tipi di frutta, meglio quella un po’ asprina)

Prepariamo la pasta. Mescoliamo il burro con lo zucchero e il sale finchè diventano cremosi. Aggiungiamo la farina e i due tuorli, uno alla volta, continuando a mescolare e due cucchiai di acqua ghiacciata. Impastiamo con le mani, fino a ottenere una bella palla omogenea. Se si sbriciola (non dovrebbe succedere) aggiungiamo un pochino d’acqua, quanto necessario a renderla compatta.
Avvolgiamo la palla nella pellicola e la facciamo riposare in frigorifero per almeno un’ora (se sono diverse ore è meglio).
Togliamo la pasta dal frigo mezz’ora prima di usarla.
Sbattiamo le mandorle con lo zucchero e il burro finché sono omogenei, poi aggiungiamo anche le uova.
Accendiamo il forno a 180° (ventilato, se possibile).
Stendiamo la pasta tra due fogli di carta da forno fino a che non raggiunge i 3-5 mm di spessore.
Prendiamo una ciotola da usare come stampino e ricaviamo dei cerchi per foderare le teglie. Foderiamo le teglie di 10 cm di diametro con la pasta facendola sporgere di un paio di cm e la punzecchiamo con una forchetta. Spalmiamo un generoso strato di crema alle mandorle e mettiamo sopra i lamponi, molto vicini tra loro, in modo che coprano tutta la crema. Tagliamo la pasta che sporge.
Inforniamo per 15-20 minuti (io anche 25-30) o almeno finchè i bordi delle crostatine non risultano ben dorati. (Meglio infornare con una teglia sotto le crostatine perchè la crema di mandorle si gonfia e rischia di colare).
Sono ottime tiepide, ma buone anche fredde.

Con questa ricetta partecipo al contest di Betulla “Una Ricetta dal mio Libro di Cucina Preferito“.

A presto!


Galette bretonne à l’italienne

La galette può essere paragonata alla crêpe come sapore, con la differenza che la galette è, solitamente, salata. Come dice il titolo del post è della Bretagna, una regione che amo molto per le sue ampie zone selvaggie e incontaminate, qui la cucina è sostanziosa e saporita, con piatti principalmente di pesce e formaggi, in linea con le attività principali dei Bretoni (pesca e pastorizia).
La galette si riempie di formaggio, prosciutto, uova. Ma anche verdura, carne, pesce. È questa la cosa più bella, la versatilità.
Con questa ricetta ho deciso di partecipare all’iniziativa “Cross cooking” sul Parmigiano Reggiano che mi ha subito divertita molto. Reinterpretare i vari piatti del mondo con questo ingrediente richiede creatività, io ho voluto scegliere un piatto della cucina francese e sperimentare la combinazione dei sapori.
Ho scelto, oltre al parmigiano un altro ingrediente italiano, la ricotta, perchè mi pareva desse la giusta cremosità senza appesantire, poi prosciutto cotto e verdurine. Sì, è piaciuta…

Ingredienti (Per cinque/sei galette):

200 g di farina di grano saraceno (io mista con farina integrale)
un pizzico di sale
600 ml di acqua
burro per la piastra 
Per la farcia:
200 g di ricotta vaccina
2 cucchiai di pesto ligure (basilico, pinoli, pecorino, olio evo)
50 g di Parmigiano Reggiano
100 g di prosciutto cotto
150 g di pisellini (io surgelati)
2 cipollotti
3 carote medie
olio evo, sale, zucchero
Per la finitura:
3 cucchiai di passata di pomodoro
sale, olio evo
Mescoliamo in una ciotola la farina col sale e aggiungiamo gradualmente l’acqua. Mescoliamo creando una pastella che abbia la consistenza di una panna densa.
L’acqua che utilizziamo deve essere ben incorporata alla farina e, se raggiungiamo la consistenza giusta, possiamo usarne anche meno di 600 ml. 
Non mescoliamo troppo per evitare di fare diventare le galette gommose.
Facciamo riposare la pastella in frigorifero per almeno un’ora.
Scaldiamo una padella antiaderente (o la piastra per le crêpe) e la ungiamo bene di burro. Versiamo quattro/cinque cucchiai di composto e lo spalmiamo dando la forma tonda. 
Questa operazione è più delicata di quella con le crêpe normali, che, avendo le uova nella pastella, creano da subito una consistenza morbida ed elastica.
La galette nella padellina non va girata ma mossa leggermente e fatta scivolare su della carta assorbente quando è pronta.
Ripetiamo questa operazione, ungendo ogni volta la padella di burro, fino a quando il composto non sarà terminato.
Mettiamo da parte le galette e prepariamo le verdure.
Ungiamo un pentolino di olio evo dove cuociamo i pisellini. Li saliamo leggermente e aggiungiamo anche un pizzico di zucchero (la cottura dovrà essere quasi completa, a me sono serviti 12 minuti circa a fuoco medio, pentolina coperta).
Sbucciamo le carote e togliamo le parti dure dei cipollotti. Tagliamo entrambi a listarelle.
Portiamo una pentola di acqua salata a ebollizione dove scottiamo carote e cipollotti per un paio di minuti al massimo (dovranno rimanere croccanti).
Mettiamo da parte le verdure.
Prepariamo la parte cremosa mischiando bene la ricotta con 30 g di Parmigiano Reggiano e due cucchiai di pesto ligure.
Foderiamo una teglia coi bordi alti di carta forno e accendiamo il forno a 180°.
In una ciotola mescoliamo la passata di pomodoro con un cucchiaio di olio evo e un pizzico di sale.
 Assembliamo le nostre galette.
Spalmiamo ognuna con un bel cucchiaio di crema di ricotta, stendiamo poi una fetta di prosciutto cotto, proseguiamo adagiando un po’ di carote e cipolle e terminiamo con due cucchiai di pisellini.
Arrotoliamo e disponiamo nella teglia.
Ripetiamo l’operazione per tutte le galette.
Terminiamo spolverando sui rotolini il Parmigiano rimasto e versando la passata che abbiamo condito.
Passiamo in forno per 12 minuti.
Serviamo calde.

Per oggi concludo e vi do appuntamento alla prossima settimana!


Uova in camicia con salsa al vino rosso à la parisienne

Mi sono cotta. Il week end mi ha portato l’ansia di dover fare il pieno di sole. E forse ho esagerato. Ma passa:)
Oggi pensavo.. Quante volte dovrei tornare a Parigi per essere felice? Probabilmente direi una volta all’anno… per almeno 15 giorni.. Ma non posso permettermelo ora, quindi mi consolo con la cucina parigina. In questo mi aiuta Rachel Khoo e il suo libro. Si possono dire tante cose su questo libro ma la sua cucina è proprio quella francese buona. Si sa che noi italiani abbiamo da sempre una sorta di rivalità con la Francia e non sempre piace la proposta di un piatto francese. Per me è ignoranza pura. Ecco, l’ho detto…  
Ragioni politiche? Economiche? Calcistiche? Molto probabilmente l’ultima, specie se pensiamo agli interessi più alti dell’italiano medio.. (oggi sono una serpe… 😉 )
Uovo in camicia? Oui bien sur, ma con la salsa al vino che fa di questo piatto semplice, un piatto gourmet.. Provare per credere^^
E anche se la presentazione è un po’ americana, il gusto è francese…
Ingredienti (per due persone):
due uova fresche
un cucchiaio di aceto
due fette di pane
Per la salsa:
 100 ml di vino rosso
mezzo cucchiaio di concentrato di pomodoro
200 ml di brodo tiepido di manzo
20 g di pancetta affumicata a dadini
mezza cipolla tritata
un piccolo gambo di sedano
una piccola carota tritata
20 g di burro
20 g di farina
timo, alloro, prezzemolo grani di pepe
Per prima cosa prepariamo la salsa. Può essere preparata anche il giorno prima.
Mettiamo sul fuoco le verdure tritate con la pancetta fino a quando hanno un colore dorato. Li togliamo dalla pentola e mettiamo nella pentola il burro facendolo sciogliere. Aggiungiamo poi la farina mescolando. Lentamente aggiungiamo anche il brodo continuando a mescolare, aggiungiamo poi il concentrato di pomodoro e il vino mischiando fino a che il concentrato non si sarà sciolto completamente.
Rimettiamo poi in pentola le verdure e la pancetta insieme agli odori (timo, alloro, prezzemolo pepe) e cuociamo a fuoco basso per 15 minuti.
Filtriamo la salsa, la assaggiamo e la aggiustiamo di sale.
Tostiamo il pane sulla griglia.
Prepariamo le uova. Riempiamo un pentolino d’acqua a metà e aggiungiamo anche l’aceto. Accendiamo il fuoco e, quando bolle creiamo un vortice con la forchetta. Rompiamo il primo uovo e lo adagiamo velocemente nel vortice. Aspettiamo 3-4 minuti, lo togliamo con una schiumarola e lo appoggiamo su una fetta di pane tostato. Facciamo lo stesso con l’altro uovo.

Ravenna? Oui bien sur^^ .. non vi racconto niente, lo sapete che ultimamente sono di poche parole.. Ma un’immagine della nuova piazzetta “dell’Unità d’Italia” ve la voglio far vedere.. Adoro le piazze, sono democratiche, amiche, rilassanti e a Ravenna questa è nata da poco e ospita diversi eventi, io adoro il suo aspetto “decadente”.
 
A presto!