Tag Archives: Cucina americana

Cheesecake ciocorì con ovine confettate

Buongiorno!

Arrivo un po’ all’ultimo minuto per i miei unconventional dolci di Pasqua. Non convenzionali perché non appartengono a nessuna tradizione, ma sono dolcetti “pop” adattati per la Pasqua. Quindi la cheesecake con la base croccante (adoro il ciocorì!) e l’amarena nella crema potete adattarla a qualsiasi occasione. La torta è senza cottura in forno, quindi molto semplice e senza uova, questa volta ho usato l’agar agar come gelatinante. Metto il corrispettivo anche in colla di pesce. Io ho fatto una torta dove il formaggio è uno strato sottile, a me piace così. Se volete uno strato più alto non dovrete fare altro che raddoppiare le dosi per la crema al formaggio.

L’agar agar mi piace, ne basta pochissimo per addensare, e deriva da un’alga, quindi è salutare. In più ora si trova anche al supermercato per pochi euro.

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Fluffosa al cacao e canditi e tanti auguri ma petite cuisine!

Buongiorno!

Oggi non è un giorno qualunque, oggi è un giorno specialissimo. Speciale e un po’ francese, io celebro la novità e la primavera, la voglia di cose belle, la voglia di parlarvi di me e del mio mondo.

Oggi celebro il sesto compleanno del blog. Ormai la cuisine è un blog vecchietto che ne ha davvero passate e superate tante. Per me rappresenta la mia costanza e la mia capacità di non fermarmi. Come potrei non amare la cosa che, più di tutte, mi ricorda la mia forza?

Questo blog è uno dei regali che mi sono fatta da sola, anche se è il frutto di una serie di fattori che si sono combinati perfettamente, un erasmus all’estero, in Francia, e un nuovo interesse verso la cucina, un’amica che mi parlava di questo mondo, di cui già ne faceva parte che mi incuriosiva tantissimo.

E il blog cresce, poco per volta, a piccoli passi, ma ogni anno è un po’ di più e un po’ meglio. E se in qualche momento ha qualche battuta di arresto poi riparte. Per quanto ancora non lo so, ma sicuramente finché non mi stanco e finché non smetterà di darmi emozioni.

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Donuts al forno

Buongiorno e buon lunedì!

Oggi arriva su questa pagina la mia versione dei donuts!!! Con ispirazioni prese un po’ qui, un po’ là, la ricetta base è quella di Chiarapassion, qui

Mi piacevano tantissimo e sul blog dovevano esserci. Oggi è lunedì, ed è il giorno perfetto per impastare.. E per averli perfetti per domani, martedì grasso  😛

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New York cheesecake alle ciliegie

A casa abbiamo tante ciliegie. Ci sono anni in cui ce ne sono i giro pochissime, anni in cui invece ce ne sono a pioggia. Questo è un anno buono, sia in campagna che al mercato, dove costano un po’ meno, e io ne approfitto.

Questa cheesecake è quella classica newyorkese che più classica non si può! L’ho presa direttamente qui, sul sito dell’Araba Felice che sui dolci non sbaglia un colpo. E ci ho messo le ciliegie.

Se non siete amanti delle ciliegie potete ornarla con le fragole, i frutti di bosco, un po’ tutti i frutti sono adatti. E, se preferite, questi frutti possono essere cotti a lungo e frullati per creare una salsa con cui guarnire la torta.

Cheesecake 3

5.0 from 1 reviews
New York cheesecake alle ciliegie
 
Per una torta del diametro di 26 cm
Ingredients
  • 200 g biscotti digestive
  • 100 g di burro
  • 750 g di formaggio spalmabile
  • 4 uova
  • 180 g di zucchero
  • una bacca di vaniglia
  • succo di un limone
  • la buccia di mezzo limone
  • 200 g di yogurt bianco naturale
  • due cucchiai di zucchero
  • 250 g di ciliegie denocciolate
  • zucchero a velo
Instructions
  1. Sciogliamo il burro a bagnomaria e tritiamo i biscotti digestive.
  2. Uniamo burro e biscotti e mescoliamo bene in modo che tutte le briciole siano inumidite di burro.
  3. Prepariamo una teglia con cerniera di 26 cm di diametro e incastriamo sul fondo un foglio di carta forno.
  4. Spargiamo i biscotti col burro sul fondo premendo bene con le dita e creando uno strato omogeneo.
  5. Mettiamo in frigorifero per 30 minuti in modo che si solidifichi.
  6. Mescoliamo con le fruste elettriche il formaggio con le uova, lo zucchero il succo e la buccia di limone. Poi incidiamo la bacca di vaniglia, grattiamo l'interno e lo versiamo nel composto.
  7. Versiamo questo composto sulla base preparata. Mettiamo la teglia della torta su un'altra (potrebbe uscire un po' di burro durante la cottura).
  8. Inforniamo a 160° per circa 40 minuti.
  9. Non spegnamo il forno.
  10. Mescoliamo lo yogurt con lo zucchero e lo versiamo sopra alla torta.
  11. Cuociamo per altri 15 minuti.
  12. Quando tiriamo fuori la torta la superficie sarà incorporata ma ancora umida, questo è normale.
  13. Facciamo raffreddare la torta in frigorifero per una notte.
  14. Il giorno dopo mettiamo le ciliegie in padella con lo zucchero a velo e le facciamo cuocere finchè non saranno ben ammorbidite (qualche minuto).
  15. A questo punto con tutte, o una parte, dei frutti cotti possiamo decidere di fare una salsa frullandoli, io ho preferito lasciarli interi. A vostro piacere.

Cheesecake 1

Per questa settimana le pubblicazioni si fermano qui perché i prossimi giorni sarò a Napoli da una cara amica, vi racconterò bene del mio giretto.

E se vi fa piacere possiamo tenerci in contatto tramite instagram (qui a fianco il bottone per il link al mio profilo), dove le foto sono, più o meno sempre, in tempo reale 🙂

Tornerò lunedì 29, dopo dolci e piatti non proprio light, con un piatto di carne molto sano e salutare. Stay tuned, e buona settimana di pensieri positivi 😀

Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara, questo mese ospitato da Sabrina “DI CUCINA IN CUCINA DI GIUGNO- LUGLIO 2015 “LE CILIEGIE”

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Cheesecake alla nutella e i miei (primi) quattro anni sul web!

Questa settimana il blog fa gli straordinari, è un periodo molto molto ricco. 
Prima c’è stato iFood e tutte le emozioni che ne sono conseguite, poi i miei ravioli nell’impresa (epica) della pasta fatta in casa, poi c’è oggi. 28 marzo.
Una data che è impressa nella mia testa, stampata chiara e leggibile.
È questo infatti il giorno in cui, nel lontano 2011 questo blog ha fatto il suo ingresso nella blogosfera. Oggi, dopo 4 anni, ha cambiato nome una volta, sono cambiate tante piccole cose nelle foto e nel suo stile. 
Quando ho scritto il primo post mi trovavo in Francia. Ma questo i più lo sanno già… 
È stato un periodo così bello e in cui sono fiorite tante cose bellissime… Di queste il blog è ancora con me e lo tengo vicino vicino al mio cuore. Ancora lo penso come una delle scelte più intelligenti della mia vita.
Una cosa solo per me, che mi ha messo continuamente alla prova. 
Mi ha insegnato a essere costante, attenta, curiosa. Mi ha fatto conoscere altri blog e altri mondi. Mi ha regalato amicizie ed esperienze al di là del web. 
Ma mi ha anche insegnato a essere buona verso di me e a sapermi prendere le mie pause. A capire quando non ce la faccio e quando posso dare di più. Mi ha insegnato il bello della condivisione.
Troppo per un blog? Io non credo…
C’è stato un periodo in cui il blog era quasi una terapia. Era bellissimo affidarsi alla pagina e mettere nero su bianco ogni mia emozione. E utile. 
Poi è successo che in qualche modo sono diventata più gelosa della mia vita privata e della mia intimità e c’è stato un piccolo cambio di stile.
Io sono cambiata molto da allora, nuove consapevolezze forse, crescita interiore. 
Sono ancora un libro aperto, ma preferisco le cose più mie poterle dire guardando negli occhi le persone. 
Poi sono cambiate le foto e le ambientazioni dei piatti, che cambiano in base a dove vivo al momento. Ultimamente ho optato per un total white che è il colore della mia cucina a Bologna.
Le foto sono migliorate un sacco rispetto agli esordi, com’è pure normale che sia.
Per le ricette invece continuo a essere una curiosa cronica del mondo del food, ad avere uno stomaco (o un cervello forse) che mi richiedono i più svariati piatti. Non credo che potrei avere un blog di categoria, non potrei mai cucinare solo dolci, solo salati e tantomeno vegan o vegetariano perché la cosa che più amo è la varietà. 
Cucino volentieri per me stessa, più che altro però amo cucinare per gli amici, quelli a cui voglio bene. Sempre di cucina per amore si tratta!
Cercavo l’occasione buona per provare la cheesecake alla nutella ed ecco che è arrivata! Così ieri mi ci sono messa et voilà! Vi do una versione di cheesecake cotta (quindi con le uova) e basica. A me è piaciuta molto, volendo si può guarnire con del cioccolato fuso, con dell’altra nutella schietta (se proprio siete appassionati), come si vede sulla mia fetta, oppure, perché no, con dei lamponi o una composta di questo frutto.

Ingredienti:

250 g di biscotti secchi
150 g di burro
250 g di mascarpone
250 g di formaggio spalmabile
4 cucchiai di nutella
5 cucchiai di zucchero semolato
3 uova

Sbricioliamo i biscotti secchi e sciogliamo il burro a bagnomaria. Mischiamo burro e biscotti mescolando bene e facciamo la base distribuendo questo composto su una teglia, meglio se con cerniera (24 cm di diametro) foderata di carta forno. Pressiamo bene le briciole in modo che si compattino.
Mettiamo in frigo per 20 minuti perché si rapprenda bene.
Preriscaldiamo il forno a 180°.
Nel frattempo prepariamo la parte cremosa.
Mescoliamo, sbattendoli insieme, il mascarpone, il formaggio spalmabile, la nutella, le uova e lo zucchero. Creiamo una crema omogenea che coliamo nella teglia (sopra la base).
Cuociamo per 40 minuti.
Sforniamo, facciamo raffreddare e sformiamo. Possiamo poi decorare a piacere con cioccolato fuso, granella di nocciole, nutella, lamponi.
Serviamo la cheesecake fredda di frigorifero.

A presto amici!


Cake alle banane, albicocche secche e cream cheese

Ultimamente ho fatto diversi esperimenti in cucina. Diversi dolci, soprattutto perchè volevo pubblicarne un po’ prima di Natale. Ma succedeva sempre che, per un motivo o per un altro non mi venivano come volevo. Mi è dispiaciuto ma in fondo anche di questo è fatta la cucina e pian pianino si impara (e tengo a precisare che le cose venute meno bene anche se non finiranno sul blog, non finiscono mai nella spazzatura!).
Quando ho assaggiato questo cake, ieri mattina (fatto la sera prima, dopo un giorno di lavoro da panico! O.O) sono stata la persona più felice del mondo.
È davvero buonissimo! Al di là di ogni aspettativa. Morbido, umido al punto giusto e con quel sapore di banana e sciroppo d’acero che è una meraviglia. Poi è light e dolcificato naturalmente..
Io ve lo regalo questo giorno di vigilia.. Non sono arrivata a fare molto quest’anno, di solito per le festività mi diverto a pensare ai menù e a tanti regalini, penso però che sia un’ottima soluzione per la colazione di domani. Oltre a essere semplice è un dolce veramente molto invernale!

Ingredienti:

175 g di albicocche secche senza nocciolo, tagliate grossolanamente a pezzetti
150 ml di acqua
3 cucchiai di sciroppo d’acero (o due cucchiai di miele chiaro)
1 uovo
una grossa carota sbucciata e grattugiata
100 g di noci tritate grossolanamente
500 g di banane mature tagliate a pezzetti
225 g di farina 0
8 g di lievito per dolci (mezza bustina)

Copertura:

150 g di formaggio spalmabile
90 g di zucchero a velo vanigliato
due cucchiai di succo di limone

Mettiamo le albicocche secche in un pentolino con l’acqua e facciamo sobbollire per circa sette minuti. 
A questo punto col minipimer le riduciamo in purea.
Accendiamo il forno a 180° (ventilato se possibile).
Mettiamo tutti gli ingredienti in una ciotola e mescoliamo bene con lo sbattitore, aggiungendo anche la purea di albicocche.
Foderiamo uno stampo da plumcake da un kg con carta da forno (io l’ho bagnata perché facesse meno pieghe) e versiamo il composto.
Inforniamo per un’ora circa (di più se avete il forno statico). Vale la prova dello stecchino.
Sbattiamo il formaggio con lo zucchero a velo e il succo di limone.
Quando la torta si sarà raffreddata lo spalmiamo sulla sommità del dolce.
Non mi resta che augurarvi delle dolcissime feste. Un augurio grandissimo a tutti voi che mi seguite, ma anche a quelli che sono di passaggio, che non mi conoscono, che mi odiano, che se ne sbattono (questa categoria mi diverte sempre molto…)!
E un grazie speciale ai nuovi numerosi followers della pagina facebook!

A presto amici!
(Immagine presa da Pinterest)

Chilly con carne, nachos e patate al cartoccio

Si può prendere un momento, chiudere le sue emozioni in una scatola e riaprirla quando più ce n’è bisogno? Domenica mentre tornavo da una festa, felice, in pace, con una canzone in testa, guardavo il tramonto e, probabilmente per un tempo non superiore ai 30 secondi, mi sono sentita così. Ho sentito l’anima che combaciava col corpo, la mente che combaciava con la pancia e il cuore che batteva al ritmo della vita. Se almeno una volta al giorno, ci fosse un momento come questo, sarebbe meraviglioso:)
Questo mese all’MTchallenge si va a cavallo. Anzi direi che si va a mucche. Partiamo dal fatto che, per il debole che ho io per i cowboy gradirei molto che fosse uno di loro a cucinare per me e non viceversa. Ma se proprio dovesse succedere che fossi io a cucinare chilly e patate, bè penso che lo farei così.

A me il genere western diverte assai, specialmente il nostrano, il cosiddetto spaghetti-western. Non che ne abbia visti molti, ma penso, anzi sono convinta, che quando si guarda un western bisogna mettere via gran parte delle categorie che abbiamo in testa quando guardiamo un altro tipo di film. La cosa fondamentale di cui bisogna tenere conto, andando per paradossi, è che se ci sono 10 persone in una scena, probabilmente la scena dopo 8 saranno state fatte fuori. E questo è. Ma il bello dei western è anche l’aria aperta, le scene, lo sguardo dei cowboy. Ecco, proprio questo io adoro. Come dimenticare lo sguardo accigliato, sigaretta in bocca, di Klint Eastwood nella scena finale di “Il buono, il brutto e il cattivo”? 
Tutte le energie, i capitali, i talenti che negli anni 60 vennero spesi in questi film sono davvero tanti, dalle regie, Sergio Leone, alle prove di attori, alle grandi musiche di Ennio Morricone. Poi il genere è andato perdendosi ma ci sono rimasti alcuni capolavori degni di nota. Una piccola parte qui:

Quest’anno un grande maestro ha deciso che questo genere andava riportato in vita con una pellicola-omaggio. Un remake, a mio avviso davvero riuscito, di Django. Il maestro è Tarantino e il remake è tutto nel suo stile. Pieno di citazioni, con tante scene cruente, ma fatte con una maestria e una sapienza che probabilmente solo lui…
E qui un Jamie Foxx-Django, il primo cowboy nero nella storia del cinema (credo) ma che ci piace tanto, con gli occhiali da sole (che vennero inventati circa 60 anni dopo rispetto a quando è ambientato questo film, ma a Tarantino perdoniamo anche questo..).
Allora, come sempre facciamo per gli ultimi MTC, vi racconto il piatto trasportandoci altrove, accendiamo il fuoco e, con davanti agli occhi il tramonto della prateria iniziamo la cottura della nostra carne col chilly, lentamente e dando uno sguardo alla meraviglia sterminata che abbiamo davanti..
Come contorno la patata al cartoccio, rusticamente con la buccia. Io l’ho fatta in forno per praticità, ma si potrebbe fare benissimo anche sulla griglia. Ho aggiunto questa salsa di yogurt, ottima con la patata, da mangiare dopo la carne se si desidera pulire la bocca dalla nota piccante.
Come tortilla invece, i miei amati nachos di farina di mais, più messicani che texani, ma dal sapore decisamente ruspante e sfizioso.
Per la ricetta della carne vi riscrivo quella di Anne cambiando i peperoncini e i piccoli dettagli che ho cambiato io.
Ingredienti (per 3 persone)
700 g di carne di manzo (io ho usato la parte di spalla vicino alla scapola, ma va bene anche una parte un po’ più grassa)
3 peperoncini rossi freschi
sale
olio evo
passata di pomodoro (4-5 cucchiai)

Prepariamo i peperoncini. Li puliamo con un panno e li passiamo in forno a 200° per circa 20 minuti. Saranno diventati neri in diversi punti. A questo punto li avvolgiamo in un foglio di carta alluminio e li facciamo sudare per 15 minuti. Li spelliamo eliminando anche i semi.
Li poniamo in una ciotolina che riepiremo d’acqua bollente. Lasciamo in infusione per un paio d’ore.
La parola a Anne:
Passato questo tempo, frullateli con l’acqua di infusione fino ad ottenere una pasta leggermente densa. Passatela da un setaccio fine  in modo da eliminare ogni residuo di pellicine, recuperando quanta piu’ polpa possibile.

Mettete la carne e la salsa in una pentola di ghisa, coccio o acciaio pesante, regolate di sale mescolate bene e fate cuocere coperto (lasciate una piccolissima fessura perche’ possa uscire il vapore) a calore dolcissimo per circa 3 ore (io due e mezzo), controllando ogni tanto. Non e’ necessario far rosolare la carne perche’ il calore forte che sarebbe necessario ne irrigidisce le fibre, rendendola poi piu’ dura da cuocere.  Si puo’ anche mettere a cuocere in forno a circa 120C, per una cottura lenta e uniforme, col calore che circonda la pentola interamente (io l’ho cotta in forno).

A fine cottura io ho aggiunto 4-5 cucchiai di passata di pomodoro, per rendere il tutto più “sugoso”.

L’ideale e’ far riposare il Chili e servirlo il giorno dopo.

E ora prepariamo i nachos (questa ricetta è della Sabi):
100 g di farina per polenta istantanea
100 g di farina 0
4 cucchiai di olio di semi
160 ml di acqua
2 cucchiaini di paprika
2 cucchiaini di sale

Poniamo l’acqua sul fuoco col l’olio, il sale e la paprika e portiamo a ebollizione. Intanto mischiamo le due farine. Versiamo l’acqua calda nelle farine e impastiamo fino a che la pasta non sarà bella e omogenea.
Accendiamo il forno a 200°. Stendiamo su un foglio di carta forno una sfoglia molto sottile e ricaviamo i triangolini. Poniamo i triangolini su una teglia foderata di carta forno e inforniamo per circa 5-7 minuti.
Prepariamo infine le patate al cartoccio:
3 patate medie (una a testa)
sale e pepe bianco
250 g di yogurt al naturale
erbe aromatiche fresche: erba cipollina, prezzemolo, basilico
limone
uno spicchio d’aglio

Preriscaldiamo il forno a 200°.
Laviamo bene le patate e su ognuna facciamo 3-4 tagli orizzontali, per far cuocere bene anche l’interno.  Avvolgiamo ognuna in un cartoccio, prima di chiuderlo saliamo e pepiamo.
Inforniamo in una teglia per un’ora circa.
Intanto prepariamo la salsa.
Tritiamo l’aglio e le erbe. Mischiamo in una ciotola lo yogurt con le erbe, una spolverata di pepe, qualche goccia di limone e l’aglio tritato.
Quando le patate saranno cotte possiamo decidere di presentarle facendo un incavo al centro riempiendolo di salsa o di lasciare a ognuno la libertà di condirle come preferisce.

E dopo aver spazzolato minuziosamente questo piatto, a casa mia, che c’abbiamo il western inside, si pronuncia la celebre frase da Trinità, “Comunque i fagioli erano uno schifo”. Anche se di fagioli non si tratta…
Con questo post ci salutiamo e ci diamo appuntamento alla prossima settimana (nel week end sarò in Polonia da un’amica e tornerò martedì, poco prima del ritrovo delle blogalline, non vedo l’ora..).
Per ora vi saluto. E ricordate:
(La D è muta)
Con questa ricetta partecipo all’MTC di aprile:
A presto!