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Pain perdu e marmellata di pera

Buongiorno!

Il tempo, un po’ uggioso a tratti soleggiato, ma sempre fresco, di questi giorni a me suggerisce questo tipo di “merende”, forse perché l’autunno mi fa pensare alla Francia, a Parigi e ai paesaggi della Normandia. Stupenda coi colori autunnali! Ma che ve lo dico a fare? 😉 ne ho parlato talmente tanto della mia amata Francia, qui, ma anche qui che penso che ormai sappiano tutti della mia passione. Una delle cose che mi mancano di più, parlando di prodotti alimentari, forse è proprio il burro. Un prodotto stupendo se fatto a regola d’arte, ma che in Italia manca un po’, per il semplice fatto che non appartiene alla nostra cultura, se non, forse, nelle zone altoatesine.

Quindi oggi vi racconto una colazione très jolie a tutti gli effetti. 🙂 Il pain perdu (o French toast, come lo chiamano in America) è anche un modo per fare un dolcetto in padella in tempi da record e avendo a disposizione solo pane, anche secco (perdu, appunto), uova, latte, burro e zucchero. Omettendo lo zucchero può essere anche consumato con formaggi e affettati. Al posto della marmellata di pera rosada, che vi consiglio e che trovate qui, potete abbinare anche miele, cioccolato, frutta, un po’ come si fa con i pancake.

Del resto, sono fragranti e buonissimi! Da usare per una colazione da gustare con calma 🙂

Pain perdu

Pain perdu e marmellata di pera
 
Prep time
Cook time
Total time
 
Author:
Recipe type: Colazione
Cuisine: francese
Ingredients
  • 8 fettine di pancarré
  • 50 g di latte
  • 40 g di zucchero di canna
  • 60 g di burro
Instructions
  1. Sbattiamo le uova col latte e lo zucchero.
  2. Bagnamo le fette di pane in questo composto.
  3. In una padella antiaderente facciamo sciogliere in burro e adagiamo le fette di pane facendole dorare sui due lati.
  4. Quando avranno un bel colore abbronzato le asciughiamo su carta assorbente e le serviamo con la marmellata (e un buon caffè).

Ricordo anche, se vi va, di votare i miei video sul sito della Scavolini. Mi aiuterete a vincere una cucina nuova (credetemi, n22e ho bisogno!) e farete un gesto gentile nei miei confronti. Ve ne sarò grata ?

Qui potete trovare il mio profilo e i miei video. Se ne può votare uno al giorno.

Vi saluto e vi do appuntamento a molto presto.

Buona giornata e buon week end!


Cura vitaminica homemade

Sono sicura di pochissime cose nella vita.
Tra le mie certezze:

il profumo del pollo arrosto salendo le scale di casa mi fa bene alla salute
il tè mi fa bene alla salute
i baci mi fanno ripartire il battito del cuore
le lunghe chiaccherate notturne mi rimettono in pace col mondo
le fusa dei gatti mi rimettono in pace col mondo
una torta che esce dal forno mi riempie di orgoglio

se mi innervosisco lo stomaco funziona male
gli abbracci mi servono per crescere
cercare di capire a volte è inutile
mangiare è uno dei più grandi piaceri della vita
essere gentile rende felici
giocare è il segreto della giovinezza
leggere è il segreto della conoscenza

E per me oggi il tempo è questo, quello di tenersi strette le cose che mi fanno vivere, battere il cuore, innaffiare lo stomaco di succhi magici. E ovviamente il blog ne fa parte.

Questo rimedio fatto in casa da usare per tè e tisane è una specie di integratore naturale. Oltre a miele (antibatterico naturale che lenisce tosse e catarro) e succo e buccia di limone (fonte di vitamina C), contiene lo zenzero (ottimo per il raffreddore) e qualche seme di anice che funziona per i problemi di stomaco. 
In più è facilissimo da fare. Provatelo! Oltre che far bene è talmente buono che si mangerebbe a cucchiaiate.

Ingredienti:

2 limoni piccoli bio
miele liquido sufficiente per riempire il vaso
un pezzetto di zenzero
semi di anice

Tagliamo a fettine sottili il limone. Peliamo e spezzettiamo lo zenzero.
Facciamo degli strati in un vasetto sterile alternando limone zenzero e miele. Terminiamo con qualche seme di anice.
A questo punto chiudiamo il vaso e lo mettiamo in frigo. Prima di utilizzarlo facciamo passare 3-4 giorni.
Io lo uso nel tè, nelle tisane ma anche nell’acqua calda come semplice limonata. 

A presto amici!

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Mezze lune di frolla, confettura di fichi e noci

Non so da voi, ma qui in Romagna piove ininterrottamente da due giorni. Forse di più. E io, da brava persona con l’umore dipendente dal meteo sono sempre rallentata. Sono arrivata al punto che vivo in funzione del venerdì, le giornate all’università sotto la pioggia battente non finiscono mai.
Sono giorni in cui mi incanto, fatico a tenere l’attenzione. La mia testa è altrove. E sono spesso un po’ stanchina. Ma mai triste:)
I miei fine settimana sono un pieno di uscite-appuntamenti-cucina-feste. La cucina fa un passo indietro, come dicevo nello scorso post. Ma che volete farci? Il mio blog è importante ma, al momento, non lo posso considerare la priorità.
Mi manca solo una cosa, il mio adorato sport, che spero di incastrare tra un impegno e l’altro:)
Lo scorso fine settimana mi ero messa in testa di preparare le pere ripiene in crosta. Come dicevo con alcuni, mi sono venute una ciofeca. Buone, ma completamente spatasciate. La crosta si è appiattita del tutto ed erano proprio bruttine 🙁
Per fortuna avevo ancora a disposizione tanta pasta frolla e ho deciso di farne dei biscottini ripieni di fichi e noci… Questi forse sono banali ma vi assicuro che fanno contenti tutti e, in questo modo, ne approfitto per darvi la ricetta della mia confettura di fichi:)


Ingredienti (per la confettura di fichi):

3 hg di zucchero
1 kg di fichi
1 limone bio (le scorze e un po’ di succo)

Ingredienti (per le mezze lune)
pasta frolla (la vostra, oppure quella che trovate qui)
noci 
un goccio di latte
Per la confettura
Tagliamo i fichi in 4 parti. Poniamo in una padella antiaderente con lo zucchero sopra e il limone. Cuociamo a fiamma vivace per i primi minuti, poi abbassiamo. Mescoliamo ogni tanto. Sono pronti quando saranno un composto denso. Possono essere frullati col minipimer o lasciati a pezzetti.
Per le mezze lune
Stendiamo la pasta frolla sottile (1 mm circa) con un matterello infarinato, su una spianatoia con un po’ di farina. Tagliamo le forme con un bicchiere (o un coppapasta) e ci mettiamo sopra un pezzetto di fico e uno di noce. Chiudiamo a metà fermandole con le dita. Spellelliamo con un goccio di latte i biscottini.
Cuociamo a 180° per 15-20 minuti circa (io ventilato).

Una bella tazzona di te, una finestra, il plaid e questi biscotti hanno trovato il loro destino:D
Un bacione:*

Con questa ricetta partecipo al contest di Due sorelle in cucina

E a quello di Una Fetta Di Paradiso

E a quello di Mamma mia quante ricette


Uva caramellata ne “La dolcezza dell’estate”

Questo lunedì per me è stato molto rallentato. Ho veramente tanto sonno ma sono sorridente. Prendetemi così, senza che debba aggiungere altro.

Dal momento che viaggio su queste lunghezze d’onda, ho pensato di fare un piccolo post di rigraziamento per tirare le somme dei mesi appena trascorsi. A settembre chiudo un capitolo e ne apro un altro. Mi piace l’idea di ripartire da qui più forte e con tanta voglia di fare. Presto anche con un anno in più:)
Ormai lo sanno tutti che il blog lo uso anche per raccontarmi, per riflettere sulla vita, per ringraziare, e per fare delle liste. Questa è una delle mie, perchè è importante, ogni tanto, fermarsi a pensare a ogni singola cosa positiva che abbiamo vissuto, a me aiuta molto nei momenti di sconforto!
E voi, se doveste fare una cartolina dell’estate, come sarebbe?

Carissima estate, ti ringrazio perchè…
anche quest’anno affronto l’autunno con la pelle abbronzata
mi hai fatto passare una notte di Ferragosto bella, come non succedeva da anni
mi hai fatto aprire gli occhi su diverse realtà
mi hai fatto sbattere la testa con forza contro altre

oggi mi guardo in costume e mi vedo bella

mi hai permesso di dormire tanto
mi hai donato il distacco necessario per fare progetti per il prossimo anno
mi hai fatto sentire, per qualche giorno soltanto, come Elisa della canzone “per Elisa” 
mi hai permesso di cambiare casa
mi hai fatto ri-conoscere i miei compagni dell’adolescenza, constatando che certe cose non cambiano mai!

anche se sei estate, quest’anno mi hai mantenuto coi piedi ben piantati a terra, non so se è un bene, ma in questo modo non mi sono mai smarrita, o quasi…

In più ti ringrazio per quei week end di luglio, quando tutto sembrava viaggiare velocissimo, dall’università alla mia nuova sistemazione a tutto resto..
Un po’ meno ti ringrazio per quei week end a fine estate quando tutto si è arrestato all’improvviso ed è stato come se la vita si fosse bloccata in un limbo, un po’ come se tutto i fattori si fossero accordati per non procedere più.
Tanto ti ringrazio per il viaggio in Salento, deciso e organizzato in pochissime ore!

In più…
grazie agli amici
grazie alla mia punto macina-chilometri
grazie alle vecchie fiamme
grazie al mare
grazie al vino
grazie alle feste.. d’estate hanno una marcia in più..
Grazie alla paura, al mio essere donna, alla musica, alla vita:)

Terminiamo il post con la dolcezza dell’uva.. Spero la “retorica” di oggi non vi abbia “smagato”, come si dice da noi, perchè il post prosegue in dolcezza:) l’uva caramellata, anche se non è bellissima a vedersi, accompagna benissimo i formaggi come antipasto. Oppure si presta a completare una torta di ricotta per una colazione da campioni:)

1 kg di uva bianca
230 g di zucchero di canna
limone non trattato (zeste e succo di una metà)

Tagliamo a metà gli acini d’uva e li priviamo dei semi. Cuociamo l’uva con lo zucchero la zeste e il succo di limone in un’ampia padella antiaderente. Facciamo caramellare (la fiamma vivace all’inizio, poi dolce) finché la parte liquida sarà evaporata quasi completamente.
Conserviamo in dei barattolini precedentemente sterilizzati, riempiamo e capovolgiamo per creare il vuoto.

Quindi…
D’ora in avanti non chiedo più buona fortuna, sono io la buona fortuna. D’ora in avanti non voglio più gemere, non più rimandare, non ho bisogno di nulla. Forte e contento mi avvio sulla libera strada.

Walt Whitman

N.B. Ho aggiornato con foto nuove delle ricette meravigliose di questo periodo degli anni scorsi. Sono due ricette di carne, gli stinchi al forno e il carpaccio di vitello all’uva nera!
Nelle foto non sono ancora brava come vorrei, ma sono sicuramente fotografie migliori di quelle di un anno fa!
Baci:*


Giorni di ordinaria follia e confettura di pere cacao e rum

Ecco la cronaca di questi giorni, riassunta e romanzata (ma mica poi tanto..)

Domenica ore 21,00: amici a cena, proseguo per il mare, karaoke. Poche preoccupazioni al momento.
Lunedì ore 9,00: ho paura. Non è un esame che me ne preclude altri, non è l’esame di stato, non è l’esame della vita, non è la laurea ma ho paura. Già diversi giorni che il suo pensiero non mi fa dormire.
Forse il perchè lo capirò poi, forse no.
Ore 18,00 in facoltà: leggere ossessivamente ogni punto di questa materia mi sta facendo impazzire. Meglio se me ne vado a casa. E magari mi sparo pure un “The Dreamers” di Bertolucci. Un po’ di perversioni psicotiche per staccare la spina ogni tanto ci vogliono.
Ore 22,00: mi accorgo che non ho cenato. Spaghetti time.
Martedì ore 1,00: non prendo sonno. Il dirimpettaio vede qualcosa di interessante alla tv. Devo scegliere tra non dormire per il caldo o per il rumore. Decido di tenere la finestra aperta e mettere i tappi alle orecchie.
Ore 14,30 in facoltà: finalmente, dopo una mattinata di progettazione riprendo a studiare in compagnia.
Ore 18;00: il professore del progetto viene in aula. E’ ovvio che non si può studiare in pace. Poi caffè.
Ore 20,00 a casa: cena in compagnia e ripetizione compulsiva di tutti gli argomenti che ci passano per la testa. Ci pare di non sapere niente, in realtà non è vero.
Mercoledì ore 1,00: anche oggi non dormo. Il vicino evidentemente è un amante dell’intrattenimento notturno. Tappi che però non placano la mia ansia.
Ore 8,00: mi sveglio. Ho dormito poco ma bene. Ora però mi sale l’ansia (mentre mi vesto continuo a ripetere).
Ore 9,45: sono chiamata all’appello. Paura paura paura. Tentenno sulla prima domanda, meglio la seconda e la terza. Mi sarebbe piaciuto un voto alto, ma decido che quello che mi danno è dignitoso e me lo tengo.
Questa sera sarò al concerto dei Fun a Ferrara. In fondo me lo sono meritato:)

Di questa ricettina vi lascio solo l’immagine e vi mando dalla mia cara amica Bietolina per la ricetta, meravigliosa. La mia è identica, se non per aver usato il lime al posto del limone (molto Brasilera)
Smuack a presto!!!


Confettura di zucca

Bonjour! Ritorno decisa a voltare pagina rispetto alla settimana scorsa, a fare di tutto per stare serena e a seguire il mio istinto per ogni decisione.. Di solito non si sbaglia così.. 🙂 Il mio nervosismo mi è costato molto in termini di concentrazione pre-esame e voglio fare in modo che non si ripeta più. 
Questo fine settimana ho festeggiato il compleanno di mia madre, fatto lunghe chiaccherate con i miei famigliari, guardato una mezza partita col babbo, dormito molto, ascoltato la musica, guardato la neve, sperato che smettesse, poi domenica è venuto il sole e domani pioverà! (Io ne sono felice). Voglio riprendere presto anche le mie letture che da troppo tempo giacciono abbandonate.
Oggi la mia canzone è questa, un classico di Modugno, me la riascolto a random per convincermi del ritornello…
Domenica ho anche lavorato un pochino in cucina. Questa conserva non potevo proprio fare a meno di farvela vedere perchè, fra quelle autunnali, è una delle migliori secondo me. Ottima con tutti i tipi di formaggi a pasta dura. Ho preparato anche delle meringhe natalizie che non vedo l’ora di farvi vedere, pronte per il prossimo post.

Ingredienti:
1 kg di zucca violina (senza buccia)
300 g di zucchero
buccia di un limone
succo di 1/2 limone
zenzero (possibilmente fresco, 5 cm di radice)
2 bicchieri d’acqua
Tagliamo la zucca a cubetti e mettiamola in una pentola con lo zucchero, la buccia di limone grattugiata, il succo di limone, lo zenzero sbucciato e tagliato a julienne (se non lo avete va bene anche un cucchiaio di quello in polvere) e i bicchieri d’acqua.
Facciamo cuocere a fiamma medio-bassa mescolando di tanto in tanto e teniamo sempre la pentola semi-coperta. La confettura è pronta quando la zucca si disfa. Passiamola col passaverdura creando una purea.
Riempiamo i vasetti e capovolgiamoli per creare il vuoto.

Questo fine settimana sono poi tornata a casa e ho trovato la ghirlanda sulla porta, alberello e presepe/i. Mia madre ha una gran passione per i presepi e oltre a quello canonico, nel periodo di Natale, a casa mia, spuntano sacre famiglie un po’ in tutti gli angoli. 
Vi faccio vedere quello principale che secondo me è davvero bellissimo, anche se le foto non gli rendono giustizia al meglio. E’ stato fatto in una piccola serra soprammobile ed è pieno di piante grasse e di rametti reperiti in montagna.

Le statuine sono antiche, in gesso, del presepe della casa di mio babbo quando era bambino (anni Sessanta, forse prima). Mentre i rami della capanna sono pezzi di legno reperiti sulle Dolomiti quando eravamo piccole e facevamo diversi giri in montagna.

Le piantine grasse sono piante di un vaso della mia bisnonna (anche loro hanno molti anni).

Le casette con i tetti in sughero invece sono una delle cose più recenti. Sono state acquistate a un piccolo mercatino di beneficenza di qualche anno fa dalla bancarella delle mie cugine (opera dello zio).

Per oggi vi lascio, a presto puffette :**

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Marmellata di mele golden e fiori di lavanda

Dopo l’esame di giovedì mi sono ammalata. O meglio giovedì, dopo l’esame, la sera ho fatto allenamento. Non so bene come sia, (o meglio ora lo so il perchè) ho fatto una fatica bestia, ho corso come una pazza, ho visto le stelle senza rendere nemmeno al massimo. La sera avevo un gran male alle ossa, venerdì mattina la gola e la testa doloranti e bisogno di stare a letto. E’ il mio solito malanno di routine senza febbre che mi imporrebbe comunque riposo, ma a stare a riposo mi stufo da morire…
Se il fine settimana è stato forzatamente di riposo (e quindi no, niente danze) ho avuto però un bellissimo evento che mi ha rallegrato il week end. Dovete sapere che al paese dove abitano i miei genitori abita anche Bietolina, il suo blog lo trovate qui. Dopo diversi scambi di commenti sui rispettivi blog era veramente strano pensare di essere praticamente vicine di casa e di non esserci mai viste. Ci siamo quindi date appuntamento al baretto del paese ed è stata un’oretta molto divertente, in un’atmosfera rilassata e informale (a parte il tizio seduto di fronte a me che continuava a fissarci ma che voleva?O.o). Abbiamo parlato un po’ del blog, ma anche di molte altre cose, Bietolina è una persona giovane e con tantissima positività verso la vita. Questo mi è piaciuto molto. Le persone che parlando mi infondono tranquillità mi piacciono da morire e mi lasciano con la voglia di parlare ancora:)
Ci siamo lasciate con il pensiero di rivederci e spero proprio che questo accadrà.
Ieri invece avrei molto voluto fare una torta. Ma se riposare mi stufa, non riposare mi leva energie e mi fa stare peggio. Ho deciso quindi di lasciar perdere e di pubblicare l’ennesima confettura fatta sabato, subito dopo il nostro meeting. Mi aveva confermato Bietolina che le confetture con i fiorellini di lavanda sono buone e mi sono sentita rassicurata nel fare questo esperimento.
Il profumo ricorda un po’ i pot pourri degli armadi, ma è molto piacevole:D


Ingredienti:

1,1 kg di mele golden
260 g di zucchero
2 cucchiai di fiori di lavanda essiccati
il succo di un’arancia
1 limone non trattato

Sbucciamo e tagliamo a pezzetti le mele. Le mettiamo in una casseruola con lo zucchero. Accendiamo il fuoco e lo manteniamo medio-basso e semicoperto. Quando le mele si staranno disfando (dai 30 ai 45 minuti circa) aggiungiamo il succo dell’arancia (io anche parte della polpa) il succo di mezzo limone e la sua buccia grattugiata. Frulliamo le mele col frullino a immersione. Aggiungiamo anche i fiori di lavanda e continuiamo a cuocere finchè l’acqua non sarà completamente evaporata e la marmellata sarà bella densa. Invasiamo con i vasetti sterilizzati in forno a 100° per 20 minuti circa e facendoli raffreddare capovolgendoli.