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Parigi e dintorni secondo una food blogger un viaggiatore incallito

Ho meditato a lungo su come chiamare questo post. Mi sarebbe piaciuto fare un post sui luoghi dell’altra Parigi, quella meno conosciuta perché, almeno in parte, così è stato il nostro viaggio, alla ricerca di quelle cose di Parigi che sfuggono ai più.

In realtà però, io e Gabriel siamo una “giovane” coppia e come tutte le coppie di innamorati, anche noi abbiamo subito il fascino di quella Parigi più turistica e più commerciale che tutti abbiamo nell’immaginario ma che è tanto rassicurante e affascinante nella sua veste di città degli innamorati.

Troverete quindi, in questo post, il nostro giro tra le cose essenzialmente turistiche della ville lumière, dalle quali non ci asteniamo, una parentesi del nostro giretto in Normandia, sempre bella nel suo carattere nordico, qualche idea su cose da fare meno comuni e, ovviamente, qualche posto dove mangiare. I posti della Normandia in questo articolo sono poco distanti da Parigi, una o due ore al massimo, e ve li consiglio vivamente se avete voglia di vedere qualcosa di diverso e altrettanto affascinante.

Il primo giorno, venerdì 21 aprile, atterrati a Beauvais la mattina, siamo andati a Rouen, che è anche il paese dove ho soggiornato e studiato per un annetto universitario. Ne ho approfittato per fare una capatina nei miei luoghi del ricordo, ma anche per far vedere al “principe” i posti più belli della città.

Abbiamo fatto quindi un giretto lungo il centro. Le casette medievali a intelaiatura in legno, sono la costruzione caratteristica che rende il paese grazioso e molto colorato. Siamo partiti da Place du Vieux Marché, più moderna, con la grande chiesa dedicata a Giovanna d’Arco, siamo andati verso l’Orologio, simbolo della città, fino alla Cattedrale, bellissima e imponente, è probabilmente il simbolo di questa città, resa nota anche da Monet che l’ha dipinta nelle sue “serie”. Abbiamo poi proseguito verso la Chiesa di Saint Maclou dove abbiamo visitato l’atrio, un antico ossario, che ora ha l’aspetto di un chiostro, che un tempo serviva a dare sepoltura ai malati di peste.

Se si ha tempo, un giretto dentro al “Gros Horologe” può essere una cosa suggestiva da fare.

Nel pomeriggio ci siamo spostati ancora un po’ verso ovest, abbiamo visitato l’Abbazia di Jumièges. Si tratta di una delle abbazie benedettine nelle anse della Senna, una sorta di rudere medievale dal fascino romantico, che conserva intatte la facciata, in stile carolingio, i muri perimetrali e le costruzioni annesse, come la casa dell’abate.

A questo punto abbiamo fatto un pausetta sorseggiando sidro in un bar di fronte dove abbiamo chiesto informazioni per dove andare a cena.

Quindi a cena, sotto consiglio del barista, siamo andati a Duclair, un paese nei dintorni e alla “Auberge Tartarin“, dove l’anatra e la tartare sono le specialità. Inutile dire che ci siamo presi una bella tartare di manzo e un bel piatto di anatra confit che abbiamo spazzolato senza fare troppi complimenti.

Sabato 22 aprile, l’abbiamo dedicato completamente al giro alla fondazione Monet, a Giverny. Questo luogo si trova a un’oretta di distanza da Parigi, e qui si trova la casa dove abitava il pittore impressionista. Dentro la casa sono perfettamente conservati i mobili dell’epoca e alcuni suoi quadri, fuori dalla casa si può fare un giretto nel giardino, tenuto perfettamente, e che rappresenta alcuni paesaggi che Monet ritraeva nei suoi quadri, dalle ninfee al ponticello, ai fiori. La meraviglia è data proprio dalla cura minuziosa di ogni aiuola, e dalla bellezza e la cura dei dettagli di ogni stanza della casa. Qui solo un piccolo assaggio delle tantissime foto che abbiamo fatto (era un po’ nuvoloso purtroppo!).

Siamo stati a pranzo al ristorante “Baudy“, un posticino molto caratteristico perché anticamente frequentato da Monet in persona. E soprattutto con un gran bel giardino interno dove passeggiare. Consigliato più per il contesto che per il cibo che è, a mio avviso, abbastanza nella media.

Dopo due passi nel paesello, verso sera, siamo tornati a Rouen, e siamo stati a cena al “Kitsch“, un ristorantino di Rouen che conoscevo, che punta molto sull’arredamento, oltre che sul cibo. Caratteristica di tutto il locale è lo stile, appunto “kitsch”, con le statue dei nani da giardino sparsi un po’ ovunque. Buone le pietanze di cibo tipicamente francese (noi abbiamo preso anatra e cosciotto d’agnello) e l’aperitivo, noi con Bloody Mary.

Domenica 23 aprile ci siamo spostati verso il cuore di Parigi e, dopo aver posato le valigie, siamo partiti per un mini-tour a piedi. Da Place des Vosges, la piazzetta di botteghe artigiane, siamo andati verso il Centre Pompidou, una delle architetture che preferisco in questa città, e dove siamo saliti per ammirare il panorama. Se si ha tempo consiglio anche il museo di arte moderna all’interno, ricordo che mi piacque molto.

Abbiamo proseguito poi verso l’Ile de la cité dove, questa volta, non siamo entrati in Notre Dame, ma abbiamo visitato la Saint Chapelle, snobbata da molti, è però un capolavoro medievale di vetrate che vale la pena ammirare con calma.

Abbiamo finito la giornata ammirando la tour Eiffel al tramonto, e salendo sul Montparnasse, il grattacielo più alto da cui ammirare Parigi a 360°, per veri turisti che non vogliono perdersi la bellezza di Parigi dall’alto.

A cena siamo stati in un ristorante in zona, la Criée, la cui specialità sono il pesce crudo (tra cui ostriche e gamberoni) e altri tipi di pesce (anche cotto). Noi abbiamo mangiato un plateau enorme di ostriche gamberi e lumache di mare, serviti su un letto di ghiaccio e accompagnati da varie salse. Il pesce era fresco e a me è piaciuto molto (a Gabriel un po’ meno, si è sacrificato per la causa… 😛 )

Lunedì 24 aprile siamo andati nella zona di Porta di Saint Ouen, a Nord di Parigi, presso la piazza del Mercato delle Pulci. per visitare appunto questo mercato che, a Parigi, si svolge il sabato, la domenica e il lunedì. Si tratta di un intrico di vicoletti pieni di botteghe con oggettistica di vario genere, vestiti, arredamento, giocattoli. Siamo rimasti una mattina intera, io sarei rimasta anche tutto il giorno. Nessun oggetto qui è banale o scontato, tutto unico e, per me, bellissimo. Ho comprato qualche props per il blog (non potevo certo esimermi!) e per la casa che non vedo l’ora di fotografare nei prossimi post! Ci sono anche tante stampe storiche bellissime. Mi piacerebbe tornarci e non escludo di farlo, prima o poi…

Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro al, secondo me bellissimo, museo de l’Orangerie, a Place de la Concorde, un piccolo museo-gioiello voluto da Monet che espone le sue grandi tele e altre opere sue e di altri artisti di fine Ottocento.

A seguire abbiamo fatto una passeggiata ai giardini de le Tuilerie fino al Louvre (visto solo da fuori!).

Per l’aperitivo ci siamo spostati e siamo andati verso Place de la Bastille, dove abbiamo “scovato” uno dei bar segreti di Parigi. Esattamente nel retrobottega della pizzeria “da Vito” si trova una porticina, varcandola ci si ritrova nel vero mondo parigino, fatto di cocktail chic e un po’ vintage, fumo, luci soffuse e un’atmosfera un po’ decadente. Ce ne sono altri sparsi per la città, che proprio segreti non sono; vi basterà cercare bar segreti di Parigi sul web per sapere dove trovarli!   😉

A cena, in zona, siamo stati Chez Paul, ristorantino carino, dove sembra un po’ che il tempo si sia fermato a causa del mobilio stile metà Novecento. Io ho preso fois gras e torta di rabarbaro. Abbiamo mangiato mediamente bene.

Il giorno dopo siamo ripartiti verso casa.

Termino questo post, spero di essere stata interessante nel raccontarvi i miei giretti. Il nostro passare da un posto all’altro può sembrare un po’ schizofrenico, non lo è stato. È stata piuttosto l’organizzazione di un viaggio davvero molto personale e personalizzata, ma da cui chiunque può prendere spunto. Per me è stato come presentare il mio primo amore, la Francia, al mio secondo amore, il turista incallito  😛

Vi saluto e vi do appuntamento a presto con nuove ricette!

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1 Comment

  • Reply
    betulla
    11 maggio 2017 at 20:36

    Ciao Claudia! Che bello questo post, con le vostre tappe, le foto e i tavolini dei bistrot. Sembrava un po’ di seguirvi, di essere il vostro zainetto curioso! Spero di vedere presto i props del mercatino (sono curiosissima)! un bacione…

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